direttore Paolo Di Maira

BIENNALE DELL’ANTIQUARIATO DI FIRENZE/Ingrid Bergman a Santa Marinella

Domani sera, a Roma, all’Auditorium Parco della Musica, “The Ingrid Bergman Tribute”, l’omaggio teatrale di Isabella Rossellini (la voce narrante assieme a Christian De Sica) a sua madre, in occasione del centenario della nascita di Ingrid Bergman.
E tra pochissimo al cinema, il documentario “Io sono Ingrid”, per chi ha voglia di farsi un viaggio nell’esistenza di questa attrice straordinaria. Uscita evento il 19 e 20 ottobre.
Io, Ingrid, l’ho trovata anche alla Biennale dell’Antiquariato di Firenze…

Mi è capitato di fare delle interviste per la Biennale d’Antiquariato, che si è conclusa domenica 4 ottobre, nella stupenda cornice di Palazzo Corsini a Firenze.

Una delle particolarità di questa 29esima edizione, guidata per la prima volta dal giovane collezionista e mercante d’arte Fabrizio Moretti, era l’apertura al moderno.

Ed è qui che il cinema ha fatto capolino, strizzando l’occhio a quella che era l’atmosfera della primissima edizione, svoltasi nel 1959, dove il mondo del cinema era  presente in forze, con la divina Greta Garbo, Sofia Loren, Mauro Bolognini…I divi del cinema amavano curiosare nell’arte antica, e quest’anno si è scoperto che era vero anche il contrario
D’altronde se è vero che tutta l’arte prima o poi è stata contemporanea, altrettanto vero è che tutta l’arte moderna, cinema compreso, sarà un giorno antiquariato, e forse proprio questo voleva dirci Fabio Copercini (Copercini&Giuseppin) con il suo stand, che aveva un’intera parete ricoperta di disegni incorniciati, progetti di una casa, soprattutto dei suoi interni.


Al centro, fra le cornici, un paio di foto: a rapire è subito lo sguardo magnifico di Ingrid Bergman, seduta sul molo che dalla sua casa di Santa Marinella si insinuava nel mare. E poi lei e Rossellini, contro una staccionata, sempre in abbigliamento estivo, eleganti e casual.

I disegni sono opera di Virgilio Marchi, che progettò la villa Rossellini-Bergman di Santa Marinella, diventando in seguito scenografo del regista, come anche di De Sica, e di molti di quelli che hanno fatto grande il cinema negli anni ’50.
“Allora la scenografia veniva percepita come un vero e proprio ambiente architettonico da ricreare” spiega
E’ così che la grande architettura fa il suo ingresso a Cinecittà
Non solo architettura, come si vede dai disegni: “Marchi era un architetto di tipo rinascimentale, non pensava solo alla disposizione degli spazi, ma anche ai tessuti, agli arredi, ai costumi…”

Il valore di tutto questo, mi rivela Copercini, è di circa 70 mila euro, e pare che ci siano molti clienti interessati all’acquisto, soprattutto stranieri.

Chi si aggiudicherà il sogno su carta, la “sceneggiatura di questa villa” che oggi è un luogo da affittare per matrimoni?

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