ALTO ADIGE/Un posto in prima fila

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Se conveniamo sul fatto che il futuro, anche nel cinema, reca l’impronta del protagonismo femminile e della sostenibilità ambien-tale, possiamo star certi che IDM Film Fund & Commission dell’Alto Adige si è assicurata un posto in prima fila.

Lo confermano le novità che Birgit Oberkofler anticipa a Cinema & Video International circa i criteri che regolano l’erogazione del Fondo: “ai tre consueti criteri di selezione dei progetti (artistico, economico, effetto sul territorio) abbiamo aggiunto il “gender mainstreaming”, in base al quale a parità di requisiti viene privilegiato quel progetto dove i ruoli di responsabilità nella produzione, sopra e sotto la linea, mirino a promuovere le pari opportunità nell’industria cinematografica, attestando l’esistenza di un equilibrato rapporto tra uomini e donne, tra i professionisti coinvolti, in particolare in posizioni dirigenziali in ambiti quali produzione, sceneggiatura, regia, recitazione, fotografia, montaggio, scenografia e colonna sonora”.
Alla guida di uno staff quasi interamente femminile, e potendo vantare un comitato di selezione equamente composto da donne e uomini, Birgit Oberkofler è convinta che anche la Film Commission possa fare la propria parte nella lotta alla disuguaglianza di genere .

E lo fa nelle migliori condizioni, perché a fronte della media italiana che vede le autrici di cinema al di sotto del 25%, in Alto Adige su 32 film sostenuti da IDM FF&C nel 2018, per esempio, 12 sono diretti da donne: “la percentuale è nettamente superiore”, sottolinea Oberkofler.

Il nuovo criterio selettivo sarà inserito già nella call di maggio 2020, assieme al “green shooting”, altra novità per l’Alto Adige, che adotterà un protocollo analogo a quello attualmente esistente nel vicino Trentino (pratiche green certificate da un ente pubblico), ma che dovrebbe introdurre anche il calcolatore per la misurazione del co2, sul modello francese.

Sono, queste, le principali novità anticipate dalla Film Commission altoatesina, che festeggia a Berlino i suoi primi 10 anni di attività accompagnando “Siberia”, in concorso alla Berlinale 2020, dove l’Alto Adige (le riprese hanno interessato varie location fino a toccare la vetta della Plose, alta 2.562) ha prestato le sue montagne al regista Abel Ferrara per rappresentare i gelidi paesaggi della tundra.

Oltre “Siberia”, sostenuto da IDM Film Fund & Commission in fase di produzione, un poco di Alto Adige è servito anche al regista Giorgio Diritti per ambientare pochi giorni le riprese del suo ultimo film “Volevo nascondermi”, presentato sempre alla Berlinale.

Ripercorrere velocemente le tappe della crescita della Film Commission – partenza bruciante con un fondo di 5 milioni di euro – è utile per comprendere la battuta di Birgit: “I soldi non bastano”.

La crescente domanda di location da parte delle produzioni attirate dal Fondo, infatti, incrociò fin dal principio la necessità di attrezzarsi per offrire servizi e professionalità, aprendo un cantiere parallelo, con interventi orientati sia ad incentivare l’insediamento di aziende tecniche specializzate (“ad oggi in Alto Adige si sono stabilite una decina di filiali di importanti aziende europee, e questo consente ad alcuni film, penso a “Effetto Domino” di Alessandro Rossetto – di venire in Alto Adige soltanto per la post – produzione”) sia alla creazione di professionalità in grado di supportare le produzioni.

A partire dal 2013 l’impegno nella formazione si intensifica, con la creazione di percorsi formativi mirati, in collaborazione con la scuola ZeLIG di Bolzano, e si sviluppa con MOV!E IT!, nata nel 2015 come piattaforma on line di proposte formative per maestranze locali e oggi consultabile all’interno del sito della Film Commission.

“Molti talenti locali, che un tempo erano costretti ad emigrare, sono tornati in Alto Adige. La situazione in questi anni si sta capovolgendo, riusciamo anche ad “esportare” professionalità”, rivela Birgit, raccontando vari esempi concreti tra cui quello di Lisa Maria Kerschbaumer che, dopo aver lavorato con Terrence Malick, che in Alto Adige ha girato “A Hidden Life”, ha seguito il regista come personal assistent per concludere insieme il periodo delle riprese del film.

Ma “il film ha inizio dalla storia”, dice Birgit, ricordando l’attenzione della Film Commission alla scrittura fin dall’inizio, con l’invenzione dello Script Lab RACCONTI, giunto alla sua nona edizione, che coinvolge giovani talenti europei su tutti i formati, dal film alla fiction televisiva, fino alle piattaforme digitali.

Le storie nascono anche dai luoghi: lo conferma PLACES, l’annuale Location Tour organizzato da IDM per far conoscere a registi e produttori la varietà dei luoghi dove in Alto Adige si può fare cinema o ambientare serie tv, come l’attesissima serie originale Netflix prodotta da Indiana Production, “Curon”, un supernatural drama in cui mistero, leggenda e realtà si fondono per dare vita ad un racconto capace di trasportare gli spettatori in un incredibile viaggio alla scoperta di se stessi e della propria identità.

“I soldi non bastano”: torna utile l’affermazione della direttrice di IDM Film Fund & Commission per confermare quanto sia importante una solida architettura progettuale. Come quella messa in piedi in Alto Adige.

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