direttore Paolo Di Maira

ALLAN STARSKI/Viaggio in Italia

Nel 1994 ha vinto il premio Oscar per Schindler’s List di Steven Spielberg e negli ultimi anni ha firmato le scenografie di alcuni dei più spettacolari film hollywoodiani, tra cui gli ultimi di Roman Polanski (“Il pianista”, “Oliver Twist”), regista con cui ha intrapreso uno stretto e duraturo rapporto di collaborazione. E’ lo scenografo polacco Allan Starski, che nelle scorse settimane è stato in visita in Italia per effettuare i sopralluoghi di “Pompei,” il nuovo film di Polanski tratto dall’omonimo romanzo di Robert Harris che, come si intuisce, ruota attorno al tragico evento del 79 dopo Cristo, quando l’eruzione del Vesuvio riversò una immane colata di lava sulle città  di Pompei ed Ercolano, distruggendole. Cinema&Video International ha intervistato Starski in occasione del suo passaggio a Roma, dove ha visitato anche gli studi di Cinecittà .


Quali luoghi ha visitato in Italia?
Sono stato qualche giorno in Campania, a Pompei, Ercolano e Misenum, per vedere con i miei occhi i luoghi legati alla storia che Roman Polanski racconterà  nel suo film. Ho visitato musei e siti storici, ma soprattutto ho incontrato tantissime persone che si sono mostrate felici di collaborare con me e di darmi tutte le indicazioni di cui avevo bisogno. Questo aspetto è molto importante, perché il mio lavoro non consiste solo nel costruire la scenografia, ma anche nel darle vita. E per farlo non basta raccogliere fotografie, disegni, architetture, ma anche le storie delle persone.


Che tipo di film sarà  il “Pompei” di Roman Polanski?
Racconterà  la storia di un ingegnere che arriva nella città  campana per risolvere un problema all’acquedotto. Anche allora l’acqua era uno dei beni più preziosi e, mentre in città  ce n’era in abbondanza, c’era una grave carenza nei paesi vicini, il che creava gravi tensioni. Il tutto si svolge pochi giorni prima della tragica eruzione “” di cui l’ingegnere cerca di allertare le autorità  – e sullo sfondo c’è una storia d’amore tra l’ingegnere e la figlia di un uomo molto ricco. E’ una storia affascinante che si sviluppa su tanti livelli diversi; non è un caso che sia tratta da un libro che è best-seller in molti paesi.


A che punto è la produzione?
Dovremmo iniziare a girare alla fine dell’estate. In questo momento Roman Polanski è impegnato nella stesura della sceneggiatura insieme a Robert Harris a Parigi.


Girerete in Italia, dove avete fatto i sopralluoghi?
Ancora non lo sappiamo, dipende dal budget e dalle esigenze della produzione. In ogni caso il film sarà  girato in un paese dell’area del Mediterraneo: se non sarà  l’Italia potrebbe essere la Spagna. Abbiamo visitato anche gli studi di Cinecittà  a Roma, in particolare il set di “Rome”. E’ molto interessante, ma se dovessimo girare lì chiaramente dovremmo apportare molti cambiamenti, visto che noi parliamo di un’altra città .


Aveva già  lavorato ad altri film ambientati in quel periodo?
Nella mia carriera ho fatto molti film storici, ma mai finora mi ero confrontato con quest’epoca affascinante, anche se è un mio desiderio sin da quando ho iniziato gli studi in questo settore. Quella di Pompei sarà  non solo un’affascinante avventura artistica, ma anche un grande impegno produttivo. Ci sarà  bisogno di set molto estesi in cui ricostruire i luoghi dell’epoca ma anche di un gran lavoro al computer per le immagini dell’eruzione. Tutto sarà  fatto molto in grande, sia il lavoro di ricostruzione scenografica che l’elaborazione delle immagini di computer grafica.


Lei ha lavorato diverse volte con Polanski.
Ho sempre ammirato Roman, anche prima di lavorare con lui su “Il pianista e Oliver Twist”, per la sua grande esperienza e conoscenza del mestiere cinematografico. Come ho fatto le altre volte, userò le sue idee e i suoi suggerimenti per sviluppare il look più giusto da dare al film. Conoscendo il suo amore per i dettagli, la sua precisione e il suo approccio nei confronti del racconto per immagini, non mi limiterò a ricreare la vita formale di una città , ma cercherò di creare un giusto contesto in cui la gente reale appaia immersa nella sua epoca.


MICHELA GRECO


 


Cinema&Video International     3/4-2007

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