DAL SET/Una stima delle produzioni bloccate

La SLC CGIL ha realizzato una mappatura del 60% delle produzioni che sono state bloccate in Italia dall’emergenza sanitaria: 21 le lavorazioni in corso, fra cui 14 serie e 7 film (di cui un set si trovava in Scandinavia, “10 giorni con Babbo Natale” della Colorado); 6 le lavorazioni in partenza (3 film e 3 serie); 3 quelle preannunciate (1 serie e due film) e due film stranieri (“Red Notice” prodotto da Eagle Pictures con la produzione esecutiva di Panorama, da girarsi fra Roma e la Sardegna, e “Ec Libra” prodotto da Lotus, e ambientato a Venezia e a Roma). 2090 i lavoratori totali coinvolti, e 265 quelli locali. Le giornate di lavoro perse complessivamente sono 101.460.

Al censimento del restante 40%, produzioni di lungometraggi di finzione e documentari a medio e basso budget, stanno lavorando CNA Cinema e Audiovisivo e Doc/it Associazione Documentaristi Italiani.

“Il nostro obiettivo è quello di restituire una foto congrua e realistica di questa situazione, in modo da sostanziare le richieste che stiamo inoltrando al ministero e arginare le perdite verticali che il nostro settore sta subendo-rivela Claudia Pampinella, Presidente di Doc/it – Anche io ho dovuto sospendere la produzione del documentario su Gianni Berengo Gardin”.

Le misure straordinarie di cui parla Pampinella sono contenute in un documento interassociativo elaborato da CNA Cinema e Audiovisivo, ANICA, APA e APE, per le imprese di tutta la filiera (produzione, distribuzione, esercizio, industrie tecniche) e riguardano la sospensione dei pagamenti di imposte dirette e indirette, nonché di tributi, statali, regionali e locali, la sospensione del versamento di oneri sociali (e conseguente sospensione del DURC) e la moratoria dei pagamenti delle rate di mutui e leasing – leggi QUI la versione integrale –

Le associazioni auspicano la predisposizione da parte del MiBACT di un corposo fondo straordinario, che si aggiunga a quello Ordinario, e a quello di Garanzia (un tesoretto, che è stato accantonato, pari a 20 milioni nel 2020), che possa agire da “bazooka per il settore”.

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