STRUMENTI/La Sfida educativa

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Antonio Urrata è Direttore Generale della Fondazione Ente dello Spettacolo

Scommettere sui giovani investendo in educazione e formazione al linguaggio cinematografico e audiovisivo. È questa la sfida che attende la politica, la scuola e l’industria dell’audiovisivo per i prossimi anni, se si desidera imprimere uno sviluppo e una crescita alla nostra industria culturale.

Da quanto emerge dalla ricerca “I giovani italiani e il cinema” dell’Istituto Toniolo – Università Cattolica di Milano, commissionata dalla Fondazione Ente dello Spettacolo, con il sostegno di Fondazione Cariplo e Intesa Sanpaolo, i giovani amano e scelgono il cinema, soprattutto se si tratta di prodotti suggestivi e se programmati in sale cinematografiche all’avanguardia sotto il profilo tecnologico.

A conquistare il giovane pubblico italiano è soprattutto l’industria hollywoodiana, che raggiunge il 61,5%, mentre i film italiani piacciono di meno e si fermano alla soglia del 33,6%.

Il cinema “a stelle e strisce” si impone certamente nell’immaginario giovanile per le modalità narrative, la presenza di star, la spettacolarizzazione visiva, nonché per una strategia comunicativa molto aggressiva e capillare, con cui i budget europei non riescono a confrontarsi.

Sin dalla sua fondazione, l’Unione europea ha promosso una difesa delle diversità culturali in campo cinematografico e audiovisivo per mezzo dell’eccezione culturale, con lo scopo di tutelare lo specifico narrativo delle singole cinematografie nazionali. Per garantire però un concreto sviluppo al cinema italiano ed europeo non basta solo agire sul terreno dell’eccezione culturale, blindando quote di produzione e di programmazione di film nazionali su grande e piccolo schermo, ma bisogna anche investire in educazione all’immagine.

È di primaria importanza educare i giovani al linguaggio cinematografico e audiovisivo, spingerli a (ri)scoprire il patrimonio delle nostre industrie culturali. Introducendo nel piano didattico l’educazione all’immagine, senza che sia una mera iniziativa spontanea di singoli docenti, sarà possibile avvicinare i giovani ai diversi, specifici linguaggi dell’universo dell’audiovisivo.
I giovani sono la chiave di volta per il futuro. Dare loro gli strumenti di decodifica e comprensione delle opere d’arte, aiutarli – in una società basata sempre più su una cultura dell’immagine – a orientarsi tra i diversi formati e generi dell’audiovisivo, significa offrire ai Millennials e agli adulti di domani una possibilità di scelta di visione consapevole.

Guardando ancora i dati della ricerca, è evidente la preferenza accordata alla commedia (25,7%), seguita da thriller/suspence (18.2%), avventura (11,9%) e fantasy (10,2%), mentre documentari e cartoon non vanno oltre lo 0,7% e l’1,9%.
Dati che possono cambiare in maniera significativa, se si offrono ai giovani suggestioni e stimoli educativi diversi.
Questa scommessa formativa non può che produrre effetti positivi anche nella nostra industria, sotto il profilo della produzione e della distribuzione, dando respiro a una nuova fioritura di generi.

 

 

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