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direttore Paolo Di Maira

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Il Palmares della 66° edizione: il politico e il personale

Un’edizione inevitabilmente caratterizzata dalla dimensione politica, confermata anche nelle scelte della Giuria: così il direttore del Festival dei Popoli Alessandro Stellino, ha commentato il palmares che ha concluso la 66° edizione del Festival del Documentario più longevo del mondo, che si è svolta a Firenze dall’1 al 9 novembre. 

Ha vinto il Concorso Internazionale  (7.000 euro), il film che aveva aperto il festival,With Hasan in Gaza del regista palestinese Kamal Aljafari, che, “composto da immagini girate più di due decenni fa, si erge come una potente testimonianza dell’umanità di fronte alla distruzione in corso. – recita la motivazione della Giuria, composta dalla curatrice Cecilia Barrionuevo (Argentina)e dalle registe Elena Lopez (Spagna) e Mala Reinhardt (Germania). – Con uno sguardo senza tempo e coraggioso, il regista affronta la violenza della cancellazione, trasformando l’atto del testimoniare in un atto di resistenza.”

Il secondo premio del Concorso Internazionale (4.000 euro)è stato assegnato a The Memory of Butterflies di Tatiana Fuentes Sadowski (Perù, Portogallo, 2025), indagine impietosa sulle brutalità perpetrate ai danni di un’intera popolazione durante il processo estrattivo della gomma nella regione di Putumayo, in Perù. La menzione speciale è andata invece a Last Letters from My Grandma di Olga Lucovnicova.

Letters from my Grandma

Il fantasma che è in me, film diario tenuto dal regista, Michael Beltrami da quando gli è stato diagnosticato un cancro nel 2005, che diventa cronaca personale di un ventennio, tra gioie e perdite, è il vincitore del Concorso Italiano: si aggiudica il premio di 3000 euro, assegnato dalla giuria composta dal produttore Leonardo Barrile, dal regista Haider Rashid e dalla distributrice Anastasia Plazzotta.

Il Fantasma che è in Me

Due le menzioni speciali del Concorso italiano: “ad uno dei più grandi autori di documentari del nostro tempo”, Daniele Gaglianone, autore del film Cumpartia, e a White Lies, diretto dalla fotografa e artista Alba Zari e prodotto da Slingshot Films di Manuela Buono (in co-produzione con la belga Agent Double Productions), e sostenuto, fra gli altri, dal Fondo Audiovisivo del Friuli Venezia Giulia, Friuli Venezia Giulia Film Commission e Film Commission Regione Campania. Ne avevamo parlato qui al momento della sua partecipazione a Docs go to Cannes nel 2024 (Leggi qui).

Il film con cui Alba Zari si mette in gioco con coraggio, attraverso un confronto con la nonna e la madre e con le scelte che le portarono ad aderire alla controversa setta dei Bambini di Dio, all’interno della quale Alba ha fatto incetta di premi al Festival, tutti volti a supportarne la distribuzione. Ha vinto infatti anche il Premio di distribuzione CG Entertainment “POPOLI Doc” al Miglior Film Italiano, il Premio distribuzione in sala “Gli Imperdibili” del Cinema La Compagnia, e Il Premio Distribuzione in sala “Il Cinemino”.

Il team de Il Cinemino ha assegnato lo stesso premio anche ad un altro film italiano in Concorso: She Lei – Storie operaie dal Vietnam di Parsifal Reparato, che è stato molto amato al festival, dove ha conquistato due premi, proprio come era successo a Visioni Incontra nel 2022, (ne avevamo scritto  QUI).

Il secondo riconoscimento è stato il Premio AMC, dall’Associazione Montaggio Cinematografico e Televisivo, che ha inoltre assegnato una menzione speciale a Il fantasma che è in me di Michael Beltrami.

She è prodotto da Antropica, Luce Cinecittà, PFA Films, Les Films de L’Oeil Sauvage e venduto nel mondo dalla francese CATS&Docs

Il premio per il Concorso Internazionale Discoveries (3.500 euro) è stato assegnato dalla giuria formata dalla distributrice Marcella Jelić (Croazia), la curatrice e produttrice Flavia Mazzarino (Italia) e la regista Eleanor Mortimer (Gran Bretagna) a Tin City di Feargal Ward (Irlanda, 2025), con la motivazione: “Quando la guerra è considerata un gioco, ogni scenario è possibile. Sin dalla prima inquadratura, questo film continua a interrogarci su ciò che vediamo, costruendosi su diverse temporalità storiche. Non ci resta che riflettere su come i sistemi di potere si perpetuano e reinventano nemici davanti alla resistenza.”

La menzione speciale è andata invece a Skin Despair di Mireia Vilapuig (Spagna, 2025), che ha vinto inoltre il Premio Discoveries Giuria Giovani: “L’opera che premiamo questa sera rielabora il coming of age come un percorso di perdita e rinascita. Trasforma immagini personali in un racconto in cui corpo, memoria e immagine si fondono in una riflessione intima sulla crescita. La manipolazione visiva e sonora diventa qui metafora della frattura emotiva, e del difficile cammino verso la riconciliazione interiore. Con un linguaggio libero, e disarmante per sincerità, la regista trasforma la vulnerabilità in un atto di conoscenza. Restituisce la complessità dell’esperienza femminile in una forma che è, insieme, profondamente personale e universalmente riconoscibile”.

La Targa Gian Paolo Paoli al miglior film antropologico è stata assegnata dalla giuria internazionale a D is for Distance di Christopher Petit e Emma Matthews (Finlandia, 2025), poiché “Questo film è un saggio profondo e stratificato, che intreccia il personale con il globale. Attraverso un eccezionale archivio di filmati domestici, documentazioni di crisi mediche e riferimenti storici, esplora la memoria, la salute, la tecnologia e il capitalismo. Con sensibilità antropologica, affronta con profondo rispetto una malattia stigmatizzata, invitando alla riflessione piuttosto che al giudizio, e rivelando come famiglie, corpi e narrazioni siano direttamente influenzati dal potere, dalla cura e dal commercio”.

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