L’Italia gioca in difesa. La Defense gioca in attacco

La prima sorpresa di “Shooting Trade Show”, la nuova sezione creata all’interno della settima edizione del Forum International Cinema & Letterature del Principato di Monaco, nello scorso marzo, è stata la presenza del Ministero della Difesa francese con un ufficio dedicato alle politiche audiovisive.
Anche in questo caso, lo Stato francese conferma “” nei fatti – di considerare l’audiovisivo un settore strategico per il proprio Paese.

Il bureau de la politique audiovisuelle du Ministère de la Défense è stata una delle “perle” della manifestazione, assieme alla SNF, le ferrovie di Francia.
Anche lì c’è un ufficio, “le pole Productions et Tournage”, che centralizza , coordina e orienta tutte le richieste delle produzioni, ponendosi come unico referente per le 4900 stazioni ferroviarie dell’esagono.


Non mi risulta che in Italia esista analoga attenzione all’audiovisivo da parte degli enti pubblici.


Di recente Cristina Priarone, responsabile di Roma & Lazio Film Commission, mi ha parlato dell’utilità  di un’azione di sensibilizzazione sulle location pubbliche.
Si tratta di un repertorio vastissimo: luoghi e immobili che sono sotto la tutela delle sovrintendenze, le zone militari, luoghi di proprietà  delle istituzioni religiose.
 Luoghi appetibili per le produzioni, sempre alla ricerca di ambientazioni inedite.

In questo periodo pre-elettorale il cinema torna alla ribalta delle cronache nella forma di appelli, lettere aperte al mondo della politica, accusato di indifferenza nei confronti della cultura.



Le Film Commissions hanno un’occasione: superare questo approccio “emergenziale” e suggerire che con il cinema si può anche guadagnare, e non solo in immagine.
Nella fattispecie, le Film Commissions potrebbero fornire il know how per creare, all’interno di questi enti, strutture dedicate ai servizi al cinema.


 


La seconda sorpresa di “Shooting Trade Show” è stata la generosa presenza delle Film Commission italiane.
Coinvolti dalla bontà  dell’idea “” aprire uno spazio alle Film Commission come terzo soggetto che dialoga con editori e scrittori da una parte e produttori e registi dall’altra “” gli italiani hanno partecipato all’evento in folta rappresentanza.
C’erano le delegazioni di Torino “” Piemonte Film Commission, di Roma & Lazio Film Commission, di Genova-Liguria Film Commission, il Consorzio Vicenza è, Italian Riviera Film Commission, il Centro Audiovisivi di Bolzano, e l’Associazione delle Film Commission Italiane.


 Gli italiani hanno apprezzato le potenzialità  di “Shooting Trade Show”: un contenitore che può diventare un importante appuntamento per l’Europa delle regioni.
Ma occorre “” è stato il commento unanime “” sviluppare maggiormente la presenza dei produttori europei oltre a quelli francesi, e soprattutto strutturare maggiormente le opportunità  d’incontro, che è quel che farebbe la differenza rispetto ad altri eventi internazionali certamente più “frequentati”, ma anche dispersivi.


Claire Breuvart, presidente del Forum, ha anticipato a Cinema & Video International: “Per la prossima edizione le Film Commission avranno l’opportunità  di ospitare nei loro stand editori, produttori e autori provenienti dalla propria regione, in modo da poter ottimizzare l’opportunità  di contatti che il Forum offre”.


La collaborazione può dare buoni frutti. Gli italiani, con la loro generosa partecipazione, si sono conquistati un ruolo influente nelle scelte future di “Shooting Trade Show”.


                                  PAOLO DI MAIRA

Nella sezione: Editoriale