MEDIASALLES/Coprodurre conviene

Lo si sente ripetere talmente spesso che affermare che le coproduzioni favoriscono la circolazione internazionale dei film sembra quasi un’ovvietà. Ma è proprio vero?
Questa è una delle domande a cui ha voluto dare risposta l’analisi condotta da MEDIA Salles sull’esportazione dei film italiani. Dei 370 titoli, comprese le coproduzioni di maggioranza e di minoranza, usciti sul grande schermo in Italia nel 2014 e nel 2015, il 17% è stato distribuito, entro il 30 giugno 2016, in almeno un paese estero e il 12,2% in più di uno.

Ben oltre la metà (il 65,1%) di questi lm è costituita da opere al 100% italiane, mentre le coproduzioni di maggioranza italiana sono il 28,6% e quelle di minoranza il 6,3%. Tra le coproduzioni di maggioranza prevalgono quelle realizzate esclusivamente con la Francia (il 55,6% del totale) oppure con la Francia e altri paesi (27,8%).

Se si guarda la mera quantità di titoli che hanno varcato i confini della Penisola, le coproduzioni sembrerebbero avere un ruolo non decisivo. Uno sguardo più attento, che prenda in considerazione il numero dei mercati esteri raggiunti, rivela in realtà tutt’altra situazione.

Le produzioni al 100% italiane hanno toccato, in media, nel periodo in esame, un numero decisamente inferiore di mercati esteri (pari a 2,4) rispetto alle coproduzioni di maggioranza (14,7 mercati). Il divario risulta ancora più marcato nel caso delle coproduzioni di minoranza che sono state viste, mediamente, in 25,3 mercati.

Se si analizzano i film usciti in Italia nel 2014 (tab. 1) solo una produzione al 100% italiana, Winx Club: Il Mistero degli Abissi, rientra nella classi ca dei primi cinque titoli per numero di paesi esteri di distribuzione, avendo raggiunto in totale 15 mercati stranieri. Un risultato migliore è stato ottenuto da due coproduzioni di minoranza, Grace of Monaco e Pasolini, rispettivamente al 1° e al 4° posto con 55 e 18 mercati esteri di distribuzione, e da due coproduzioni di maggioranza, Il capitale umano e Le Meraviglie, rispettivamente al 2° e al 3° posto con 32 e 21 paesi raggiunti.

Tra i titoli usciti in Italia nel 2015 (tab. 2), nessuna produzione al 100% italiana si colloca nella top ve per numero di paesi esteri di distribuzione. Si tratta invece di coproduzioni di maggioranza: Youth occupa il 1° posto (41 mercati esteri raggiunti), seguito da Mia madre al 2° posto (33 mercati), da A Bigger Splash e da Padri e figlie (30 mercati ciascuno) ed in fine da Il racconto dei racconti (23 mercati).
I primi dati disponibili sui lm usciti in Italia nel primo semestre del 2016 mostrano che di 5 lm di produzione al 100% italiana sono stati acquisiti i diritti di distribuzione in un numero signi cativo di territori: Quo Vado? (13 mercati), La corrispondenza (10), Veloce come il vento (9), Lo chiamavano Jeeg Robot (7) e Un bacio (2).

In conclusione, pur di fronte a situazioni piuttosto variabili di anno in anno, si può affermare che la coproduzione sia uno strumento importante non solo per facilitare il montaggio nanziario che consente la realizzazione del film, ma anche per ampliare gli orizzonti della distribuzione

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