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direttore Paolo Di Maira

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APA / Il 4° rapporto si apre all’estero

I ricavi complessivi del mercato audiovisivo italiano valgono intorno ai 10 miliardi, un valore prossimo a quello pre-pandemia: la parte del leone la fa la tv, che crea circa 8 miliardi di movimentazione, mentre i ricavi del video on demand a pagamento e della pubblicità video display si attestano sui 2 miliardi e stanno crescendo.
Il costo totale di produzione di contenuti originali video-televisivi (TV + VOD) ha raggiunto nel 2021 un valore compreso fra i €1.420 e i 1.470 milioni.
Sono i primi dati evidenziati dal presidente dell’APA, Giancarlo Leone, nel corso della presentazione al MIA di Roma del 4° rapporto sulla produzione audiovisiva nazionale dell’associazione dei produttori audiovisivi. All’interno di quest’ultima cifra sono 663 milioni investiti in serialità: l’apporto diretto dei produttori italiani e esteri comprensivo del tax credit, vale 318 milioni; 120 milioni rappresentano l’investimento degli streamers e 250 quello degli operatori della tv lineare.
La crescita, dal 2017 al 2021 è stata del 13%, e proseguirà nel prossimo quinquennio, verosimilmente a un ritmo più rallentato, che si stima intorno al 5%
Altra previsione di APA è che fra cinque anni gli investimenti degli streamers eguaglieranno quelli della tv lineare.

La Rai, pur perdendo qualche punto rispetto alla stagione precedente (dal 78% al 74%) si riconferma leader assoluta nella produzione di fiction italiana, ha quindi una responsabilità enorme, sottolinea Leone. Una responsabilità che ha a che fare “con la nostra materia prima, cioè con la nostra capacità di formare talenti – dice Maria Pia Ammirati, alla guida della divisione Drama Rai, – oggi dall’estero ci guardano un po’ tutti, e la prova è il MIA e ciò che è diventato in questi anni: riusciamo a imporci sul mercato internazionale in base al principio secondo cui è il contenuto che guida. Certo, se sono vere le previsioni che nel 2025 vedranno il nostro plafond di investimento eguagliato da quello degli streamers, dobbiamo porci delle domande, ma dobbiamo considerare che noi siamo 3 (Rai, Mediaset e Sky, n.d.r.) rispetto a un mondo esplosivo, che ogni anno lancia sul mercato una nuova piattaforma.”
Ammirati sottolinea che i dati degli ascolti fiction, che vedono Doc- nelle tue Mani 2 totalizzare 6438 milioni di spettatori (seconda solo a La Sposa) e Mare Fuori 2 1192, non tengono conto delle visualizzazioni sulla piattaforma societaria, Rai Play, dove realizzano rispettivamente 32 milioni e oltre 60 milioni, costituendo, quest’ultima un inedito caso di successo.

Per la prima volta, quest’anno, il rapporto APA contempla anche la circolazione estera di film e tv, grazie a una ricercarealizzata da Emilio Pucci di eMedia,  autore anche della analoga ricerca sul cinema commissionata da APA (leggi qui): “e che ci auguriamo negli anni prossimi possano convergere in un unico rapporto” dice Leone.
Fra il 2017 e il 2021 sono passati da 15 a 24  i titoli prodotti per la tv che hanno avuto circolazione all’estero. Se consideriamo anche il VOD, la metà (24 su 48) dei titoli originali italiani che circolano all’estero sono prodotti da/per gli operatori globali VOD. E il valore economico (aggregato) generato è stimato a circa 94-100 milioni, con un incremento del 169% o del 186% rispetto al 2017.

Qualche dato anche sulla presenza femminile fra i lavoratori dell’audiovisivo (un totale di 111.235 addetti ai lavori che, considerando l’indotto, portano a una filiera di oltre 200 mila persone): il valore medio dell’occupazione femminile è del 41,6%, se guardiamo al gruppo registi e sceneggiatori, le registe e sceneggiatrici sono il 42,8%: 1642 donne e 2191 uomini.

Nel corso della presentazione Leone ha chiesto al prossimo governo di “garantire una pianificazione stabile ed equa al credito di imposta per i produttori di audiovisivo per evitare casi come quello di quest’anno, dove il tax credit già stanziato per il 2022 non sia stato ancora reso disponibile alle imprese di produzioni con ricadute negative per l’intera filiera di serie, film documentari, animazione”. Al prossimo governo è stata chiesta anche una rapida “definizione dei regolamenti di competenza del MIC e del MISE per l’attuazione dei provvedimenti sugli obblighi di investimento dei fornitori di servizi media per i produttori indipendenti” e “risorse adeguate al servizio pubblico radiotelevisivo affinché RAI possa investire maggiormente nella produzione audiovisiva per tornare ad essere il volano del sistema, anche attraverso misure quali l’abolizione della tassa sulla concessione”.

Sono intervenuti alla presentazione anche Nicola Borrelli (Direttore Generale della Direzione Generale Cinema e Audiovisivo – MiC), Alessandro Araimo (General Manager Sud Europa di Warner Bros. Discovery), Roberto Luongo (Direttore Generale ICE – Italian Trade Agency) e Jaime Ondarza (EVP & South EMEA Hub Leader di Paramount Global).

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