direttore Paolo Di Maira

BARBARESCHI/Annulliamo le windows

di Marco Spagnoli


Anticipa Luca Barbareschi: “Lavoriamo su una serie di tematiche particolarmente rilevanti un convegno con i produttori indipendenti con interventi da tutto il mondo per definire lo stato dell’arte.
Le nuove possibilità  introdotte dal digitale e i cambiamenti necessari anche a livello sindacale.
La necessità  di ridiscutere i costi di produzione, insostenibili per un mercato piccolo come il nostro.
La lotta contro la pirateria e la difesa del diritto d’autore.
In particolare per quest’ultimo tema è necessario stabilire nuove logiche di distribuzione dei prodotti.”
E aggiunge: “La pirateria è una falla monumentale che non ha nulla di eroico o romantico, ma è solo e soprattutto un furto”.




Cosa intende quando si riferisce a “˜nuove logiche distributive’?
Alle nuove piattaforme. Recentemente ho incontrato Vodafone e Wind che hanno illustrato i futuri investimenti nel settore telefonico che porteranno ad una grande rivoluzione per quanto concerne il Wi-Fi, la Banda Larga, la velocità  di connessione, l’IP Television su quella che è la NGN, ovvero la “˜Next Generation Networks’.
In Italia, da questo punto di vista, siamo molto avanti.
Ci saranno nuove forme di distribuzione di contenuti.
Il fatto stesso che si girerà  in digitale significherà  avere un prodotto pronto per la distribuzione multipiattaforma.
Questo andrà  ad impattare anche la programmazione delle sale cinematografiche, che collegate via satellite potranno proporre un’offerta più ampia e diversificata con film diversi ad ogni orario.


Un cambiamento “˜epocale'”¦
La mia proposta è quella di annullare le windows e fare uscire i film in contemporanea su tutti i media possibili, in modo da battere la pirateria.
Si tratta di mercati diversi e di pubblici differenti.
Gli Stati Generali, oltre a lavorare sulla legge, dovranno ripensare tutto. Mi rendo conto che si tratta di un lavoro complesso, ma è anche necessario.
Mi è arrivata la lamentela delle catene di video noleggiatori che hanno detto “˜così noi muoriamo’.
D’altronde una volta c’erano gli acquaioli, dopo è arrivata l’acqua corrente e gli acquaioli non sono esistiti più.
Non possiamo sostenere delle categorie se la tecnologia, di pari passo, apre delle nuove possibilità .
Quella di Internet è una rivoluzione che porta al cambiamento di tutti i modelli distributivi.


Quale sarà  il ruolo delle sale cinematografiche?
Le sale resteranno, ma in maniera molto più limitata.
Una volta l’Opera Lirica era lo spettacolo più amato, oggi abbiamo ereditato tantissimi teatri dove ovviamente si fa altro, perché la produzione della Lirica avviene solo in un numero limitato di posti.
Con le sale cinematografiche accadrà  la stessa cosa: verranno concentrate in alcune zone delle città .
Lo dico con un certo rammarico, perché appartengo ad una generazione di cinefili che è cresciuta al cinema.


Cosa pensa del lavoro del Ministro Bondi per quello che riguarda lo sviluppo di un’Agenzia Nazionale per il Cinema?
Sandro Bondi ha le idee chiarissime e sta facendo un lavoro ottimo.
Ha razionalizzato il problema italiano portando avanti il progetto dell’Agenzia Nazionale per il Cinema per evitare sperperi, sprechi, sovrapposizioni di poteri.
Seguire il modello francese ci aiuterà  a razionalizzare spese, investimenti e affrontare la possibilità  di distribuire i nostri prodotti nel mondo.


Gli Stati Generali, dunque, vogliono lanciare una serie di idee innovative?
Vogliamo coinvolgere la Confindustria sui grandi temi nuovi all’indomani dell’innovazione apportata dal Tax Shelter.
Dobbiamo fare incontrare i produttori e i rappresentanti del mercato in modo che i primi possano convincere i secondi ad investire nelle loro produzioni, proponendo loro non solo dei prodotti, ma dei veri e propri piani editoriali.
Noi ci dobbiamo proporre in maniera nuova con l’aiuto dei Broadcasters, dei produttori e “” ovviamente “” di una parte dello Stato, oppure rischiamo di diventare solo dei “˜casellanti dei prodotti stranieri’.


Quale dovrà  essere il ruolo di Sky in questo contesto?
Sky deve iniziare ad investire: non può pensare di continuare a raccogliere utili senza investire nella nostra industria.
Hanno iniziato, adesso, con la Fiction, ma dovranno spendere un po’ di soldi anche loro.
Ci sono delle regole europee che dovranno essere osservate e che noi faremo rispettare come produttori e come Governo.

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