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direttore Paolo Di Maira

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ADLER /L’arte dei documentari, il brivido della finzione

Dal Cappuccio più famoso della Street Art (“Bansky e l’arte della ribellione”) alla mostra che celebra il cinquecentesimo anniversario della morte del geniale pittore di Urbino (“Raffaello alle Scuderie del Quirinale”), da “Frida Khalo” ai “Girasoli di Van Gogh”, passando per l’”Amazing Grace” di Aretha Franklin e gli scatti di Steve McCurry, uno dei fotografi più celebri del mondo: è ricco di arti, di storia, di musica il catalogo di documentari con cui Adler Entertainment si presenta alle Giornate Professionali di Cinema.

Accanto a questi, tre titoli di finzione completano il line up.

Il film australiano “Great White”, diretto da Martin Wilson, regista di spot pubblicitari qui al suo esordio cinematografico, è un thriller che racconta  il tentativo di sopravvivenza di cinque passeggeri di un idrovolante, arenati a miglia di distanza dalla costa mentre le scorte stanno per finire e gli squali che nuotano sotto la superficie delle acque si avvicinano. La protagonista è Katrina Bowden

“Hatching” è invece un racconto horror soprannaturale finlandese-svedese diretto da Hanna Bergholm, con protagonista una giovanissima ginnasta, che, mentre cerca di compiacere la madre ossessionata dal mito della famiglia perfetta, si imbatte in uno strano uovo che decide di tenere al caldo fino a farlo schiudere…

Torniamo in Australia con il film drammatico-romantico “I met a girl” diretto da Luke Eve e che vede il protagonista, un musicista che combatte contro la schizofrenia, mettersi in viaggio per il paese alla ricerca di una ragazza di cui si è innamorato e che sembra svanita improvvisamente.

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