direttore Paolo Di Maira

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ANNECY / Premio della Giuria a “Manodopera” di Alain Ughetto

Interdit aux chiens et aux Italiens di Alain Ughetto, che nella versione italiana si intitolerà Manodopera, ha vinto il premio della Giuria e della Fondation Gan per la Diffusione al 46° Festival International du Film d’Animation d’Annecy che si è chiuso sabato 18 giugno nella cittadina d’Oltralpe. Ambientato all’inizio del XX secolo nel nord Italia, a Ughettera, città natale della famiglia Ughetto, il film racconta la storia degli avi del regista che dal villaggio piemontese attraversarono le Alpi per emigrare in Francia, dove iniziarono una nuova vita cambiando per sempre il destino della famiglia. Realizzato con la tecnica dell’animazione di pupazzi a passo uno e con le musiche di Nicola Piovani, Manodopera è una co-produzione fra Les Films du Tambour de SoieVivement Lundi! eFoliascope (Francia) con la società torinese Graffiti Film, Lux Fugit Film (Belgio), Nadasdy Film(Svizzera), Ocidental Filmes (Portogallo) e con il sostegno, fra le altre istituzioni, della Film Commission Torino Piemonte – Piemonte Doc Film Fund e Ministero della Cultura – Direzione Generale Cinema e Audiovisivo.

Il Cristal per il lungometraggio è invece andato a Le Petit Nicolas – Qu’est-ce qu’on attend pour être heureux? di Amandine Fredon e Benjamin Massoubre, prodotto da ON Classics e Bidibul Productions film sulle avventure del personaggio creato da Jean-Jacques Sempé et René Goscinny, un ragazzino ridente e malizioso. Fra gli altri numerosi premi, il Cristal per il miglior cortometraggio è andato al film ungro-rumero Amok di Balázs Turai che ha vinto anche il premio France TV per il cortometraggio mentre quello per la migliore produzione tv è andato allo special statunitense My Year of Dicks di Sara Gunnarsdottir, entrambi destinati a un pubblico di adolescenti e giovani adulti.

Per gli organizzatori, un’edizione “storica” per il festival e il suo mercato, il Mifa. Oltre 13mila iscritti accreditati (pari all’8% in più rispetto al 2019, anno record e ultimo in presenza prima della pandemia) provenienti da ben 106 Paesi, si sono ritrovati per una settimana dedicata al cinema d’animazione. “Vi avevamo promesso fuochi d’artificio, ma la scorsa settimana ha superato le nostre aspettative! In termini di presenze prima di tutto, ma non solo. Annecy 2022 è semplicemente un riflesso di ciò che rappresenta il cinema d’animazione nel mondo: un’arte importante e un’industria dalla straordinaria agilità che continua a svilupparsi”, ha dichiarato Mickaël Marin, direttore di Citia, l’ente organizzatore del Festival.

Numerosissimi gli eventi, talmente tanti con inevitabili sovrapposizioni, che stanno spingendo gli organizzatori a riflettere sui numeri. Se anche la taglia della cittadina consiglia un freno al moltiplicarsi degli eventi, è già in atto il progetto per un grande complesso nel centro della città poco lontano dall’attuale quartier generale del Bonlieu, dove ci sarà spazio per un teatro, una sala espositiva, gli uffici del festival e il banco di accoglienza, foriero della “Città dell’Animazione” prevista per il 2025 o il 2026 che farà definitivamente di Annecy la capitale dell’animazione mondiale.

Nel frattempo, la prossima edizione sarà dedicata all’animazione messicana. Ad annunciarlo, lo stesso regista Guillermo del Toro, originario di Guadalajara, uno dei numerosi premi Oscar presenti a Annecy quest’anno e protagonista principale di quella che è stata definita come una prima “storica”, il primo Showcase di Netflix ad Annecy, presupposto di farne un appuntamento fisso negli anni a venire. Una scoppiettante parata di presentazioni di serie tv per ogni tipo di pubblico, anime, cortometraggi e film, accompagnata dai rispettivi registi e produttori, culminata con le prime immagini del prossimo film nonché il primo lungometraggio interamente in animazione del regista della Forma dell’acqua. Pinocchio di Guillermo del Toro, realizzazione in stop motion della celebre favola di Collodi, è “una storia molto personale delle mia relazione con mio padre e dell’importanza della disobbedienza. Pinocchio è la storia più importante della mia vita. Una storia sui padri e sui figli imperfetti”, ha detto il regista presentando alcune sequenze del film che sarà la strenna di Natale per gli abbonati Netflix.

