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Alle Giornate Professionali non mancheranno motivi per festeggiare il 2019 agli sgoccioli, anno di due grandi novità.

Innanzi tutto la riunificazione dell’esercizio, che ha portato a fine luglio i soci ANEM a confluire in ANEC creando – dopo vent’anni di divisioni – un’associazione unitaria da più di 1.000 imprese e oltre 3.000 schermi, con il riconfermato Mario Lorini alla presidenza e Carlo Bernaschi, già presidente ANEM, alla presidenza onoraria; i vantaggi di un’azione unitaria sono pre- valsi sulle differenze.
Un passaggio preceduto dalla nomina a direttore generale di Simone Gialdini, figura operativa necessaria di raccordo tra le varie anime dell’esercizio (viene da una famiglia di storici esercenti toscani che ha ancora cinema a Lucca, ha lavorato per circuiti multiplex come Vis Pathé e UCI Cinemas) e tra vertici e struttura.

Inoltre, il 2019 è stato segnato dalla campagna di tutto il settore – con il sostegno del Mibact – per una forte estate che ha portato alla creazione del brand Moviement e a un’offerta accattivante con ottimi numeri.
Un’estate che ha dato la spinta anche a un autunno che ha confermato la crescita (+15% di presenze rispetto al 2018 al momento di andare in stampa), con un’inversione di tendenza che ha ridato fiducia agli operatori. Anche se i problemi non mancano. «Moviement è un progetto appena iniziato – sottolinea Mario Lorini, presidente ANEC – ma già possiamo valutare gli effetti benefici di un’azione condivisa da tutto il settore (eser- cizio, distribuzione, produzione, istituzioni); grazie a un posizionamento migliore del prodotto – a cominciare dall’estate, ma lungo tutto l’anno – e ad alcuni film che sono andati anche oltre le attese. Risultato: siamo il mercato che cresce di più in Europa e torneremo a superare i 100 milioni di biglietti. Niente trionfalismi, ma i numeri dicono che c’è forte attenzione del pubblico alla sala e che alcuni film riescono a ottenere ancora grandi risultati; anche se c’è stata sofferenza del cinema italiano, pur con tentativi di percorrere strade nuove. Ora nei prossimi mesi arriveranno titoli importanti, ma sicuramente bisogna lavorare per un posizionamento più oculato del prodotto nazionale: è uno dei punti di lavoro per il futuro».

In effetti l’estate 2019, e non solo, è stata all’insegna del prodotto Usa, «che è per forza trainante – con i suoi generi, dall’animazione al fantasy, e le sue franchise – ma si deve fare in modo che tutti facciano la loro parte.
La prova, fra l’altro, sono i numeri non solo dei pochi titoli italiani importanti usciti nei mesi estivi: non solo “Il traditore”, ma anche “Il signor diavolo” e perfino “Mio fratello rincorre i dinosauri”, se pensiamo al gran caldo di settembre».

Tra i margini di miglioramento, i film di qualità che permettono a chi lavora su quel prodotto di lavorare tutto l’anno. Un altro fronte sarà una miglior comunicazione: se ne parlerà proprio a Sorrento, «dove – spiega il direttore generale Simone Gialdini – sarà presentato un progetto articolato, oltre ai dati di una ricerca sul pubblico commissionata a GFK. Alle Giornate lanceremo la campagna 2020, anche se l’attività non si è mai fermata, tra iniziative di comunicazione, partecipazione ad eventi e ricerca di sponsor».

Ma ci sono altri argomenti che stanno a cuore ad ANEC. Come i contenuti alternativi che stanno esplodendo: «Prima – spiega Lorini – erano condivisi e accettati dal mercato come moltiplicatori dei giorni feriali, ora si alter- nano grandi successi e fallimenti; dobbiamo chiederci quanto il mercato riesca ad assorbirli, cercando di salvaguardare la specificità originaria, ovvero proporre contenuti diversi dai film (documentari, concerti, opera, arte, poi anteprime di serie tv) per “catturare” un pubblico nuovo in giornate più deboli; ora si sono aggiunti piccoli film che approfittano delle nuove regole.
E i titoli delle piattaforme che cercano una vetrina. Per noi l’aspetto principale è che questi contenuti non ingolfino il mercato, anche se questa corsa alla sala è anche un segnale della sua vitalità».

E se il mercato cambia di continuo (basti pensare alla crisi di alcuni indipendenti e all’acquisizione di Fox da parte di Disney), per Lorini un bel segnale viene dal buon esito della prima fase della multiprogrammazione, «che ha riguardato solo le monosale di piazze mono- schermo – e che ora si allargherà come numero di schermi – portando a un dato significativo: la più forte percentuale di crescita viene proprio dalle monosale, che ora possono proporre un maggior numero di titoli».

Gialdini sottolinea infine che a Sorrento si parlerà ancora delle norme a favore dell’esercizio contenute nella legge cinema: «Occorre stabilità nell’applicazione di tutti gli articoli che prevedono sostegni per le sale: in 12 mesi è stato fatto moltissimo, il tax credit ha generato cifre importanti, ma si deve fare ancora molto per avere una macchina che va a regime senza intoppi che ostacolano la pianificazione.
Abbiamo bisogno anche di costanza per i supporti alla ristrutturazione sale, per assecondare la propensione a investire dell’esercizio.
Ci sono i 60 milioni da sbloccare del piano straordinario 2018/2019, per i quali non si sono ancora aperte le finestre per le domande; e aspettiamo i saldi per il 2017, anche se sono partiti gli iter di liquidazione degli acconti (9 sui 30 milioni previsti). Tutti temi su cui faremo il punto alle Giornate in un seminario con i funzionari del Ministero, anche per un confronto con gli as- sociati sulle difficoltà operative da superare».

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