spot_img

direttore Paolo Di Maira

spot_img

Amare il cinema, amare un mondo più umano

Scorrendo i dati dello scorso anno sull’affluenza del pubblico nei cinema d’Europa (ne diamo conto all’interno del n. 206 di Cinema & Video International), si nota che sono per la maggior parte i film nazionali in testa ai box office dei rispettivi Paesi.

Particolarmente in Italia, dove Buen Camino di Checco Zalone con gli oltre 3 milioni di spettatori conquistati nel solo fine settimana natalizio, ha mitigato il calo complessivo di pubblico dell’anno 2025, che dal preesistente -5% è approdato a un più tollerabile -2%.

L’importanza di sostenere la sala come luogo privilegiato di visione dei film è stato sottolineato con forza dalla direttrice del Festival di Berlino: “ siamo in battaglia”, ha detto Tricia Tuttle con un piglio attualmente molto in voga, per sostenere il cinema indipendente; e riferendosi ai 22 film nel Concorso della 76a Berlinale, ha commentato con aria di sfida: “Se non trovi qualcosa da amare qui, non ami il cinema!”.

In un’edizione dove il cinema d’autore ha senz’altro guidato la selezione, può dispiacere che non ci siano autori italiani; eppure, merita dare valore alla presenza di produttori indipendenti del nostro Paese che partecipano, in un ruolo minoritario, trasversalmente a quasi tutte le categorie, ad iniziare dalle principali: Concorso e Perspectives.

Le coproduzioni minoritarie – giova ricordarlo – hanno la caratteristica di coinvolgere prevalentemente talenti giovani, indipendenti e con una forte vocazione internazionale.

Ciò non toglie che, accanto alla leva di produttori, nuove promesse crescano anche in campo autoriale.

Una recente conferma viene dagli European Film Awards svoltisi a Berlino nello scorso gennaio, dove Greta Scarano ha vinto l’ European Young Audience Award per il suo film d’esordio, La vita da grandi.

In questa edizione, come riferiamo nelle pagine di Cinema & Video International n. 206,ai partecipanti è stato rivoltol’invito a parlare nella propria lingua, privilegiando dunque la diversità e la relativa ricchezza culturale: è motivo d’orgoglio che la lingua italiana, nella parole di Scarano, abbia dato voce al popolo palestinese.

“E’ un premio che viene dal futuro e spero che giovani ci aiuteranno a vedere un mondo più umano senza genocidi come quello del popolo palestinese”, ha detto la regista.

Greta Scarano ha accolto – unica tra gli ospiti sul palco – l’appello che Venice4Palestine -la sigla che raccoglie centinaia di professionisti del cinema nazionale e internazionale – aveva rivolto all’European Film Academy alla vigilia della manifestazione.

Articoli collegati

- Sponsor - spot_img

FESTIVAL - MARKET

- sponsor -spot_img

INDUSTRY

LOCATION

Newsletter