LOCATIONS CULTURALI/Prove di sistema

La valorizzazone del patrimonio culturale del nostro Paese attraverso il cinema e l’audiovisivo è una missione possibile ma molto impegnativa.
Una riflessione sul tema è stata fatta lo scorso marzo a Roma, nel seminario “Location culturali e audiovisivo: strumenti di valorizzazione, partnership Stato-territori e buone pratiche”, evento inserito nel calendario ufficiale della Settimana dell’Amministrazione Aperta organizzata dal Dipartimento della Funzione Pubblica.

L’incontro – organizzato da Italy for Movies, il portale nazionale delle location degli incentivi alla produzione audiovisiva, e moderato da Lorenzo Canova – era finalizzato ad aprire un confronto tra l’amministrazione pubblica centrale e le Film Commission quali interfaccia territoriali con gli operatori del settore. All’ordine del giorno la necessità di stabilire procedure in grado di facilitare il rapporto tra il mondo della produzione audiovisiva e i responsabili dei siti culturali.

Se non ci può esser valorizzazione senza tutela, come ha puntualizzato il neo DG Cinema Mario Turretta (forte della sua precedente esperienza nella direzione regionale dei Beni Culturali e Paesaggistici del Piemonte e del Consorzio delle residenze sabaude regionali nel Piemonte), e la valorizzazione culturale deve andare di pari passo con criteri certi di valorizzazione economica (“Stiamo, lavorando a una bozza di tariffario sulla concessione d’uso dei beni, con condizioni economiche minime derogabili”, ha anticipato Antonio Tarascodella DG Musei), occorre, hanno convenuto i relatori, armonizzare le istanze in regole chiare da presentare agli operatori audiovisivi. E’, questo, il compito del gruppo di lavoro nato in seno al Tavolo di Coordinamento Nazionale delle Film Commission, composto da Roma Lazio Film CommissionFilm Commission Regione Campania, e Film Commission Torino Piemonte.

Perchè, ha sottolineato la presidente di Italian Film Commissions Stefania Ippoliti, “parliamo la lingua dei nostri interlocutori, siamo una sorta di mediatori culturali” con il compito di far percepire che il nostro Paese non solo è bello ma possiede anche ottimi professionisti.

Maurizio Gemma (Film Commission Regione Campania) ha ribadito che il cinema “non si fa nei posti belli ma nei posti giusti”, esortando a “spalancare le porte” alle produzioni straniere perché la ricchezza di location culturali è quel che fa la differenza rispetto ai nostri competitor stranieri; Paolo Manera (Film Commission Torino Piemonte) ha raccontato l’esperienza del contest “I Savoia”: esempio di come una Film Commission possa stimolare progetti basati sulla promozione dei beni culturali.

Cristina Priarone, direttrice di Roma Lazio Film Commission, ha chiarito gli obiettivi del gruppo di lavoro: trasparenza del referente e della fruibilità del bene, tariffe modulate sull’entità del cliente, tempi di risposta rapidi. L’approdo è dare riferimenti chiari, fruibili, trasmissibili.
Ha poi insistito sulla necessità di lavorare ad una schedatura capillare dei siti, che non si limiti ai grandi attrattori ma valorizzi anche i piccoli borghi e, soprattutto, “che entri nel linguaggio audiovisivo”, mappi cioè i luoghi in modo tecnico.
Cristina Priarone porta in dote l’esperienza di Roma Lazio Film Commission, impegnata già da qualche anno nella strutturazione dell’offerta dei siti pubblici sul territorio regionale.

Con molta concretezza Italy for Movies ha fatto ripartire la ricognizione dal MiBAC, alla ricerca di buone pratiche e modelli da riproporre alla vasta galassia di Enti che in Italia gestiscono il patrimonio artistico e culturale.
Un solo dato, eloquente: il patrimonio gestito dal MiBAC rappresenta solo l’8,8% dei musei archeologici italiani pubblici e privati ( 478 su 4889).

Con altrettanta concretezza – contestualizzata in un più ampio dise- gno di collaborazione tra Italia e Cina – Maria Giuseppina TroccoliBruno Zambardino (DG Cinema) hanno annunciato l’imminente traduzione di Italy for Movies anche in lingua cinese.

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