VENEZIA, CANNES E ROMA/Questione Morale e Business

La cultura non è solo fattore di crescita economica, ma è anche fattore di vantaggio competitivo della nostra economia rispetto alle altre economie”.
E poi ancora: ” la cultura è sinonimo di moralità  pubblica. Quando un paese cede le armi di fronte al suo patrimonio culturale, perde in termini di credibilità  morale”.
Sono affermazioni del sottosegretario al Ministero dei Beni e Attività  Culturali Francesco Giro, intervenuto durante la Mostra del Cinema di Venezia alla presentazione della Fondazione Roberto Rossellini per l’Audiovisivo.
Affermazioni che, di questi tempi, fanno notizia.

Spenti i riflettori su Venezia, il mondo dell’audiovisivo entra, con il Mipcom, nella dimensione del mercato.
Si apre il 5 ottobre a Cannes un evento che dall’originaria vocazione televisiva ha ormai abbracciato tutti i media: alla prossima edizione il Mipcom può vantare una partership realizzata con il MEF, l’associazione internazionale di operatori di telefonia mobile.
Come anticipato nell’intervento del direttore Laurine Garaude sullo scorso numero di Cinema & Video International, il Mipcom si è impegnato a ridurre i costi di viaggio, alloggio, della partecipazione e degli spazi espositivi dei propri clienti.
Inoltre, ha lanciato un programma, “Rethinging the Production Business”, che attraverso conferenze e incontri mirati, si propone di aiutare il produttore indipendente a cogliere le migliori opportunità  sul mercato.


Un mercato “facile e leggero” sembra essere quello cui punta il produttore Roberto Cicutto, per la prima volta alla guida della quarta edizione di The Business Street, il Mercato Internazionale del Film che si svolgerà  dal 15 al 19 ottobre all’interno del Festival di Roma.
Cicutto, forte non tanto dei numeri, ancora piccoli ma in crescita, quanto del sostegno delle istituzioni e delle categorie economiche del territorio e soprattutto del consenso e della simpatia degli operatori nazionali e internazionali, non fa mistero “” lo ha ribadito nella conferenza stampa di presentazione – di voler raccogliere l’eredità  del Mifed.
Lavorando però a un progetto che in nulla assomiglia al Mifed.
The Business Street non offre spazi espositivi ma occasioni d’incontro nei luoghi più suggestivi e cinematograficamente evocativi di Roma.
La centralità  della compravendita cede il posto alla dimensione progettuale e creativa, enfatizzata dall’intreccio sempre più stretto con il festival (la novità  di quest’anno sono le serate a Villa Medici tra i partecipanti al Mercato e gli artisti) e sottolineata dal legame sempre più stretto con la Fabbrica dei Progetti, l’incontro sulle coproduzioni cui partecipano produttori e autori.
“Si comincia a parlare a Berlino di un film che magari vediamo a Roma; si discute a Roma di una coproduzione che si vedrà  a Cannes”, ha detto Cicutto.
Il Mercato è sempre meno identificabile con un luogo: è un flusso scandito dagli eventi cruciali dell’anno: Il festival di Berlino in febbraio, il festival di Cannes in maggio, il festival di Roma in ottobre.
Il compito dei rispettivi mercati è allora quello di creare una rete su cui gli operatori possano costruire la loro agenda di lavoro.
Credo sia questa la sfida di The Business Street: Roberto Cicutto l’ha lanciata agli organizzatori dei mercati di Berlino e Cannes, cercando di instaurare un rapporto di collaborazione.
Il lavoro è avviato, ci sono stati incontri, ha confermato Cicutto, e altri ce ne saranno.
Crollerà  un’altra certezza (la competizione tra i mercati)?
Più realisticamente cambieranno i meccanismi della competizione.
E di questo cambiamento The Business Street vuole essere il laboratorio.


                                               PAOLO DI MAIRA

Nella sezione: Editoriale