direttore Paolo Di Maira

BAVIERA/Versailles in 3D

di Corinna Nesi


Dando uno sguardo alle cifre, alle locations, e all’imponenza della macchina produttiva, si può tranquillamente affermare che non è solo il cast de “I Tre Moschettieri” (Orlando Bloom, Milla Jovovich, Christoph Waltz, diretti da Paul W.S. Anderson) a potere essere definito stellare. 80 milioni di dollari di budget distribuiti in 44 giorni di riprese on locations (dal 26 agosto all’8 di ottobre 2010 ), fra le città  di Wà¼rzburg, Munich, Bamberg, Burghausen e il castello di Herrenchiemsee, e 2 settimane di riprese in interni presso gli studi di Babelsberg; circa 12 milioni di euro spesi sul territorio a fronte di un finanziamento di quasi 2, 5 milioni di euro (1,5 mln di euro erogati dell’ FFF Bayern, 400 mila euro del fondo di Berlin-Brandeburg e 400 mila del Bavarian Bank).

Ma com’è riuscita la Baviera ad “accaparrarsi” una produzione così importante che, per fedeltà  alla storia, sarebbe stato più logico girare in Francia?
Ne parliamo con Anja Metzger, alla guida della Film Commission dell’FFF Bayern.
“La produzione cercava locations che si prestassero alle riprese in 3D, hanno fatto scouting in tutta Europa, perché c’era bisogno di girare a Versailles, al Louvre, in alcuni palazzi veneziani”¦
Ma il 3D necessita di grandi spazi per realizzare panoramiche, grandangoli”¦
A Versailles, per esempio, se giri con il grandangolo non puoi evitare di includere nelle riprese anche lo sfondo della città .
La nostra regione è invece ricca di castelli e residenze che sono piuttosto isolati dal contesto urbano.
Paul W.S. Anderson (di cui si dice che le W.S. del cognome stanno per Wide Shot!) era stupito di quanti palazzi di questo tipo si potessero trovare da noi, e a così poca distanza l’uno dall’altro.”


Così il castello di Herrenchiemsee (un castello che si trova su un’isola in mezzo ad un grande lago, dove gli attori venivano portati in barca) ha fatto le veci di Versailles, la residenza di Wà¼rzburg è stata usata per rappresentare il Louvre, e il castello di Schleissheim un palazzo veneziano.
L’unico problema è che questi luoghi, che dovevano ospitare l’80% delle riprese, erano assolutamente off limits per le produzioni audiovisive (l’unico regista che vi aveva messo piede era Luchino Visconti per “Ludwig”), e predisposti solo per l’accoglienza turistica.
Continua Metzeger: “Quando il governatore della Bavaria l’anno scorso a Cannes assicurò ai produttori della Constantin Film che avrebbero potuto girare in Baviera, non potevo credere alle mie orecchie, perché ero consapevole che sarebbe stata un’impresa ardua convincere le amministrazioni di questi palazzi storici a aprire le loro porte ad una produzione che contava su un cast tecnico di 300 persone.”
Tutto però ha funzionato come un meccanismo ad orologeria, grazie alla professionalità  dei produttori, ma anche al lavoro svolto nel tempo dalla film commission sul territorio, che ha contribuito molto all’atteggiamento di apertura delle istituzioni locali:
“Grazie al Bavarian Location Network (di cui sono partner la film commission e le agenzie turistiche della regione), abbiamo organizzato dei pitch del progetto per tutte le autorità  locali delle città  coinvolte, che alla fine ci hanno dato un supporto fondamentale.
La professionalità  del cast ha fatto poi la sua parte, c’era la necessità , ad esempio, di accendere il fuoco in uno dei castelli e di usare molte candele.
La produzione ha fatto venire degli esperti dall’America, che hanno organizzato una presentazione sugli effetti pirotecnici, spiegando passo per passo tutti gli accorgimenti che avrebbero permesso di preservare i luoghi.”

Anche il periodo scelto per le riprese sembrava giocare contro:                                       (copyright Costantin Film)

“Erano attive in quel momento molte altreproduzioni, per cui non è stato semplice reperire maestranze che, oltretutto, avessero competenze specifiche per il 3D.
Inoltre, eravamo in piena stagione turistica, ed era letteralmente impossibile pensare di chiudere i castelli al pubblico, come ci aveva richiesto la produzione (a Wà¼rzburg, ad esempio, c’è uno spettacolare dipinto del Tiepolo, che di per sé costituisce motivo di visite da tutto il mondo).
Alla fine siamo riusciti a far spostare l’entrata per i turisti su un altro lato del castello e non ci sono stati problemi, anzi, c’era grande euforia per il fatto il che il palazzo ospitasse un set hollywoodiano.
Già  nel periodo delle riprese, con il passaparola e la copertura della stampa locale, c’è stato un certo incremento turistico, che ci aspettiamo progredisca ulteriormente dopo l’uscita del film, a settembre 2011.
Per questo realizzeremo movie maps e movie tours legati alle locations del film in collaborazione con le agenzie locali di turismo e li promuoveremo attraverso BayernTourism&Marketing, l’agenzia di promozione turistica regionale, che opera da sempre in stretto contatto con la Film Commission.”

Certo, si può obiettare che è facile aprire le porte quando è Hollywood a bussare, e che Hollywood non bussa tanto spesso.
Ma essere ben preparati ad accogliere una produzione del genere è fondamentale proprio per l’effetto traino che essa può innescare: “Quest’esperienza ha senz’altro aperto le porte per altre produzioni, anche più piccole, poiché tutto si è svolto senza problemi né incidenti e gli amministratori hanno potuto sperimentarlo con i loro occhi.
Rispetto all’anno scorso, ad esempio, è già  aumentato il numero di produzioni sul nostro territorio.” 


 


BEVERLY HILLS IN BAVIERA


Flyer che promuovono gli itinerari cine e tele-turistici legati a film e serie televisive ambientate in Baviera (nella località  di Bad Tà¶lz 50 km a sud di Monaco) e organizzati dall’agenzia locale del turismo, che per questa campagna ha scelto di definirsi la “Beverly Hills of the Up Baviera”

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