direttore Paolo Di Maira

BASILICATA/1 a 1: si gioca la partita del Fondo

Anche la Basilicata ha un suo Fondo dedicato all’audiovisivo: il primo bando della regione a sostegno della produzione cinematografica è stato presentato lo scorso 4 settembre alla Mostra del Cinema di Venezia, alla presenza, fra gli altri, del direttore della Lucana Film Commission, Paride Leporace, del suo presidente Franco Rina del presidente di Rai Cinema Nicola Claudio, di Carlo Brancaleoni, responsabile della produzione di film sperimentali di Rai Cinema, del presidente  dell’Anica Riccardo Tozzi, del presidente dell’APT Basilicata Gianpiero Perri.
Uscito il 16 agosto, il bando prevede un finanziamento di 1.800.000 euro, di cui 1,5 mln destinati alle imprese di produzione cinematografica, e 300 mila alle start up: una cifra contenuta, essendo spalmata su un arco di tempo di due anni e mezzo (sarà valido fino al 31 dicembre 2015), ma che permette alla Fondazione Lucana Film Commission di iniziare la propria attività in maniera competitiva. Rispetto ad altri Fondi, quello della Basilicata si distingue per la spesa minima sul territorio richiesta alle produzioni, pari  100% dell’importo concesso, mentre la percentuale richiesta dagli altri fondi è solitamente del 150%. L’adozione del parametro 1:1 è – lo ricordiamo – tra le indicazioni contenute nel discusso progetto di Comunicazione della Commissione Europea .

L’avviso pubblico per la concessione dei finanziamenti è stato realizzato e cofinanziato dal Programma Operativo FESR Basilicata

“Questo bando è la sintesi di un lavoro che è stato fatto per anni in Basilicata da parte di tutti i soggetti che sono qui presenti e delle istituzioni che sono legate al cinema, al turismo e anche ai fondi strutturali.- afferma Patrizia Minardi, dirigente Fesr Basificata,- abbiamo effettivamente sintetizzato un metodo che abbiamo sperimentato in questi anni con una particolare attenzione alla competitività e alla concorrenza a cui dobbiamo abituarci. La scelta di ripartire il finanziamento fra produzioni più mature e start up deriva proprio da questi anni di sperimentazione in cui abbiamo capito che puntare sulle start up ha dato risultati molto positivi: sono nate piccole imprese sul territorio che hanno puntato sull’innovazione, sulla ricerca e sulla creatività , tanto che anche nella nuova programmazione 2014-2020 che stiamo preparando c’è proprio un’asse che dedichiamo all’industria creativa.”

Per i lungometraggi (durata pari o superiore a 75 minuti)  il contributo massimo concesso sarà di 200 mila euro, e potrà coprire fino al 30% del budget, i cortometraggi invece potranno avere fino al 60% del budget coperto, per un totale massimo di 20 mila euro. Fra i criteri di valutazione della commissione giudicatrice, la presenza di riprese in esterno capaci di valorizzare il patrimonio regionale, l’impiego di risorse umane locali nella fase di lavorazione, la post produzione effettuata sul territorio, il piano di distribuzione e le spese effettuate sul territorio che eccederanno la percentuale minima richiesta del 100% del contributo concesso

Questo bando è “la prima fondamentale pietra per produrre lavoro nella creatività, nei nuovi artigiani, nelle maestranze, – afferma il direttore della Film Commission, Paride Leporace, – vorremmo dare una chance al cinema dell’oggi che è un cinema molto low cost, che sta cambiando, su cui anche Rai Cinema sta facendo un gran lavoro.” E a questo proposito, prosegue Leporace, “siamo molto attenti al documentario, amo la terra di De Martino, molti nostri documentaristi sono  a Parigi e vorremmo farli tornare  a lavorare in Basilicata su progetti loro.” La  strategia della Film Commission, comunque, va oltre il sostegno alla produzione; ha concluso Leporace: “Siamo anche molto interessati all’esercizio, le sale vanno ripensate, perché possono essere dei presidi contro lo spopolamento che esiste in tutto il Mezzogiorno, centri di creatività dove le persone si radunano intorno all’audiovisivo. Atra cosa a cui siamo interessati sono gli archivi: innanzi tutto abbiamo la Cineteca Lucana che è un patrimonio dell’umanità, e poi tantissimi archivi privati della memoria.”

 


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