MARCHE/Polo d’autore

Porta alle Marche, sotto il segno dell’animazione, l’unica presenza italiana agli Oscar 2019: la disegnatrice Sara Pichelli, originaria di Sant’Elpidio, ha infatti partecipato al progetto di “Spider-Man: Un Nuovo Universo”, vincitore dell’ambita statuetta per il miglior film di animazione.
La notizia ha riacceso i riflettori sulla speciale relazione tra il territorio marchigiano e l’animazione che dura da tempo, e promette di approdare alla creazione di un distretto regionale dell’animazione.
Ma procediamo con ordine.

Radici di questa naturale vocazione affondano sia nell’attività di formazione che fa riferimento alla Scuola del Libro d’Arte di Urbino, ma anche alle Accademie di Macerata ed Urbino – sia nelle opere di autori i cui nomi sempre più spesso compaiono nelle maggiori manifestazioni internazionali di cinema. La caratterizzazione fortemente autoriale ha generato un felice neologismo, coniato da Marche Film Commission, il settore di competenza di Fondazione Marche Cultura: “Animarche”.

Animarche inizia così a delinearsi come il brand qualificante di un panorama composito, emerso con maggiore chiarezza nel “censimento” che Marche Film Commission ha condotto delle Scuole/Accademie e strutture di formazione specifica, poi proseguito con analoga “anagrafe degli autori”.
Sono state individuate due diverse correnti: una, impostata secondo intenzioni e finalità industriali (un marchio su tutti: Rainbow, che ha sede a Recanati), l’altra – che si può definire “d’autore” o “d’arte” – più caratterizzante del profilo culturale ed umano del territorio.
La corrente “d’autore”, identificata dal tratto prezioso e personale, rico- noscibile individualmente ma anche come “scuola”, appare composta da singoli professionisti, poco legata alla commercializzazione del prodotto e quindi, per certi aspetti, più sperimentale sotto il profilo tematico e di realizzazione.

A confermare ed ampliare questa “eccellenza” marchigiana sono arrivati, in tempi recenti, i successi di autori come Simone Massi a Roberto Catani, entrambi formatisi alla Scuola del Libro d’Arte di Urbino ed entrambi sostenuti da Regione Marche con Fondo di sviluppo regionale POR-FESR 2014-2020 (leggi anche “Contributi ai progetti d’animazione”)

Simone Massi, lo ricordiamo, ha guidato la squadra di 20 animatori marchigiani, tutti formati alla Scuola del Libro di Urbino, che hanno realizzato I disegni de “La strada dei Samouni”, lungometraggio di Stefano Savona vincitore del Premio della Giuria Oeil d’Or come miglior film documentario a Cannes.

Suo maestro è Roberto Catani, vincitore del Grand Prix ai Sommets di Cinema d’Animation di Montreal con il suo ultimo film di animazione “Per tutta la vita” presentato anche, in anteprima mondiale, al prestigioso 61° Internationales Leipziger Festival für Dokumentar- und Animationsfilm di Lipsia.

In questo scenario si inserisce l’incontro tra i produttori italiani di animazione e Film Commission, organizzato da Cartoon Italia al MIA di Roma nello scorso ottobre.

In quell’occasione, la proposta lanciata da Cartoon Italia di creare distretti territoriali dell’animazione ha trovato – come era logico attendersi – Marche Film Commission tra i più entusiasti interlocutori. L’iniziativa di Cartoon Italia è stata per la film commission l’occasione giusta per concepire Animarche come un progetto complessivo, strutturale e non episodico, finalizzato a promuovere le Marche come terra d’animazione.

“Obiettivo del progetto è dar vita ad un “Distretto Regionale del Cinema di Animazione” “forte, qualificato e rilevabile”, anticipa Anna Olivucci, responsabile di Marche Film Commission – in grado di riconoscere innanzitutto identità territoriale unitaria alle realtà effettivamente operanti (e con successo) provenienti dalla regione Marche, e su questa strutturare una catena produttiva creativa che integri formazione, produzione e distribuzione/promozione, con una valorizzazione profonda complessiva del territorio e delle sue capacità autoriali ed imprenditoriali”.

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