VENEZIA 66./Cantiere Cinema

di Paolo Di Maira


La Mostra è viva più che mai, e il cinema italiano lo sarà : questo sembra abbiano voluto trasmettere Marco Mà¼ller, direttore della Mostra del Cinema Venezia, e il presidente della Biennale Paolo Baratta, al rumoroso pubblico accorso alla tradizionale conferenza stampa di fine luglio a Roma.
Cercando di nascondere il fastidio per cartelli, discorsi e gesti futuristi della gente di cinema che fuori e dentro l’Excelsior protestava per i tagli al FUS ( ritardando la conferenza), Marco Muller ha parlato di un mondo migliore.
“Questa è finalmente la Mostra che volevo”, ha esordito: «Nella selezione ufficiale quest’anno abbiamo film provenienti da 25 diversi paesi”, numero mai raggiunto nelle precedenti edizioni.



Sempre nella selezione ufficiale la Mostra non ha mai avuto così tante opere prime (16) e così tante opere seconde (9).
“Ci sono alcuni tra i film più attesi, che tanti immaginavano di vedere a Venezia, e opere di autori mai venuti prima, come Micheal Moore e Fatih Akin” ha rivendicato il direttore della Mostra.


Il cinema americano si fa sentire in questa edizione in tutta la sua potenza: oltre a John Lasseter, Leone alla carriera che riceverà  dalle mani dell’amico George Lucas, Lido approderanno ben sei film statunitensi in concorso: “Survival of the Dead” di George Romero, “Life During Wartime” di Todd Solondz, “Capitalism: A Love Story” di Michael Moore, “”The Road” di John Hillcoat, ” A single man” di Tom Ford, ” Bad Lieutenant: Port of Call New Orleans” di Werner Herzog.


Forte anche la partecipazione francese, con Patrice Chereau,Claire Denis, Jaco van Dormael e Jacques Rivette in concorso.


Ma l’apoteosi è per il cinema italiano, che schiera bel 22 film.
Quattro titoli in concorso, tre dei quali sono distribuiti da Medusa: oltre a “Baarìa” di Giuseppe Tornatore, che aprirà  il festival, in competizione ci sono “Il grande sogno” di Michele Placido sul “˜68 e l’esordiente Giuseppe Capotondi con” La doppia ora “, thriller prodotto da Nicola Giuliano e Francesca Cima, con Ksenia Rappoport e Filippo Timi, che racconta l’incontro tra un ex poliziotto e una misteriosa cameriera d’albergo.
Targato 01 è “Lo spazio bianco” di Francesca Comencini, dal romanzo omonimo di Valeria Parrella, il quarto film che correrà  per il Leone d’oro. Gli altri sono disseminati nelle sezioni “Fuori Concorso”, “Orizzonti” e “Controcampo Italiano”.
Fuori Concorso saranno presentati “˜Le ombre rosse’ di Francesco Maselli, il documentario “˜L’ora di Cuba’ di Giuliano Montaldo, e due produzioni italiane girate da americani: “˜Napoli Napoli Napoli’ di Abel Ferrara e il documentario “˜Prove per una tragedia siciliana’ di John Turturro e Roman Paska.


In “Orizzonti”, si vedranno sul Lido “˜Io sono l’amore’ (Mikado) di Luca Guadagnino, “˜Tris di donne e abiti nuziali’ (01 Distribution) di Vincenzo Terracciano, e quattro documentari: “˜Armando Testa – Povero ma moderno’ di Pappi Corsicato, “˜Il colore delle parole’ di Marco Simon Puccioni, “˜Via della croce’ di Serena Nono, “˜Deserto rosa – Luigi Ghirri’ di Elisabetta Sgarbi.
Nella sezione Controcampo italiano, pensata per offrire una vetrina al cinema nazionale, saranno proiettati “˜Il compleanno’ di Marco Filiberti, “˜Cosmonauta’ (Fandango) di Susanna Nicchiarelli, “˜Dieci inverni’ di Valerio Mieli, il documentario “˜Hollywood sul Tevere’ di Marco Spagnoli, “˜Negli occhi’ di Francesco Del Grosso e Daniele Anzellotti, “˜Giuseppe De Santis’ di Carlo Lizzani, “˜Poeti’ di Toni D’Angelo, “˜Il piccolo’ di Maurizio Zaccaro, e i cortometraggi “˜Hotel Courbet’ di Tinto Brass e “˜Lola’ di Giulio Questi.


L’apprezzamento per il cartellone di questa edizione della Mostra è unanime.
Marco Mà¼ller ne è consapevole, e per lui dev’essere stata una grande liberazione poter dire: “Non mi chiedete quest’anno quale sarà  il filo rosso!”, prevenendo le rituali richieste di indicazioni tematiche.
Eppure quest’anno è più facile trovarlo: l’italianità , che con uno straordinario volume di film attraversa questa edizione e porta “” come ricordano le scritte sui cartelli che recintano il cantiere aperto per la costruzione del nuovo Palazzo del Cinema – al 2011, anniversario dei 150 anni dall’Unità  d’Italia; quando, si assicura, l’opera “” che attinge in parte ai fondi destinati a celebrare l’anniversario – sarà  pronta.


Con un approccio di gran moda, Paolo Baratta ha piegato l’emergenza a occasione di nuove opportunità : i disagi causati dal cantiere verranno compensati con una serie di migliorie.
Il nuovo ingresso sarà  dal lato della Darsena del Casinò, palazzo di cui si ripristineranno i vecchi corridoi per l’accesso alla Mostra .
Sarà  riqualificata l’area del Garden ( ristorante aperto anche dopo mezzanotte!).
La sala già  Palalido, ribattezzata Darsena, ospiterà  i film della sezione Orizzonti, mentre davanti al Casinò sarà  allestita una nuova sala da 450 posti ( Sala Perla 2) destinata ai film delle Giornate degli Autori e della Settimana Internazionale della Critica.
E per chi dovesse storcere il naso, vale la giustificazione del sindaco – filosofo Massimo Cacciari , rilasciata ad un giornale locale: “Non è un cantiere anche il cinema? Perchè invece bisogna essere tutti sempre su carta patinata? Non può essere bello fare un Festival dentro un cantiere?”

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