MILANO/Film Commission a confronto: rilancio della Lombardia

Le Film Commission italiane sono state protagoniste, oggi, 14 settembre, del convegno che ha inaugurato la Milano Movie Week, dal titolo “Il ruolo delle film commission: fra vocazione territoriale e coordinamento nazionale, tra impresa e cultura. Un patto possibile?”, organizzato da Visioni dal Mondo-Visioni Incontra in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del comune di Milano, Anteo e Fuoricinema.

Il nuovo assessore alla cultura della Regione Lombardia, Stefano Bruno Galli, ha espresso l’intenzione di rilanciare il progetto della Film Commission, “recuperando i vecchi soci, quali Unioncamere e Fiera Milano, e acquisendone di nuovi, quali Confcommercio -ha dichiarato.- Ho avuto garanzie dal Presidente Fontana circa un aumento del budget della cultura (che passi almeno dallo 0,07% all’ 1%), e vorrei raddoppiare l’investimento della Giunta coinvolgendo anche l’Assessorato al Turismo e alle Attività Produttive”.

La volontà di rilanciare la Film Commission e’ stata salutata con favore da Stefania Ippoliti, nel ruolo di presidente del coordinamento delle film commission italiane : “la Lombardia e’ una regione che vanta molti primati ed e’ importante che entri a far parte a pieno titolo del sistema con cui ci presentiamo in maniera compatta sui mercati esteri”. L’internazionalizzazione e’ uno dei punti su cui si muoverà l’associazione, all’interno del nuovo scenario disegnato dalla Legge Cinema, che prevede appunto il rafforzamento della relazione fra stato e territori attraverso tavoli “a cui siederanno i rappresentanti delle regioni e delle film Commission, e nei quali ingaggeremo anche una battaglia contro le eccessive burocrazie che ci caratterizzano.”

Della veicolazione del Made in Italy attraverso il Cinema, e dell’armonizzazione delle normative regionali ha parlato anche Bruno Zambardino, responsabile per il MiBACT degli Affari Europei e del portale Italy for Movies). Un’armonizzazione che rispetti le differenze identitarie, come ha ricordato Luca Ferrario, responsabile di Trentino Film Commission: “ogni film Commission deve avere un’identità regionale molto chiara, e capire su quale fronte vuole posizionarsi, dato che l’audiovisivo attraversa diversi comparti, quali la cultura, il turismo, le attività economiche e produttive. E allo stesso tempo deve capire se vuole muoversi prevalentemente per incentivare il comparto locale o piuttosto sul fronte dell’attrazione di grosse produzioni estere.”

L’esigenza più sentita e’ quella di presentarsi comunque in maniera compatta alla ribalta internazionale, come ha sottolineato il direttore di Apulia Film Commission, Maurizio Sciarra, “l’internazionalizzazione deve essere pensata in maniera coordinata dal Ministero e realizzata,con tutte le categorie.” E la presidente dei produttori dell’Anica,Francesca Cima, ha evidenziato come questo sia “un momento particolarmente felice per il settore audiovisivo, che e’ trainante a livello globale, e la Lombardia, che ha tante caratteristiche per catturare questo momento storico, dovrebbe davvero farlo. Basta guardare al Belgio, ad esempio, sempre più all’avanguardia nella post-produzione, tanto da mettere in difficoltà alcune industrie tecniche nostrane.” Cima ha poi concluso il suo intervento lanciando quello che ha definito un “piccolo allarme” al coordinamento, e cioè auspicando che il loro lavoro si concentri, “oltre che su micro-produzioni regionali, anche a sostenere progetti più ambiziosi. I dati forniti a Venezia dal DG Borrelli ci dicono che l’investimento medio per ogni film sta crollando, e questo deve preoccuparci perché questi spettatori che consumano sempre di più, hanno ovviamente poi anche aspettative sempre più alte.”

La voce dei ‘più piccoli’, delle “tante aziende territoriali che da sempre cercano di affacciarsi al mercato con difficoltà e che, anche quando riescono a farlo, rimangono sempre dei ‘nani’, e’ stata veicolata dal presidente di CNA cinema e audiovisivo nazionale, Gianluca Curti, ottimista rispetto al nuovo corso e alle possibilità del coordinamento: “vedo una nuova attenzione verso questi soggetti più piccoli, l’opportunità di risolvere alcuni nodi che potrebbe far crescere notevolmente il pubblico delle sale. Inoltre, se  riusciremo a andare nella direzione di un investimento da parte degli OTT nei vari territori, si potrà finalmente sperare di riequilibrare i pesi in campo.”

Le buone pratiche e i numeri virtuosi dell’impegno delle film Commission italiane sui territori sono state poi condivisi dai rappresentanti delle film Commission di Campania (Simona Monticelli), Emilia Romagna (Fabio Abbagnato), Piemonte (Paolo Manera)

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