LOMBARDIA/Un trend positivo

“Lanciare Milano come hub culturale per il cinema documentario”: questo, nelle parole del direttore generale Francesco Bizzarri, l’obiettivo perseguito da Visioni dal mondo, Festival internazionale del documentario che nel prossimo ottobre terrà la sua terza edizione.
Bizzarri produce documentari con la sua Frankie Show Biz: un lavoro, ma soprattutto una passione che ha incrociato analoghe motivazioni in Unicredit; l’istituto bancario ha inaugurato, due anni fa, la propria struttura espositiva (Unicredit Pavilion), ospitando il Festival.
Visioni dal mondo è “interamente dedicato ai film sociali d’ambientazione contemporanea, “spiega il direttore artistico Fabrizio Grosoli, con la vocazione di “promuovere il cinema documentario italiano”.
E infatti all’evento festivaliero si affianca Visioni Incontra, due giornate industry realizzate in collaborazione con Lombardia Film Commission, cui partecipano editor televisivi, circuiti cinema, piattaforme, produttori indipendenti, distributori in grado di supportare i progetti nello sviluppo finale con nanziamenti, preacquisti e distribuzione.
Lo stretto legame tra il Festival e le giornate industry, dove con la formula del pitch vengono presentati progetti italiani che sono già in fase di lavorazione, è confermato da uno dei premi, sponsorizzato da Rai Cinema, che assicura al film vincitore del concorso l’acquisizione dei diritti per le reti Rai.
Sono infatti nella distribuzione più che nella produzione le criticità maggiori che attraversa il documentario, anche se, per quanto concerne la sua circolazione in sala , “la tendenza è molto positiva”.
Una conferma viene da Wanted, creata a Milano da Anastasia Plazzotta assieme a Gianluigi Valentini nel 2014.
Plazzota comincia molto prima ad occuparsi di documentario, di produzione, e di distribuzione home video, con Feltrinelli Real Cinema.
Proprio da qui ha iniziato a fare esperimenti distributivi, con la formula degli eventi: “Abbiamo deciso di puntare sulla sala in modo non convenzionale, anche perché abbiamo imparato che il documentario va trattato in modo diverso”. Così Plazzotta tenta anche l’esperienza dell’esercizio.
L’occasione arriva da un bando del comune di Milano che permetteva ad alcuni progetti culturali che coinvolgessero la cittadinanza di essere ospitati per 40 giorni su una piattaforma di crowdfunding civico. “La campagna per un cinema alternativo come luogo di socializzazione e condivisione, con film in lingua originale, è andata a buon ne. Siamo arrivati all’obiettivo prefissato e il comune ha raddoppiato la cifra che ci è arrivata dalla rete: con 100 mila euro abbiamo acquistato, proiettore schermo, impianto audio, pagare il personale l’affitto dello spazio per il primo anno …”

La sala scelta è lo Spazio Tertulliano, in una zona della città sprovvista di cinema. “Le proiezioni sono partite a dicembre e comprendono tutti i weekend e alcuni giorni della settimana.”
Fra i titoli di punta, “I am not your negro”, uscito il 21 marzo con Feltrinelli Real Cinema in occasione della Giornata mondiale contro il razzismo, “Merci Patron” di François Ruffin (al cinema dal 4 maggio) il documentario campione d’incassi in Francia, che sarà proiettato in anteprima a Pordenone al festival “Le Voci dell’Inchiesta”, “festival con cui lavoriamo molto e dove, quest’anno abbiamo altri tre titoli in anteprima, il film sul flamenco “La Chana”, “China’s Van Gogh”, e “Tutti a casa”, il film sul Movimento 5 Stelle firmato dalla regista danese Lise Birk Pedersen.”

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