STRATEGIE1/FIP, più credito ai giovani Talenti

Il 2016 è stato, in Piemonte, un anno particolarmente fruttuoso per i talenti emergenti, le cui produzioni – in particolare – “Ulysses – a Dark Odyssey”, “Te absolvo”, “La Terra Buona” – sono segnate dall’intervento di FIP Film Investimenti Piemonte, società di consulenza sul tax credit esterno. Interamente partecipata dalla Film Commission Torino Piemonte, FIP è il suo braccio nanziario, lo strumento operativo che intercetta gli interessi dei produttori piemontesi e li traduce in investimenti sull’audiovisivo.

E’ interessante sapere che l’attività di FIP ha portato nell’anno appena trascorso alla raccolta di circa 1 milione di euro, con una ricaduta di oltre due milioni, attraverso il rapporto con 5 differenti aziende piemontesi (Banca del Piemonte, Altec, Gruppo Stat, Studio Lanteri, Mogar).
Ma forse la cosa più interessante è che si tratta di lm low budget, dove il tax credit ha coperto il 50% del budget: lo sottolinea Paolo Tenna, amministratore delegato di FIP, che commenta: “ Abbiamo iniziato a capitalizzare il know how accumulato, riuscendo a orientare gli investimenti anche verso opere prime e seconde e non soltanto verso i grossi progetti commerciali”.

Questo è il miglior risultato che FIP porta in dote alla Film Commission dopo tre anni di attività sul tax credit esterno.
Essere cresciuti nel mondo dell’audiovisivo è il plus che di erenzia FIP da altri players nel tax credit:
“Riuscire ad individuare le caratteristiche del singolo progetto anche dal punto di vista editoriale ci permette di potergli dare un valore nanziario più congruo. Infatti, anche un’opera prima può essere appetibile per l’investitore esterno, se, per esempio, ha le potenzialità per partecipare ad un festival e, di conseguenza, aprire i ricavi alle vendite internazionali”.
Il 2017, con l’attuazione della nuova legge sul cinema, trova FIP pronta a nuove sfide:
“La cedibilità del credito d’imposta, introdotta dalla nuova legge sul cinema, è una novità enorme nella disciplina del tax credit, perché –anticipa Tenna- ci mette nelle condizioni di poter creare un Fondo”.

Con la cedibilità del credito non è più obbligatorio il rapporto produttore-investitore sul singolo progetto. “ Il fondo – spiega Tenna – può raccogliere l’interesse dei diversi investitori e può diversificare su più progetti senza dover presentare il singolo progetto al singolo investitore. Il contratto è tra il produttore e il fondo, che a sua volta può ripartire il credito d’imposta tra gli investitori in proporzione alle relative quote”.

L’istituzione del Fondo comporta almeno due vantaggi: “E’ ora possibile coinvolgere anche le piccole e piccolissime imprese, che possono partecipare al Fondo con una quota, anche minima; Inoltre, non è più necessario che l’investitore abbia la competenza necessaria per valutare il singolo progetto: è il Fondo che investe e decide dove investire”.

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