GIORNATE PROFESSIONALI DI SORRENTO/ Prima la Sala

Dopo il problema dell’estate, affrontato con una sicurezza (quasi spavalda) mai vista in passato, un punto sullo stato d’attuazione della legge cinema. È quanto accaduto ieri a Sorrento, alle Giornate Professionali di Cinema che si concludono oggi dopo quattro giorni di manifestazione. L’occasione è stata il seminario dell’Associazione Nazionale Esercenti Cinematografici “Sostegno alle sale e attuazione dei decreti”. Dopo una breve introduzione di Mario Lorini (presidente ANEC)  che ha rimarcato la presenza in sala della senatrice Lucia Borgonzoni, sottosegretario MIBAC con cui è in atto una forte sintonia, la parola è passata a Nicola Borrelli, direttore generale cinema del Ministero. Borrelli ha fornito una panoramica sugli strumenti, assicurati dalle nuove norme, messi in campo. «È alla Corte dei conti e quindi diventa a breve operativo il cosiddetto “decreto sulle finestre”. Non si tratta di regolare le finestre per legge: il decreto definisce i criteri per accedere ai benefici riservati alle opere cinematografiche italiane. Il parametro generale resta immutato, ovvero che un’opera debba essere pensata prioritariamente – dal punto di vista produttivo e creativo – per la sala cinematografica. La prima finestra, per prassi internazionale, rimane di 105 giorni. Ma per i film italiani che non hanno grandi potenzialità di successo con il pubblico, si offre al produttore la possibilità di fare un test per tre giorni e poi di decidere se proseguire nell’uscita cinematografica classica oppure se uscire su altri canali dopo 10 giorni. Per i film che dopo 21 giorni non hanno raggiunto i 50mila spettatori, la finestra diventa di 60 giorni». In questo modo, i due terzi dei film in uscita ogni anno rientrerebbero in una delle prime due casistiche. «L’aspetto principale – ha proseguito Borrelli – è sempre la protezione della sala: la comunicazione del passaggio negli altri canali non può avvenire finché non si chiudono le finestre theatrical; ma è un tentativo – frutto di un confronto vivace con tutte le realtà del settore – di mettere velocemente a disposizione del pubblico tutte le opere, per non lasciarle alla pirateria, rispondendo alle esigenze degli operatori ma anche del Ministero che finanzia tali opere».

A seguire sono state elencate una serie di aggiornamenti su punti meritevoli di chiarimento con gli esercenti. Dai fondi Cipe una tantum per il digitale, attesi da tempo, di cui si sono iniziati a pagare gli acconti (operazione che andrà avanti almeno fino alla primavera) alle richieste di qualifica d’essai (su 762 domande, 404 sale hanno raggiunto la percentuale minima di proiezioni di film d’essai), con un sistema che partirà a regime nel 2019; dal tax credit per le ristrutturazioni delle sale (ci sono state domande per quattro milioni per il 2017 e di tre milioni per il 2018), con l’assicurazione che ognuna delle 1600 domande di credito “caricate” sulla piattaforma riceverà risposta e che con l’istituzione dei codici tributo è stato superato l’ostacolo operativo; al tax credit per la programmazione, anch’esso in ritardo, per il quale è prevista la  possibilità di aggiornare le richieste. Nel frattempo, nella prima parte dell’anno gli esercenti hanno utilizzato le vecchie norme.

Infine, la voce più interessante ma problematica sembra riguardare il piano straordinario per le sale, le cui prime deliberazioni (sono stati accolti 25 progetti su 88 domande) sono bloccate per ricorsi al TAR, con la decisione del Tribunale slittata a luglio 2019 che blocca tutto il capitolo: nel frattempo un decreto ha ridefinito le singole aliquote e modalità operative, anche per evitare ulteriori ricorsi. Nel frattempo chi ha eseguito lavori di ristrutturazione può contare sul credito di imposta. Fra l’altro, è stata data conferma che i fondi per questa voce (per il 2019 si prevedono almeno 13 milioni) se non utilizzati non si perdono ma “passano” all’anno successivo.

È seguita poi una lunga serie di interventi e domande, che hanno messo in luce numerose criticità del nuovo sistema con necessità di delucidazioni dalla Direzione generale cinema. Il sottosegretario Borgonzoni si è definitivamente conquistata le simpatie degli esercenti quando, al termine dell’incontro, ha invitato a segnalarle via mail altri problemi attinenti a questi temi. Soprattutto, è apparsa convincente nella sua promessa di girare tali segnalazioni alla Direzione generale cinema, sollecitando soluzioni esaustive, e di conseguenza di rispondere a tutti i richiedenti.

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