BOND A CARRARA/Sfida fra i marmi

di Adriana Marmiroli


Gran spolvero di panorami italici “” sempre per altro amatissimi dagli americani del cinema “” nel nuovo “007 Quantum of Solace”, ventiduesima puntata della saga bondiana.

In particolare la Toscana ne esce con alcuni preziosi minuti di riprese e il “lancio” di ben tre sue zone d’interesse turistico: Siena e il Palio, Talamone, le cave di marmo di Carrara.
In tutto si è trattato di 7 settimane di riprese, compresi alcuni giorni la scorsa estate per riprendere Siena in pieno Palio.

Il set apuano, utilizzato ai primi di maggio, invece si è dispiegato tra le cave di Fantiscritti “” Canalgrande, il Passo del Vestito, alcuni sterri in Lunigiana, location di un inseguimento scatenato con cui si apre il film, raccordo tra la Venezia delle ultime sequenze di “Casino Royale” e la nuova storia che si muoverà  come sempre su uno scenario internazionale ad ampio raggio.
Minimo comun denominatore “” Siena a parte “” la totale originalità  degli scenari scelti per le riprese.
D’altronde questa era la richiesta primaria fatta al italian line producer Guido Cerasuolo, su una scheletrica traccia: inseguimento in Italia. Proposti questi scenari (le cave in particolar modo hanno affascinato con quell’aspetto da girone dantesco in bianco: una sfida in ogni senso), si è passati alla fase operativa con presa di contatto con la Film Commission per l’ottenimento di tutti i permessi e per convincere i cavatori a sospendere il lavoro per dare spazio alla troupe.
Carrara ha accolto con entusiasmo la troupe (circa 200 persone), presentandosi con le vie tappezzate dei manifesti della mostra ‘Carrara welcomes James Bond 007’, significativo dell’atmosfera che circonda gli ospiti: si spera in altri film e nella ricaduta del cineturismo.


Il presidente della Mediateca Regionale “” Toscana Film Commission Ugo Di Tullio ha ricordato le cifre di questo fenomeno: il 65% dei turisti europei si muove perché spinto dal desiderio di rivedere i luoghi dove sono stati ambientati film o fiction.
L’ente locale ha quindi tutto l’interesse a favorire il cinema.
“Oltre al fenomeno del cineturismo, sulla media distanza si generano professionalità  artistiche importanti, mentre su quella breve c’è la ricaduta economica derivante dalla presenza delle troupe”.
Solo la gente di “Quantum of Solace” ha significato investimenti in loco di circa 10 milioni di euro, di cui hanno giovato alberghi e ristoranti (5000 pasti consumati e altrettante notti in albergo), noleggiatori d’auto e camion, autisti, tecnici (circa 350 collaboratori locali)”¦
“Siamo giovani – ha ricordato ancora di Tullio “” ma le cifre parlano a favore di una struttura come la nostra, che è passata da 2 milioni di euro nel 2006 a 7 nel 2007 (film di Spike Lee compreso).

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