Una visibilmente emozionata Jennifer Lee, Chief Creative Officer dei Walt Disney Animation Studios, ha ricevuto con una standing ovation il Cristal d’Honneur per la sua strepitosa carriera iniziata alla Disney con un contratto di scrittura temporaneo di otto settimane solo nel 2011, un Oscar per Frozen – condiviso con Chris Buck – nel 2014, il sequel Frozen 2 nel 2019 ancora con Buck (entrambi film rispettivamente al secondo e primo posto al box office dei film animati di tutti i tempi) e proseguita con la nomina, a giugno 2018, a direttore creativo degli Studios, dopo la defenestrazione di John Lasseter dalla Disney. “Il potere della collaborazione” l’espressione più usata nel discorso di ringraziamento dalla Lee, che ha esortato gli studenti presenti a credere in se stessi mostrando le immagini di un video realizzato in vista del centenario della Walt Disney Company il prossimo anno. Fra le presentazioni, mancavano quest’anno i corti in prima mondiale della Pixar, sigla che si è avuto l’impressione di volerla quasi declassare. Con enfasi però sono state presentate dal presidente dei Walt Disney Animation Studios Clark Spencer, le prime due serie tv in assoluto proprio dei WD Animation Studios che inaugurano una stagione di show televisivi per Disney + basati sui più amati personaggi dei lungometraggi della casa di Topolino: la divertente Baymax (sul robot infermiere di Big Hero 6) in uscita a fine giugno e un favoloso, esilarante e tecnicamente eccellente episodio di Zootopia + dal titolo The Goodfather of the Bride (Il Padrino della sposa) dal film premio Oscar 2017 Zootropolis, in arrivo a novembre. Serie quest’ultima che avrà un episodio uno diverso dall’altro per formato, stile e racconto.

Anche a Michel Ocelot è stato consegnato il Cristal d’onore, lo stimatissimo decano dell’animazione francese che ha dichiarato (a Le Film Français) di essere un ignorante e non sapere nulla di Jennifer Lee. “Creando il personaggio di Kirikou nel 1998, Michel Ocelot ha dato lo slancio necessario per creare un’industria di film d’animazione in Francia. Oggi è un’intera comunità di registi, produttori e artisti di animazione che gli sono debitori. Onorandolo, il Festival riconosce il ruolo che ha svolto nello sviluppo stesso di Annecy”, ha spiegato il direttore artistico del festival Marcel Jean. Una verità innegabile sottolineata da applausi scroscianti del pubblico prima e dopo l’anteprima del suo ultimo film Le Pharaon, le Sauvage et la Princesse che, ha spiegato il regista classe 1943 con ancora progetti nel cassetto, si sarebbe dovuto chiamare Trois contes pour le plaisir. Tre racconti e tre tecniche e stili diversi per il piacere del racconto stesso e dell’animazione, e tale è stato per quanti hanno avuto la fortuna di gustarlo in anteprima mondiale al Bonlieu.

E parlando di Francia non possiamo non citare France Télévisions con i 96 milioni di euro investiti negli ultimi tre anni nei programmi animati per bambini e ragazzi, un’offerta di livello anche nel cinema che fa dichiarare alla direttrice di France 3 Cinéma, Cécile Négrier, “noi crediamo ancora nella sala”, presentando una serie di lungometraggi dove spicca La Plus Précieuse des marchandises, primo film in animazione del premio Oscar Michel Hazanavicius. Un film in 2D dall’aspetto “classico” come voluto dal regista di The Artist, con i personaggi basati sugli studi realizzati dallo stesso Hazanavicius, disegnatore fin da bambino che mai però ha avuto l’intenzione di cimentarsi con l’animazione. Produzione esecutiva dello studio 3.0, lo studio storico di Prima Linea (La famosa invasione degli orsi in Sicilia). Una storia sulla Shoah, una favola per adulti che inizia con le parole “C’era una volta…” perché il tempo odierno e l’animazione, secondo il regista, permettono di prendere una distanza e il narratore di conservare l’aspetto letterario del libro dal quale il film omonimo è tratto. Scritto da Jean-Claude Grumberg, uscito nel 2019 e già utilizzato nelle scuole, tradotto in oltre 16 lingue fra le quali l’italiano (Una merce molto pregiata). “La mia famiglia viene da una storia così, e non avevo voglia di parlare di questo, ma sono stato capovolto da questo racconto”, adattato per il cinema insieme a Grumberg, previsto nelle sale nel 2024. Un cast stellare che include le musiche di Alexandre Desplat (due volte premio Oscar per Grand Budapest Hotel e La forma dell’acqua) e le voci di Denis Podalydés (l’uomo dalla faccia rotta), Dominique Blanc (la moglie del boscaiolo), Gérard Depardieu (il povero boscaiolo protagonista) e il narratore, l’indimenticabile Jean-Louis Trintignant che ci ha lasciato proprio mentre ad Annecy veniva presentato il work in progress del film che costituirà così la sua ultima interpretazione.


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