TENDENZE 3/La Sapienza cerca il suo pubblico

“La Sapienza” è un film che narra una storia d’amore che prende forma nel viaggio, tra sentimenti, arte e architettura : il titolo si ispira alla chiesa di Sant’Ivo alla Sapienza del Borromini.
Diretto dal francese Eugéne Green, regista e drammaturgo, esperto di musica e teatro barocco, “La Sapienza” è una coproduzione italo- francese tra La Sarraz Pictures e Mact Productions.

Con questo film La Sarraz, che dal 2010 cura anche la distribuzione dei documentari prodotti, si apre alla distribuzione di film di finzione. Ogni film, secondo Alessandro Borrelli, amministratore unico di La Sarraz, ha il suo pubblico, ma quando il film non è mainstream, questo pubblico va “scoperto”, e non si può scoprire con un approccio distributivo tradizionale.
E’ il caso de “La Sapienza”, “un film complesso che si rivolge non necessariamente ai cinefili, ma sicuramente a un pubblico colto, interessato all’arte e all’architettura”.
Inutile provare con una distribuzione tradizionale, “non vogliamo neppure andare all’arrembaggio, fare una distribuzione autarchica, uscire comunque e ovunque pur di uscire”, precisa il produttore.
L’approccio vuol essere nuovo ma non per questo meno professionale.
“Usciremo in autunno – anticipa Borrelli – contando sull’effetto traino del film dei Dardenne presentato a Cannes, “Deux jours, une nuit” il cui protagonista, Fabrizio Rongione, è anche il protagonista de “La Sapienza”.
“Creeremo eventi, il che non significa soltanto invitare regista e attori. Il tema del film si presta alla creazione di eventi legati all’architettura. Perché – commenta – la gente ha sempre più bisogno di ritrovarsi, discutere, confrontarsi”.

La sale.“Contatteremo direttamente gli esercenti, coinvolgendoli nella promozione e nella programmazione, perché sono loro che meglio di chiunque altro conoscono il proprio pubblico. Partiremo con poche copie usufruendo delle nuove opportunità offerte dalla multi programmazione, puntiamo soprattutto ad ottenere a una buona media di presenze per sala”.“L’obiettivo – anticipa – non è creare un nuovo circuito. Bisogna muoversi sapendo che ogni film ha il suo circuito; quindi: sale di città, ma anche multiplex e sale di comunità”.

Una distribuzione cucita sul film ne migliora indubbiamente la performance in sala, ma per prodotti di nicchia diventa addirittura essenziale. Unica controindicazione: l’antieconomicità dell’impresa.

Borrelli ne è consapevole e per questo sta lavorando a un progetto distributivo più articolato che coinvolgerà altri produttori indipendenti e che dovrebbe fare il suo debutto nel prossimo autunno, forse proprio con “La Sapienza”.

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