MULTIPLEX/La scoperta dei film d’essai

di Marco Spagnoli


Con la chiusura delle sale nei centri storici, un’intera cinematografia appare come destinata alla “˜migrazione’ per continuare a prosperare raggiungendo numeri “˜adeguati’.
Il costo di acquisizione dei film, infatti, e alcune piccole città  interamente sguarnite di sale cinematografiche, obbligano i distributori a cercare nuovi spazi e territori per un cinema che, fino ad oggi, si è, per la maggior parte, sempre tenuto distante dai Multiplex e che, al tempo stesso, ha sofferto anche per questo motivo nel ricambio generazionale dei suoi spettatori.


Qualcosa, però, sta cambiando e la contaminazione di cinema d’essai e di un altro tipo di film potrebbe portare a risultati insperati


“Noi siamo molto contenti di quello che è accaduto negli ultimi tempi.” Dice Yannick Delepìne di UGC Italia “Un titolo come “Into the Wild” ha ottenuto, infatti, un successo straordinario. Il problema del cinema d’essai non è legato solo alla tenitura.
E’ che fino ad oggi nelle nostre strutture vedevamo arrivare soltanto un tipo di pubblico, ovvero quello interessato a film commerciali.
Adesso, invece, grazie alla programmazione continua di pellicole di qualità , stiamo assistendo ad un nuovo fenomeno con la presenza di spettatori di ogni tipo e, soprattutto, con famiglie che, alle casse, si dividono scegliendo ognuno il proprio film da vedere.”
Delepìne si spinge anche più in là : “Per noi il cinema è uno solo’.
Non distinguiamo tra essai e blockbuster, ma programmiamo tutto, soprattutto a Fiumicino dove i nostri ventiquattro schermi ci consentono una gestione ottimale del prodotto.
Il risultato, alla fine, è che il Multiplex consente al pubblico di scoprire quel tipo di pellicole che non avrebbe mai visto altrimenti.
Questa situazione si è già  verificata qualche anno fa a Parigi dove le grandi strutture hanno completamente alterato e arricchito la fruizione del cinema. Oggi accade anche in Italia.”


Dario Salvadori di Circuito Cinema rileva: “La programmazione di cinema di qualità  da parte dei Multiplex è un fenomeno che non ci auguriamo, ma che “” è chiaro “” sembra essere abbastanza inevitabile, almeno per una fascia di produzioni di più ampio respiro.
E’ chiaro che quando si parla di cinema di qualità  in relazione ai Multiplex ci si riferisce ad un tipo di film particolari.
Il “˜vero’ cinema d’essai non avrà  mai senso in determinate strutture.
Un certo tipo di pubblico non accederà  mai ai Multiplex per vedere alcuni tipi di pellicole.”


Diverso il parere del Presidente dell’Anem Carlo Bernaschi: “I tempi sono ormai maturi perché i Multiplex ospitino tutti i tipi di film.
Certo, le strutture in prossimità  delle città  soffriranno inizialmente un pochettino nella loro programmazione di cinema d’essai, ma quelle lontane dai centri storici riusciranno, invece, a portare ad un pubblico potenziale più vasto alcuni film che, prima, era impensabile potere vedere in aree non metropolitane.”


I distributori di cinema di qualità  sembrano tutti d’accordo sulla necessità  di una programmazione da parte dei Multiplex dei loro prodotti.


“Esiste una secca distinzione tra i film che hanno una qualche chance nel circuito dei Multiplex e i titoli che questa possibilità , invece, non ce l’hanno.”
Dice Alessandro Usai, Amministratore Delegato di Mikado:
“Questi ultimi possono affrontare un mercato di anno in anno sempre più ristretto con monosale e sale di città  in costante e preoccupante diminuzione.
Il centinaio di schermi di Circuito Cinema più di tanto non riesce a fare e così è come se certi film partissero con un tetto sulla testa, un limite che non può essere superato.
Anche se, per adesso, i risultati positivi nei Multiplex non sono sempre scontati, un’evoluzione e un ampliamento del mercato risultano quantomai necessari.”


Laura Crivellaro, ex Direttore Marketing di UIP e, oggi, executive di BIM puntualizza: “Il passaggio di alcuni film nei Multiplex sembra sempre più importante per ottenere certi risultati.
Se la BIM, quest’anno, ha centrato alcuni obiettivi importanti in linea e, addirittura, superiori rispetto agli altri mercati europei come nel caso “Into the Wild”, è perché ha avuto accesso ai Multiplex.”


Un matrimonio di necessità , secondo alcuni auspicabile, su cui pende, però, un problema di continuità .


La tradizionale mancanza di titoli di qualità  durante la stagione estiva, da sempre uno dei principali motivi del “˜chiuso per ferie’ delle sale tradizionali, porterebbe, inevitabilmente, ad un’interruzione di programmazione di cinema d’essai nei Multiplex d’estate.


“Questo è un falso problema.” Conclude Carlo Bernaschi
“Nel momento in cui il cinema di qualità  entra nei grandi circuiti è destinato a restarci, perché i distributori si renderanno finalmente conto di avere spazi e strutture per programmare le loro uscite tutto l’anno.”


E LE SALE DI CITTA’ CHIUDONO


Sono almeno 254 i cinema associati all’Anec, pari a 306 schermi, che dal 2003 hanno chiuso i battenti in Italia.
E’ quanto emerge dall’elenco delle sale chiuse, realizzato dall’ associazione nazionale esercenti cinema con la collaborazione delle sedi territoriali.
Tra le regioni che hanno visto il maggior numero di chiusure, ci sono la Lombardia (58 schermi), l’Emilia Romagna (53 ) e la Toscana (45).
Mentre tra le città  con il più alto tasso di chiusure spiccano Firenze, Milano, Roma, Napoli e Bologna. Considerando invece i centri con un minor numero di abitanti, sono da segnalare tra i più colpiti, Rimini, Modena e Arezzo.

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