WIFTMI /Anica aderisce alla Carta di Comportamento Etico

Anica aderisce alla Carta di Comportamento Etico per il Settore Audiovisivo di WIFTMI-Women in Film, Television & Media Italia, uno strumento di prevenzione contro le molestie sessuali, gli atti intimidatori e ogni forma di discriminazione, violenza di genere e body shaming sul luogo di lavoro e di studio, per la tutela della dignità della persona, delle lavoratrici e dei lavoratori, delle studentesse e degli studenti del settore audiovisivo.

L’annuncio è stato dato ieri, 18 luglio, in apertura dell’incontro dal titolo Dalle parole ai fatti. Una cassetta degli attrezzi per la parità e la sicurezza nei luoghi di lavoro, che si è svolto nella sede di ANICA

All’incontro, introdotto dal Presidente di ANICA Francesco Rutelli, hanno preso parte Francesca Medolago Albani, Segretaria Generale di ANICA; Cinzia Spanò, Presidente dell’associazione Amleta e Domizia De Rosa, Presidente di WIFTMI. Domizia De Rosa ha moderato il panel successivo, in cui quattro Avvocati specializzati hanno illuminato i contenuti dell’attuale “cassetta degli attrezzi” giuridica, punti di partenza consolidati – ma non ancora abbastanza noti – da cui muovere i prossimi passi verso una maggiore consapevolezza e una condivisione del percorso da parte del settore cineaudiovisivo. Le Avvocate Giuliana AlibertiChiara Dellacasa e Chiara Colasurdo e l’Avvocato Mario Fusani hanno portato la propria esperienza professionale – individuale e in assistenza alle Associazioni – e messo a disposizione del pubblico le proprie competenze illustrando in modo chiaro il quadro normativo nel quale ci si muove, individuando strumenti e azioni già disponibili e tracciando alcune possibili strade ulteriori: dalla contrattazione collettiva a quella individuale, dalla formazione specifica alle premialità previste in alcune misure pubbliche di sostegno al settore, nazionali e regionali, dalle norme per la sicurezza sul lavoro a quelle per la parità di genere.

“ANICA vuole e deve farsi carico di una nuova sensibilità condivisa per prevenire e contrastare questi comportamenti ed ogni azione opportunistica, lo faremo assieme ad Amleta, APA, al MIA e ai sindacati, che ringrazio della loro presenza qui oggi”. Ha detto il presidente di ANICA, Francesco Rutelli.

“Siamo arrivati qui oggi partendo dalla conferenza stampa in cui a inizio 2023 l’Associazione Amleta, in rappresentanza delle attrici, ha denunciato il problema delle violenze, numeri alla mano. E siamo qui oggi perché ANICA sente una responsabilità nel contribuire, insieme a tutte le altre realtà collaborative, a garantire alle imprese del settore accesso a strumenti di prevenzione, emersione e gestione di questi problemi. Va sottolineato che molte aziende sono già virtuose, ma bisogna fare in modo che tutti possano praticare comportamenti corretti nel modo più facile possibile”. Ha aggiunto la segretaria generale Francesca Medolago Albani

La presidente di Amleta, Cinzia Spanò, ha fornito alcuni dati : “Lavoriamo da tempo con l’associazione Differenza Donna per dare assistenza legale alle lavoratrici dello spettacolo vittime violenza e molestie. Negli ultimi 3 anni abbiamo raccolto 223 segnalazioni emerse spontaneamente, ma sappiamo che quasi tutte le attrici italiane hanno conosciuto la violenza e le molestie, oppure hanno preferito rinunciare preventivamente a un lavoro perché il contesto non era sicuro. Il 93% delle vittime di violenza o molestia è donna. Il 99,9% dei colpevoli di violenza o molestia è uomo. Di questi il 41% sono registi, il 15% attori, l’8% produttori. Tra i colpevoli ci sono, cosa gravissima, anche insegnanti. Oggi le donne fanno rete, hanno la possibilità di farsi ascoltare, per fortuna ci sono soggetti ricettivi con cui possiamo lavorare per risolvere il problema delle molestie come, tra gli altri, ANICA, APA, l’Unione Italiana Casting Directors, 100autori e UNITA. Vogliamo che i nomi dei colpevoli emergano ma non cerchiamo capri espiatori. Servono strumenti di prevenzione per evitare che cose del genere continuino a verificarsi”.

 “Per capire la portata del fenomeno possiamo pensare a un iceberg, fuori dall’acqua vediamo i femminicidi, la violenza, le molestie più gravi. Se scendiamo sott’acqua arriviamo agli aspetti culturali, in fondo c’è il linguaggio – pensate a episodi recenti di body-shaming, sessismo e razzismo nei media. – Ha continuato Domizia De Rosa, Presidente di WIFTMI-Women in Film, Television & Media Italia. – Le parole sono importanti, nel loro essere insieme sintomo e conseguenza. I luoghi di lavoro devono essere accoglienti, inclusivi, sicuri a livello fisico e psicologico. Tanto più lo devono essere i luoghi di lavoro delle industrie creative come quella audiovisiva. Devono essere luoghi di ‘intimità creativa’ dove è fondamentale poter lavorare in libertà e sicurezza e potere così esprimere al meglio la propria creatività”.

Hanno partecipato al dibattito successivo i rappresentanti delle Organizzazioni dei Lavoratori, Sabina Di Marco per SLC-CGIL, Nicola Pellicano per FISTEL-CISL, Roberto Corirossi per UILCOM; il Presidente dell’Unione Produttori di ANICA, Benedetto HabibAntonella Barbieri, Direttrice Generale APA; Cristina Priarone, Presidente di Italian Film Commissions e rappresentanti di 100autori e Mujeres nel Cinema.

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