direttore Paolo Di Maira

BOLZANO FILM FESTIVAL BOZEN/La forma del suono

Il theremin è un particolarissimo strumento musicale elettronico che non prevede il contatto fisico con l’esecutore, ma traduce in musica le vibrazioni che sono nell’aria.
Un concerto di theremin è annunciato al prossimo Bolzano Film Festival Bozen (BFFB), in calendario nel capoluogo altoatesino dal 10 al 15 Aprile con la direzione di Helene Christanell.
Non è una trovata eccentrica degli organizzatori, piuttosto un modo originale per marcare l’ingresso della musica in questa 32a edizione del Festival.

Il concerto precederà infatti, nel pomeriggio del 13, la visione di cinque cortometraggi la cui colonna sonora è composta dagli studenti del Conservatorio Claudio Monteverdi di Bolzano, e seguirà un dialogo con il pubblico, in cui il musicista svedese Johan Ramström racconterà, asssieme agli studenti, come funziona il processo di musicazione di un film e che cosa significa comporre musica per il cinema.

Come la musica del theremin, la collaborazione del BFFB con il Conservatorio era nell’aria, ed ha avuto il suo concreto esordio nello scorso anno, quando un allievo del Conservatorio compose la sigla del trailer di presentazione del Festival.
“E’ stato il primo passo”, ricorda Edi Demetz, maestro di composizione al Conservatorio e tra gli ideatori del progetto cui partecipa anche IDM Film Fund & Commission (il “braccio” audiovisivo della società pubblica per lo sviluppo territoriale). Il secondo è stato quando Ramström ha tenuto a Bolzano un workshop che si è concluso a febbraio con la creazione della musica per 5 cortometraggi selezionati dal Festival.

L’esperienza è piaciuta e si pensa già a un terzo tempo: istituire nel conservatorio un corso triennale per composizione di musica da film.
Lo anticipa Demetz, convinto dell’idea dalla propria esperienza didattica fuori dal Conservatorio: “quando chiedo ‘cosa vorresti fare da grande ?’ sono in molti i ragazzi che rispondono: comporre musica da film”.
Inevitabile, dunque, che il Festival incrociasse il suo cammino con il Conservatorio Claudio Monteverdi, confermando ancora una volta la sua naturale propensione all’ibridazione: è un’attitudine che ha sviluppato nel tempo, proponendosi n dal suo esordio, una trentina d’anni fa, quale luogo d’incontro tra lingue e culture diverse.
Tutto questo è visibile scorrendo le varie sezioni che compongono il programma, ad iniziare da “Focus Europa: un Paese Europeo ospite del festival”, quest’anno dedicato alla Lituania.

“Una finestra importante – sottolinea Helene Christanell – che ripetiamo per il terzo anno consecutivo. Dopo Slovenia e Lussemburgo, in questa 32esima edizione del festival approfondiremo la conoscenza della cinematografia lituana, con 6 film, un dibattito e vari ospiti”.

Contemporaneamente il Festival irrobustisce le radici sul territorio, in questo favorito dall’alleanza con IDM Film Fund & Commission, presente in alcune iniziative collaterali.
E’ il caso di “Film Made in Alto Adige”, una nestra sul cinema girato nella regione.
E se “Local Artists” è la sezione dedicata alle più recenti produzioni di filmmakers locali, in “Racconti Local Plus”, alla sua prima edizione, verranno presentati al pubblico tre cortometraggi realizzati da talenti altoatesini al termine di un programma didattico.

Poi ci sono la rassegna “Cinema ritrovato”, sul cinema tedesco degli anni Settanta e un programma speciale di cortometraggi, “Corti in trasferta”, realizzato con il festival internazionale di corti di Landshut, in Germania.

E c’è “Final Touch” , iniziativa rivolta ai filmmaker che vogliono perfezionare il proprio film in fase di postproduzione con il supporto di un team di esperti.
Verso l’iniziativa, alla sua terza edizione, c’è molto interesse da parte dell’industria audiovisiva, che partecipa con due premi: l’ARRI Media Post-Production Prize, e, quest’anno, il True Colours Distribution Prize.

Al pubblico bolzanino sono invece rivolte le due sezioni del concorso, dove , tra le più recenti produzioni italiane e europee, i documentari (8) hanno formalmente la stessa visibilità dei lm di finzione (8), ma nella sostanza sono quelli che danno l’impronta alla manifestazione.
Tra questi segnaliamo “La botta grossa” di Sandro Baldoni sugli effetti del recente terremoto a Norcia, “Willkommen in der schweiz” di Sabine Gisiger, sull’odissea dei profughi in Europa dal sud del mondo, “The Poetess” di Stefanie Brockhaus e Andi Wolf, biografia della poetessa araba Hissa Hilal (film “perfezionato” a “Final touch” 2017).
Senza dimenticare “Pagine nascoste”, una riflessione sul “fascismo interiorizzato” dell’Italia di oggi ad opera di Sabrina Varani, la rassegna su Lucio Rosa, documentarista veneziano e altoatesino d’adozione di cui verranno presentati quattro documentari, e l’omaggio alla gloriosa scuola bolzanina del documentario ZeLIG, che ad aprile compie trent’anni.

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