direttore Paolo Di Maira

BOLOGNA/A Cena con Mamma Scorsese

Il Cibo, il cinema, il territorio: sono questi gli ingredienti di “Italianamerican”, la nuova pubblicazione delle Edizioni Cineteca di Bologna (nella collana Slow Food on Film) firmata da Martin Scorsese.
Si tratta di un cofanetto libro + DVD che contiene il documentario girato dal regista italoamericano nella casa di Brooklyn dei suoi genitori nel 1974.


La coppia parla della vita del quartiere dagli anni 40 agli anni 60, di come questo è cambiato nel corso degli anni, dell’immigrazione dei loro genitori dalla Sicilia all’America.
Il tutto condito da continui riferimenti al cibo e alle succulente ricette della simpaticissima signora Catehrine Scorsese: maccheroni con carne di agnello e vitello, calamari ripieni, frittata di patate e cipolle, insalate e caponate, dolci secondo la tradizione di Polizzi Generosa, paese degli avi.
Queste, insieme a molte altre, sono raccolte nel libro, ricco di storie sui frequenti cammei di Catehrine nei più celebri film del figlio, sempre legati a scene di cucina e a un’idea vivida del cibo e del desco familiare.
Ad esempio, si parla della pasta al sugo mangiata di gusto alla tavola di mamma Catherine, con un cadavere ancora caldo nel bagagliaio, in “Goodfellas”.


E, nell’ambito di un ciclo di proiezioni dedicate al cinema di Scorsese, il 27 settembre a Bologna si potranno gustare quei sapori così intensamente legati al cinema, e a un territorio che diventa un luogo di cinema, unendo Italia e America.
La Cineteca organizza infatti una cena (alle ore 20.30 nella Biblioteca Renzo Renzi) all’interno di una serata speciale dove le ricette di Catherine Scorsese passeranno dalla pagina al piatto.


“Da un lato Italianamerican ci aiuta a capire meglio che cos’è l’identità , al di là  di tanti e troppi luoghi comuni, ma d’altro canto voglio rimarcare che è anche un’operazione fondamentale che oggi dovrebbe diventare modello culturale.” Dice Carlo Petrini, presidente di Slow Food.
“Scorsese fece quest’operazione in tempi non sospetti, spinto probabilmente dall’urgenza di salvare la memoria delle sue radici, di un’identità  che stava scomparendo, come quella degli italo-americani. Questo è ciò che oggi dovremmo fare tutti nelle nostre comunità , perché oggi i tempi ci chiamano tutti con la stessa urgenza. Avere memoria significa avere cura”.


Info e prenotazioni: elisa.giovannetti@comune.bologna.it   
                           340 4854509

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