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direttore Paolo Di Maira

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LOCATION / Aumentano le produzioni, scarseggia la manodopera

I primi segnali di ritorno del pubblico in sala, si accompagnano a un bilancio estremamente positivo dell’andamento della produzione cinematografica e audiovisiva italiana. Se n’è parlato al Circolo dei Lettori durante il Torino Film Industry, nel panel 2022, l’audiovisivo tra internazionalità, qualità, impatto e responsabilità sociale, condotto da Pietro Garibaldi, docente universitario e coordinatore del Festival Internazionale dell’Economia di Torino.

L’ottimismo è di Paolo Del Brocco, amministratore delegato di Rai Cinema, che ha citato risultati di box office “importanti” per alcuni film italiani (da La stranezza a L’ombra di Caravaggio a Colibrì), spiegandolo con “il combinato disposto della Mostra di Venezia con la Festa di Roma” che ha “generato un valore aggiunto e contribuito a ridare al pubblico un senso di fiducia nei confronti del cinema in sala ed in particolare del cinema italiano”. 

A monte c’è lo Stato, che ha praticamente raddoppiato le risorse per il cinema italiano: i dati esposti da Bruno Zambardino del MiC, collegato da remoto, hanno mostrato che, a partire dall’istituzione della legge cinema nel 2016, la “madre” del rilancio, si è passati dai 400 milioni di euro del riparto del 2017 ai 750 milioni del 2022.

Il balzo si è riverberato sul numero dei film italiani prodotti. Troppi? Si è chiesto retoricamente del Brocco; “siamo e restiamo convinti di una cosa: che dalla quantità nasce la qualità”, è stata la risposta, dal sapore hegeliano.

Il cinema e l’audiovisivo italiani (comprendendo coproduzioni, vendite e presenza sulle piattaforme) sono anche diventati più internazionali : secondo il recente rapporto dell’Associazione Produttori Audiovisivi, la penetrazione internazionale di film per TV e VOD da poco più di 32 milioni di euro del 2017 , nel 2021 ha triplicato il valore, sfiorando i 100 milioni di euro.

Ne ha parlato Antonella Barbieri, direttrice generale APA, che ha messo in luce la conseguente scarsità di manodopera a fronte della crescente domanda proveniente dalle produzioni. Le ha fatto eco Benedetto Habib, presidente dei produttori ANICA, aggiungendo l’ altro fenomeno, connesso: quello dell’aumento del costo delle maestranze.

E’ prezioso, dunque il lavoro delle Film Commission impegnate a formare nuove professionalità sul territorio, garantendo così “in loco”i servizi necessari a chi deve girare.

Un impegno confermato dalla “padrona di casa” Beatrice Borgia, presidente di Film Commission Torino Piemonte, che ha sintetizzato in cifre l’esperienza piemontese. Nel 2020, secondo i dati del Ministero, il Piemonte è stata la seconda regione, dopo il Lazio, per numero di giornate di ripresa. La regione può vantare una filiera composta da 182 società di produzione, 234 strutture di servizio, 966 professionisti 282 tra attrici e attori. E se nel 2021 sono state realizzate in Piemonte 213 produzioni, i dati parziali, al 30 settembre, registrano 183 produzioni ( 16 lungometraggi, 9 serie tv, 19 shorts film, 21 documentari e 118 tra spot pubblicitari, reportages, tv formats e video mmusicali) . Non cerchiamo più la quantità, ha detto Beatrice Borgia, “il nostro mandato ora è spingere su grandi produzioni di qualità” .

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