BRAUNSCHLAG/Ci vuole coraggio per fare i ‘miracoli’

In un paesino tedesco al confine con la Repubblica Ceca, attanagliato dalla crisi e popolato prevalentemente da anziani, il sindaco e il proprietario della discoteca hanno un’idea geniale per risollevare l’economia locale: mettere in scena l’apparizione della Vergine.
E’ questo l’incipit di “Braunschlag”, serie televisiva scritta, diretta e prodotta da David Schalko (con la sua Superfilm) per ORF, successo di pubblico senza precedenti in Austria (circa 1 milione di spettatori su una popolazione complessiva di 8, con uno share di oltre il 30%). Un caso che ha accresciuto il peso e il prestigio dell’Austria nella considerazione dei broadcasters di altri paesi europei, Germania in primis, stando alle parole di  Klaus Lintschinger, responsabile della divisione editoriale per i tv movies di ORF, intervenuto alla masterclass  di David Schalko, ospitata all’interno di Racconti#3.

 Daniel Speck (tutor e haedwriter di Racconti#3) ha citato un articolo dove i danesi davano la ‘ricetta’ del successo delle loro serie televisive.
Tre sono gli ingredienti fondamentali: raccontare una storia che parli di noi, lasciare che un uomo solo la gestisca (lo showrunner), e non permettere che i responsabili del marketing vi intervengano troppo.

Esattamente gli stessi ingredienti di “Braunschlag”, afferma Lintschinger.

Ce n’è un quarto, che implica tutti gli altri, il coraggio.
Di affidarsi alla voce di un autore e lasciare che sia lui a gestire il suo prodotto seguendo la sua visione, dalla scrittura, alla regia, alla produzione.
Lintschinger insiste sull’ importanza capitale del ‘marchio Schalko’:
”Abbiamo commissionato una serie di 8 puntate per la prima serata con uno storyline orizzontale, non quello che ci si aspetterebbe da un’emittente pubblica, -spiega , – ma una storia che corrispondeva ad una visione particolare ed unica che poteva venire solo da David, che aveva le idee chiare sul cast fin da prima di iniziare, ad esempio.”

“Ho contattato gli attori prima di iniziare a scrivere, questo aiuta molto l’autenticità della scrittura perché ogni personaggio aveva già un volto, una personalità, era già in carne e ossa”.  Spiega Schalko.

Il coraggio di produrre una serie austriaca al 100%: nell’umore, nello stile, nel linguaggio.
Continua Lintschinger: “Se avessimo dovuto coprodurre con la Germania (il paese con cui ORF e l’Austria normalmente realizza la maggior parte di coproduzioni televisive, n.d.r.), avremmo dovuto scendere a qualche compromesso, ad esempio per quanto riguarda la lingua parlata, che è il dialetto della regione dove si svolge la serie.
Questa autenticità è quello che ci ha premiato negli ascolti, dandoci un vantaggio competitivo anche sulle serie americane, perché nessun altro nel mondo ovviamente sarebbe in grado di produrre questo contenuto puramente austriaco che il nostro pubblico apprezza così tanto.”

Il coraggio, infine, anche di una distribuzione non consueta:
“Abbiamo deciso di distribuire la serie in DVD nella  primavera del 2012, prima della messa in onda, che sarebbe avvenuta in autunno. Era un modo per mantenere l’attenzione alta sul prodotto, di coprire i tempi lunghi che passano fra produzione e messa in onda recuperando parte dell’investimento (circa 500 mila euro a puntata), di avere una copertura mediatica che creasse l’aspettativa; era anche un rischio, chiaro.”
Ma i risultati sono stati sorprendenti: “ne abbiamo vendute 30 mila copie, che hanno certamente contribuito al successo del passaggio televisivo, che a sua volta ci ha ‘trainati’ verso Natale, quando la vendita dei DVD ha registrato un altro picco.”

Nonostante la sua  forte componente locale ed identitaria, “Braunschlag” racconta una storia universale, una storia che,  afferma David Schalko, “potrebbe avvenire in qualunque posto, specialmente nei paesi cattolici, o dove la gente sia disposta a credere nei miracoli”.
All’estero l’hanno amata molto, soprattutto in Francia ed in Germania. E’ stata la prima serie tv di lingua tedesca ad essere invitata a Series Series, il forum internazionale di Fontainebleau dedicato alla riflessione sulla creazione di serialità televisiva.

“In Germania i broadcaster l’adorano e vorrebbero fare qualcosa di simile, ma   non la comprerebbero per il loro pubblico, perché troppo specificamente austriaca. In ogni caso “Braunschlag” è stata molto d’aiuto nelle relazioni di coproduzione che abbiamo con la Germania, ci ha dato molta credibilità.”

Forte della sua  lunga esperienza nelle coproduzioni internazionali, Lintschinger sa ben distinguere  quando una coproduzione può essere ‘pericolosa’ e, sostiene, è nella fase creativa che vanno valutati i rischi:

“Ogni qualvolta lo sviluppo di una serie si basa su di un compromesso si ottengono risultati mediocri. Le coproduzioni non devono mai essere forzate”
E aggiunge: “Sta accadendo qualcosa di interessante nelle coproduzioni europee: c’è un progetto, “The Team”, che vede coinvolti Svezia (SVT),  Danimarca (nordisk),  Germania (ZDF), Belgio, Svizzera (Lunarie)  e Austria (ORF) : è la storia di un gruppo investigativo che indaga su casi che coinvolgono più paesi. Lo stanno girando adesso ad Anversa, e le location principali si trovano fra Copenhagen, il Belgio, l’Austria e la Germania. I produttori sono danesi (Nordisk), così come gli sceneggiatori, la crew è mista, (Danimarca, Germania, Belgio), e ogni personaggio parlerà la lingua del suo paese.”

 

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