TENDENZE 2/Lo Space del Futuro

di Adriana Marmiroli


The Space Cinema muove i primi passi a luglio 2009, quando le attività  di Medusa Multicinema confluiscono in una nuova società  con gli asset di Warner Village Cinema.
A fine ottobre nasce ufficialmente la nuova società  di cui sono soci 21 Partners, società  di private equity guidata da Alessandro Benetton, e il Gruppo Mediaset, che ne detengono rispettivamente il 51% e il 49%.


Forte di 24 strutture (multiplex e multisale, presenti in 13 regioni) per un totale di 242 schermi, The Space Cinema diventa il maggior circuito cinematografico italiano: controllando una quota di mercato di circa il 15,5 per cento, ha un fatturato annuale derivato dalla vendita di 15-16 milioni di biglietti l’anno di circa 125 milioni di euro.
Ne sono Presidente e amministratore delegato Giuseppe Corrado, direttore generale Giovanni Canepa.


Fin dalla sua nascita The Space Cinema fa dell’innovazione tecnologica uno dei suoi punti di forza: tutte le strutture sono dotate di almeno una sala digitale attrezzata per la ricezione via satellite di eventi live, sia quelli trasmessi dal broadcasting televisivo sia quelli pensati appositamente per il circuito cinematografico, implementata con le tecnologie 3-D.
«Che cresceranno di altre 50 unità  nel corso del primo trimestre del 2010 “” assicura Giovanni Canepa – in modo da poter disporre per ogni struttura di almeno tre sale in grado di far fronte alla crescente produzione che sfrutta questa tecnologia».
Per questo a novembre The Space Cinema ha firmato un accordo in esclusiva basato sul modello del Virtual Print Fee con Arts Alliance Media, leader europeo nella fornitura di tecnologia e distribuzione di contenuti per la visione cinematografica digital già  presente in Gran Bretagna, Francia, Norvegia, Spagna, Olanda: AAM fornirà  i sistemi di proiezione cinematografica digitale e i servizi correlati al gruppo in tutte le sue strutture.

Avendo come obiettivo quello di fare andare di più al cinema gli italiani (abbiamo una media di film pro capite all’anno molto più bassa che nel resto d’Europa), non ci sono solo blockbuster nella futura programmazione, ma anche grandi eventi estranei al mondo cinematografico, come concerti, sport, spettacoli, lirica.
E cinema “di nicchia”, indipendente, italiano, in lingua originale.
Altro obiettivo a breve: ampliare ulteriormente la propria presenza sul territorio. «Puntiamo “” dice ancora il d.g. Canepa “” a raggiungere a breve una quota di mercato di almeno il 20 per cento, migliorando le nostre strutture dove già  siamo presenti e allargandoci a quelle zone dove ancora non ci siamo: la Liguria, il Triveneto (il Friuli) in primo luogo.
Poi valuteremo quali altre zone possono essere interessanti per una nostra presenza». 

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