SCENARI NUOVI/Sistema Cinema: L’Impulso del Territorio

Nello scorso aprile la Motion Pictures Association of America ha pubblicato uno studio sull’impatto economico del cinema e della televisione negli Stati Uniti.
L’audiovisivo, è noto, rappresenta negli USA una delle maggiori risorse culturali ed economiche, e produce, di conseguenza, grandi numeri.
E’ interessante notare come l’industria del cinema e della televisione conti circa 115 mila aziende, l’80% delle quali ha meno di 10 dipendenti. Anche in USA, in questo settore, dominano la piccola impresa e le aziende individuali ( che sono circa un quarto del totale).


Altra caratteristica “” si legge nella ricerca “” è la sua natura decentrata.
Lo confermano i dati della spesa effettuata sul territorio nel 2007.
Se Los Angeles guida la classifica con oltre 16 miliardi di dollari, e New York segue con 7, ad essere interessati sono tutti gli Stati, anche se soltanto Georgia, Florida, Texas e Illinois superano il miliardo.
Non stupisce, allora, che quaranta Stati su cinquanta sono dotati di strumenti che in varie forme offrono incentivi economici a chi gira sul proprio territorio .


Lo studio dell’MPAA sottolinea i bènefici effetti delle locations sull’economia locale.
E pubblica, a supporto, dichiarazioni dei governatori di dieci Stati dell’Unione.
Estremamente indicativa la dichiarazione del governatore del Michigan secondo cui l’aver varato uno dei più competitivi pacchetti d’incentivi “ha fatto crescere in Michigan una nuova industria che produce lavoro”.


Il rapporto dedica ampio spazio al ruolo del cinema e della tv nella promozione turistica.
Si citano casi storici come “Sideways” ( responsabile di un incremento turistico del 300% nella Contea di Santa Barbara), ma anche molto recenti, come “Sex and the City”, (” uno dei più grandi commercial di tutti i tempi mai realizzato su New York”).
E “Come un uragano” , che ha registrato un più 20% di visite a Hatteras Island nel North Carolina, location del film, subito dopo la sua uscita in sala.


Questa relazione – location e promozione del territorio – sarà  uno dei temi che verranno affrontati il 18 giugno a Roma all’interno del primo Film Commission Day: una giornata di confronto con le istituzioni, con il mondo della produzione audiovisiva e con i media.
L’incontro, organizzato dall’Associazione Italian Film Commissions (che rappresenta l’80% delle Film Commission italiane), traccerà  un bilancio dell’attività  di questi organismi a circa dieci anni dal loro ingresso sulla scena italiana (ne diamo notizia all’interno del fascicolo).


Il Film Commission Day si inserisce in uno scenario nuovo che si sta delineando, e che cerchiamo di interpretare nelle pagine che seguono: da una parte le Regioni cominciano a investire risorse finanziarie nell’audiovisivo (l’ultima iniziativa, in ordine di tempo, è l’istituzione di un Fondo da 9 milioni di euro in due anni da parte della Regione Toscana), dall’altra il governo centrale “taglia”, incapace di individuare nel cinema un’occasione di sviluppo non solo culturale, ma anche economico. Dall’inizio del 2009 i lavori delle Commissioni Ministeriali per il Cinema sono bloccati per mancanza di fondi.
Lo ha denunciato l’ANICA, che in un comunicato di fine aprile lancia l’allarme
L’associazione ha inviato una lettera al Ministro Bondi, chiedendo la riattivazione dei lavori delle Commissioni, e denunciando “l’indifferenza del Governo”.
Il “sistema cinema”, mai realizzato al centro, partirà  dalla periferia?


                                        PAOLO DI MAIRA

Nella sezione: Editoriale