Si è concluso lo scorso 18 febbraio l’European Film Market della 76° Berlinale, con una crescita del 5% nel numero dei partecipanti, rende noto l’organizzazione del mercato, quantificando i professionisti presenti come oltre 12.500.
La nazione più rappresentata, dopo la Germania, sono gli Stati Uniti, seguiti da Francia, UK e Italia. In decisa decrescita, invece, i professionisti cinesi e indiani.
606 proiezioni di mercato (con l’83,17% di anteprime) hanno attratto 1794 buyers, e le scannerizzazioni dei badge hanno rivelato un incremento del 20% nel primo giorno di mercato.
Gli scanner ‘dicono’ che è aumentato il traffico anche nelle altre locations del mercato: oltre al Gropius Bau, il Marriott Hotel, e il Documentation Centre for Displacement, Expulsion, Reconciliation Berlin.
Vero è anche che, secondo quanto riportato da vari professionisti, ci sono stati molti meetings anche al di fuori dei luoghi di mercato (principalmente negli hotel della zona).
I social media dell’EFM hanno guadagnato 4500 followers nell’ultimo mese, che ha visto anche il lancio dell’EFM app.
Buoni feedback anche per i nuovi EFM Beyond e per l’Immersive Zone, dove tutte le sessioni da 60 minuti per le quattro stazioni VR sono state sempre occupate.
120 studenti da 18 scuole hanno partecipato al primo Berlinale Film School Summit.
I premi dell’EFM
Il Distribuiton Award, sponsorizzato da Fintage House, per celebrare il ruolo cruciale dei distributori indipendenti, è andato alla società rumena Bad Unicorn.
Due i nuovi riconoscimenti introdotti: quello alla migliore StartUp, assegnato in collaborazione con Screen International, e vinto da WeDaVinci (leggi QUI), e lo Studio Babelsberg Production Excellence Award, andato ai creatori di Emergência 53, Cláudio Torres, Márcio Maranhão e Andrucha Waddington.



