direttore Paolo Di Maira

60° BERLINALE/Italiani intorno al Concorso

Dall’11 al 22 febbraio il Festival di Berlino festeggerà  il suo sessantesimo anniversario con una serie di iniziative ed eventi speciali, cominciando con la proiezione pubblica di “Metropolis” di Fritz Lang alla Porta di Brandegburgo.
La città  sarà  inoltre tappezzata dei ritratti delle star che hanno fatto la storia del Festival.


Il regista cinese Tuan Yuan, vincitore dell’Orso d’Oro nel 2007 con “Tuya’s Wedding”, aprirà  il festival con il suo ultimo lavoro “Apart Together “.
Un altro “Orso d’Oro” (nel 2006 con “Esma’s Secret”) sarà  in concorso: la giovane regista serba Jasmila Zbanic presenterà  “On the Path”, una coproduzione fra Austria, Germania, Bosnia e Croazia interpretata, fra gli altri, da una degli Shooting Star 2010: Zrinka Cvitesic.
“La selezione sarà  un mix di generi e di stili, firmati da famosi registi e esordienti entusiasmanti” aveva promesso il direttore del Festival, Dieter Kosslick.
Fanno parte della prima categoria gli attesissimi nuovi lavori di di Roman Polanski e Martin Scorsese, rispettivamente “The Ghost Writer”, una coproduzione anglo-franco-tedesca, con Ewan McGregor e Pierce Brosnan, e “Shutter Island”, quest’ultimo fuori concorso, come anche “My name is Khan” del regista indiano Karan Johar, e “The Killer inside me” di Michael Winterbottom.
Tre le opere prime in concorso: “Rompecabezas” di Natatalia Smirnoff, “Shahada”, di Burhan Qurbani e “Eu cà¢nd vreau sa fluier, fluier” di Florin Serban.
A decretare il vincitore, la giuria internazionale capitanata da Werner Herzog e di cui fa parte anche Francesca Comencini.


Come lo scorso anno, nessun film italiano è in concorso. Il fatto, ha minimizzato Roberto Cicutto in veste di presidente di Cinecittà  Luce, “non deve venire interpretato come un atto di indifferenza verso il nostro cinema”.
” Una cinematografia “” ha spiegato – è un insieme di tessere, un puzzle complesso che corrisponde a un disegno artistico e industriale. Crediamo che alla Berlinale 2010 il disegno del cinema italiano sia fortemente visibile».


E in effetti i film italiani sono spalmati un po’ in tutte le sezioni collaterali del festival. Silvio Soldini torna a Berlino ( fu selezionato nel 2002 con “Brucio nel Vento”) con la commedia sentimentale “Cosa voglio di più”, interpretata da Alba Rohrwacher, Giuseppe Battiston e Pierfrancesco Favino, ospitata all’interno di Berlinale Special.
All’interno di Panorama Special troviamo Ferzan Ozpetek con “Mine Vaganti”, una commedia corale che ha per protagonista una famiglia pugliese numerosa e stravagante, scritta dal regista assieme ad Ivan Cotroneo, prodotta da Fandango in collaborazione con Rai Cinema e interpretata, fra gli altri, da Ennio Fantastichini, Lunetta Savino, Carolina Crescentini, Nicole Grimaudo.
Sempre in Panorama , “Due vite per caso”, di Alessandro Aronadio, (Lucky Red), con Lorenzo Balducci ed Isabella Ragonese, film liberamente ispirato ai fatti del G8 di Genova del 2001.
“In the Food for Love” è lo slogan di quest’anno della quarta edizione di “Culinary Cinema” (14-19 febbraio), che sarà  inaugurata da “Io Sono l’Amore” di Luca Gaudagnino.
Le proiezioni, all’interno del Martin Grophius Bau, saranno come sempre seguite da gustose cene ispirate ai film, preparate all’interno del ristorante “Gropius Mirror”da rinomati chef, come Christian Lohse, che cucinerà  una “Dichiarazione d’Amore russo-italiana” in omaggio al film di Guadagnino, in cui Tilda Swinton è una donna russa che si sposa ed entra a far parte di una ricca famiglia milanese.
“Io sono l’amore” era già  passato alla Mostra di Venezia e al Festival di Toronto (Worldpremiere Cinema). A Toronto era assieme a “La Pivellina” di Tizza Covi e Rainer Frimmel, film presentato anche alla Quinzaine des realizateurs del Festival di Cannes (dove ha ricevuto il premio Label Europa Cinemas), è stato selezionato all’interno di Generation Kplus, e racconta, mantenendosi in bilico sul confine fra realtà  e finzione, una storia di coraggio e pregiudizi ambientata in un campo rom alla periferia di Roma.
Si ritorna in cucina con “Come si deve”, il corto diretto da Davide Minnella e scritto da Stefano Sardo, dove Piera Degli Esposti interpreta la cuoca di un carcere, il cui compito è preparare l’ultimo pasto dei condannati a morte.
In Forum l’Italia è rappresentata da “La Bocca del Lupo”, primo lungometraggio di Pietro Marcello (prodotto dalla Indigo Film), e primo film italiano a vincere, (nel 2009) il Festival di Torino. Un’altra storia a cavallo fra realtà  e finzione, che racconta dell’amore tra Enzo, uscito dal carcere dopo 30 anni, e Mary, attempata trans vissuta per anni nei carrugi di Genova.
C’è poi “Giardini di luce”, unico documentario italiano in competizione nella sezione “Berlinale Short”. Prodotto da Apulia Film Commission nell’ambito dell’accordo di programma quadro “Sensi Contemporanei”( fa parte del “Progetto Memoria”), è diretto dal pugliese Davide Pepe, ed è ispirato alla festa di San Trifone, patrono di Adelfia, in provincia di Bari.

Da segnalare infine che “Liquid Roads” di Marco Bechis è stato selezionato all’interno del Co-Production Martket.
Dal 14 al 16 febbraio, produttori e registi di 37 progetti si incontreranno con 450 potenziali finanziatori e coproduttori.
I numeri testimoniano l’importanza di questa manifestazione, che si colloca all’interno dell’European Film Market; ad oggi ben 90 film, cioè il 40% dei progetti presentati, sono stati realizzati, e due di questi fanno parte del programma della Berlinale di quest’anno: la coproduzione tedesco-iraniana “The Hunter” di Rafi Pitts, in concorso, e “The Famous and the Dead”, opera prima di Esmir Filho in Generation 14plus.
La Shooting Star italiana 2010 è Michele Riondino, giovane protagonista di “Dieci Inverni”.


 


CONVEGNO/IL FUTURO DEI CINEMA DI CITTA’

Come saranno i cinema urbani del futuro?
Come fare per stimolare attraverso il cinema l’attrattività  economica e la comunicazione interna alla città ?
Che tipo di architettura è funzionale a promuovere la cultura, la comunicazione e l’entertainment all’interno dello spazio urbano?
Queste alcune delle domande a cui tenterà  di rispondere il panel sul futuro del cinema alla Newe Nationalgalerie Berlin il 14 febbraio (ore 14-18) in cui si confronteranno importanti architetti, urbanisti, sociologi e registi.

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