direttore Paolo Di Maira

BERLINALE 2015/New Generation

Titoli di grande impatto popolare e titoli di rigore autoriale: come al solito la Berlinale dosa sapientemente le sue carte, mantenendo soprattutto i primi fuori dalla competizione: dal tanto atteso adattamento cinematografico del bestseller

“Cinquanta sfumature di grigio”, che avrà la sua premiere l’11 febbraio (al Gala della Berlinale Special), alla “Cenerentola” di Kenneth Branagh, grandioso live action, adattamento della favola che, nell’animazione di Walt Disney del 1951, conquistò il pubblico della Berlinale, vincendo l’Audience Award e l’Orso d’Oro come film musicale.
L’Italia è in concorso con un’opera prima, “Vergine Giurata” di Laura Bispuri, prodotto da Marta Donzelli e Gregorio Paonessa di Vivo Film, assieme a Colorado Film, Rai Cinema e all’albanese Erafilm Production. Girato in Alto Adige con il sostegno di BLS, il film è una coproduzione anche con la Svizzera (Bordcadre Films) e la Germania (Match Factory cura le vendite estere).

Sarà Isabel Coixet ad aprire il concorso, la sera del 5 febbraio, con “Nobody wants the Night”, coproduzione fra Spagna Francia e Bulgaria ambientata nel 1908 in Groelandia.
La Coixet è un’habitué della Berlinale, come molti altri registi che concorrono quest’anno per l’Orso d’Oro, fra cui Terrence Malick (vincitore nel 1999 con “The thin red Line”), che porta a Berlino “Knight of Cups” con Christian Bale, Cate Blanchett, Natalie Portman; Werner Herzog, con “Queen of the Desert”, con Nicole Kidman e James Franco, Jafar Panahi con “Taxi”.
Ha due Orsi d’Oro all’attivo Andreas Dresen (“Nightshapes” 1999, “Grill Point” 2002), che torna in concorso con “Als wir träumten” (“As We Were Dreaming”), coproduzione franco- tedesca. Peter Greenaway, spesso ospite della sezione Forum, arriva in concorso con “Eisenstein in Guanajuato”.
Oltre alla Bispuri, l’altra opera prima in gara per l’Orso d’Oro è quella del guatemalteco Jayro Bustamante, che rappresenta anche il debutto del Guatemala in Concorso.

Nelle sezioni collaterali troviamo diversi giovani autori italiani e omaggi a grandi maestri del nostro cinema, come quello a Francesco Rosi, recentemente scomparso, e che la Berlinale ricorderà con la proiezione di “Uomini contro”, o quello a Ermanno Olmi, di cui sarà presentata, all’interno di Berlinale Special, la premiere tedesca del suo film “Torneranno i prati”. Nel 2009 Olmi aveva presentato a Berlino (sempre all’interno di Berlinale Special) il suo documentario “Terra madre”, ideato e ‘commissionato’ dal patron di Slow Food, Carlo Petrini, altro volto amico della Berlinale, che quest’anno verrà insignito della Golden Camera.

Le giovani promesse del cinema italiano sono in Generation, la sezione della Berlinale dedicata a film di registi emergenti che trattano di tematiche adolescenziali e giovanili dove troviamo due importanti esordi: “Short Skin”, di Duccio Chiarini, e “Cloro” di Lamberto Sanfelice, quest’ultimo in arrivo da Sundance, dove è stato in concorso.
Scritto da Sanfelice e Elisa Amoroso, il film è prodotto dalla Asmara Film di Ginevra Elkann con la Ang Film di Damiano Ticconi.
“Short Skin” è prodotto da Chiarini stesso (La Regle du Jeu) con Babak Jalali e il supporto di Toscana Film Commission, e realizzato all’interno di Biennale College (già presentato alla scorsa Mostra del Cinema di Venezia), distribuito in Italia da Good Films e già venduto in altri paesi. In Forum, un altro giovane a rappresentare l’Italia, Francesco Clerici, con “Il Gesto delle Mani”, documentario sul processo di creazione di una scultura di Velasco Vitali. Tra le narrazioni seriali che arricchiranno il programma di Berlinale Special, troviamo, come evento d’apertura, “1992”, la serie thriller su “Mani Pulite” creata da Alessandro Fabbri, Ludovica Rampoldi e Stefano Sardo per Sky.
Spunta un po’ d’Italia, come coproduttore, anche in Lola, la sezione che la Berlinale dedica ai film preselezionati per i German Film Awards, con “The Cut” il film di Fatih Akin, (coproduzione fra Italia, Francia e Germania), e “The Special Need” di Carlo Zoratti, prodotto da Erika Barbiani (Videomante) e Henning Kamm (Detailfilm).
Immancabile invece, la presenza italiana all’interno di Culinary Cinema: fra i film che indagano il rapporto fra cinema e cibo troviamo “La Ricotta” di Pier Paolo Pasolini, “Quando l’Italia mangiava in bianco e nero” di Andrea Gropplero di Troppenburg e il documentario “Il Segreto di Otello” di Francesco Ranieri Martinotti.

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