direttore Paolo Di Maira

INTERVENTO/Bollino Verde

Qualcosa si muove, nel mondo dell’audiovisivo, sul fronte della sostenibilità.
Le prime, sparse, esperienze stanno cominciando finalmente a mettersi in rete, grazie anche alle intuizioni di Nevina Satta, della Sardegna Film Commission: il dialogo, così come è avvenuto al Sustainable Creative Industries di Cagliari, vede coinvolti consulenti italiani, esperti stranieri, fornitori certificati, film commission, associazioni di categoria e, chiamiamoli appunto così, i creativi.

Anche AGPCI naturalmente è parte di questo dialogo, e al suo interno sta cercando di avviare una pratica strutturata.
Come sempre in questi casi non è inutile qualche premessa: la parola sostenibilità, come tutte quelle troppo usate, sta perdendo i connotati specifici che la caratterizzano e finisce sotto la sua ala ogni buona intenzione, anche priva di effetti pratici – il suo senso è invece che non dobbiamo compromettere il diritto delle generazioni future a vivere secondo i loro bisogni, così come noi oggi cerchiamo di soddisfare i nostri; e va necessariamente accompagnata al dato scientifico – che continuare ad usare i combustibili fossili significa compromettere il clima, i raccolti e la nostra stessa capacità di sostentamento.
Ci si rende ben conto che c’è parecchio da lavorare, per poter cambiare molto in fretta le nostre fonti energetiche, i nostri trasporti, i nostri edifici, e poter tirare un sospiro di sollievo. Al tempo stesso, l’impegno per la sostenibilità è anche entusiasmo e creatività per cercare nuove vie di sviluppo, e legittimo compiacimento anche per i piccoli passi che si riescono a fare.

AGPCI ne ha intrapreso uno, che ha chiamato con appropriata modestia ABG, ovvero AGPCI Becoming Green, la nostra associazione che comincia un cammino verso la sostenibilità.
Sul sito AGPCI è ora infatti possibile consultare e scaricare le pratiche per la riduzione del proprio impatto ambientale, per ogni momento e reparto della produzione, courtesy della nostra partnership con la Producers Guild of America.
Abbiamo presentato questa iniziativa al nostro Meeting Nazionale di Pescara, dove abbiamo fatto un punto sull’argomento con gli interventi (sostenibilmente skype) di Nevina Satta, Els Rentjes (la responsabile della sostenibilità del cinema olandese, una nuova, interessantissima figura creata dal Dutch Film Fund) e Gianluca Della Campa (Legambiente, consulente del protocollo Edison Green Movie).

Soprattutto, a Pescara abbiamo lanciato quello che potremmo chiamare il bollino ABG: esistono già dei protocolli strutturati, appunto, e l’invito è a seguirli senz’altro, ma per chi fosse all’inizio del percorso e volesse muovere i primi passi senza sentirsi avviluppato da nuovi legacci (sensazione solo minimamente giustificata ma soggettivamente comprensibilissima), l’associazione offre una simbologia concreta, spendibile anche sul piano dei rapporti con gli sponsor e con il pubblico – appunto il bollino ABG – AGPCI Becoming Green, uno strumento di comunicazione da usare fin dalla fase di pre-produzione.
Si concretizza così: ai produttori che hanno i film in partenza nei prossimi mesi offriamo una sorta di accompagnamento – un incontro prima della pre-produzione per prendere confidenza con le pratiche e valutare quali possono essere seguite fin da subito; un consulto sul set per razionalizzare gli sforzi; un incontro finale per capire cosa si è fatto e come si può migliorare.
Il tutto in vista di un incontro a novembre con tutti gli associati per mettere in comune le esperienze.
Quanti film accetteranno la sfida quest’anno? Poiché vogliamo essere positivi, diciamo che aver lanciato la sfida è già un risultato. Sapendo che le future generazioni, da qualche parte, ci stanno guardando.

Andrea Giannattasio, Pietro Reggiani – ABG (AGPCI Becoming Green)

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