direttore Paolo Di Maira

ACEC/NUOVI CINEMA PARADISO

Il 20 aprile c’è stata l’inaugurazione, con la diretta in 22 sale de “La Traviata” di Giuseppe Verdi dal Teatro dell’Opera di Roma, in ricordo di Toscanini.
L’ evento ha richiamato oltre 2000 spettatori e fa pensare che gli aderenti al circuito “” fi nora 25 sale dell’Acec (Associazione Cattolica Esercenti Cinema), quasi tutte del nord Italia “” abbiano trovato un modo per ampliare e diversifi care l’offerta. Non più solo cinema e non più solo il cinema tradizionale in pellicola.
Ma spazio ai piccoli fi lm, ai documentari, quelli con una distribuzione troppo piccola per arrivare nei piccoli centri e senza battage pubblicitario. La trasmissione in digitale semplifica e velocizza tutto, e riduce i costi. E consente di utilizzare le “vecchie” sale per altri eventi piccoli e grandi, dallo sport alla musica al teatro.


Il primo esperimento fa ben sperare gli operatori di Microcinema. “Siamo più che contenti di questo primo risultato “” ha commentato l’amministratore delegato Roberto Bassano “” importante sia dal punto di vista commerciale, sia da quello umano. In molte sale la gente ha applaudito in piedi come se fosse stata all’opera e ci sono arrivati tantissimi messaggi di ringraziamento da parte di coloro che hanno avuto la possibilità  di assistere a questo evento.
E’ importante notare come anche le piccole sale di provincia abbiano registrato un successo così signifi cativo, quei cinema che fi no a ieri avevano diffcoltà  ad avere le copie dei film. Sono sale splendide e all’avanguardia in cui bisogna credere”.
Il circuito ha poi proseguito la programmazione con il documentario “Nati per volare” (cui si riferiscono le immagini in alto) di Marco Visalberghi e prodotto da Doc Lab per National Geographic in collaborazione con Rai Uno.
Un film sull’avventura di Angelo D’Arrigo che voleva emulare il volo dei condor delle Ande. “Sono felice di potere partecipare con il mio fi lm al lancio di Microcinema “” ha dichiarato Visalberghi alla presentazione avvenuta a Roma – Il circuito offre possibilità  straordinarie per il cinema che nasce direttamente in digitale, evitando i pesanti costi del passaggio in pellicola”.
“Il cinema digitale è una realtà  da cui oggi non si può prescindere “” ha spiegato il presidente di Microcinema, Andrea Papini “” che per crescere ha bisogno di una rete che lo supporti. Il nostro progetto è offrire contenuti in modo flessibile raggiungendo anche aree geografi che dove l’offerta cinematografi ca è più carente”.
La società , nata nel 1997 per iniziativa di 5 soci fondatori (i principali soci sono oggi Strategia Italia SGR S.p.A., Piemontech, Acec, Club degli Investitori) e il supporto tecnologico del centro studi e ricerche della RAI di Torino, gestirà  l’intermediazione dei contenuti – fi lm e audiovisivi – per mono e multisale con la trasmissione bidirezionale via satellite e proiezione digitale in alta defi nizione.


Microcinema ha già  stretto accordi con diverse case di distribuzione (tra queste: Buena Vista Italia, Mikado, Lucky Red, Istituto Luce, Fandango, Metacinema, Cattleya, DocLab, Teodora) per l’uscita dei film in listino.
Altro accordo quello con l’Alba Film Festival per la distribuzione in Italia di alcuni dei titoli “” fi ction e documentari “” presentati nella recentissima sesta edizione del festival. I passaggi tecnici dell’operazione li elenca Roberto Bassano. “Prima “” dice l’amministratore della società  “” ci sono la digitalizzazione della pellicola, il criptaggio e lo storage del fi lm nella centrale operativa. Quando il film è nel server, l’esercente può sceglierlo attraverso il sito di Microcinema ma questo è l’unico passaggio su internet perché vogliamo facilitare le zone non raggiunte né da adsl, né da fi bra ottica.
Il sistema satellitare bidirezionale permette la massima trasparenza per i distributori che possono monitorare giornalmente i passaggi dei loro fi lm e il numero degli spettatori, poiché le casse dei cinema sono collegate al sistema. Per lo stesso principio la centrale operativa riceve dalle sale le informazioni relative al corretto funzionamento della proiezione. E’ un sistema molto complesso da programmare ma molto semplice da utilizzare. E abbiamo già  avviato le pratiche per la certifi cazione. Il digitale è il futuro delle sale”.


NICOLA FALCINELLA


Cinema&Video International  5-2007

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