L’EVENTO/Roma Fiction Fest 2010

di Adriana Marmiroli


Vigilia di MipTv, appuntamento fondamentale per definire e “rifinire” una manifestazione come il RomaFictionFest 2010.
Ancora lontane le date dello svolgimento, dal 5 al 10 luglio, per ora, della quarta edizione che verrà , sono state abbozzate solo alcune linee generali.
A partire dalla riconferma degli screenings e dei pitching che tante soddisfazioni hanno dato l’anno scorso sia agli organizzatori che agli invitati-buyer.

«Abbiamo appena spedito gli inviti e iniziato la selezione delle opere». Esordisce il direttore genenerale Michele Misuraca.
Lontani i tempi in cui poteva esserci un po’ di affanno a portare ospiti di riguardo al festival.
«L’appuntamento romano è ormai cosa acquisita. Ce ne rendiamo conto dall’atteggiamento delle star internazionali e dei network: non dobbiamo più spiegare chi siamo e cosa facciamo, e le risposte a partecipare sono subito positive».
Nello specifico, gli screenings, «si sono da subito dimostrati un’esperienza da ripetere».
Anche se magari con qualche messa a punto.
«Sulla prima edizione abbiamo raccolto solo pareri positivi, tutti entusiasti del perfetto mix tra aspetti artistici e business, per l’atmosfera rilassata, adatta a stringere rapporti migliori, amicali “” spiega il vicedirettore dell’area industry Kass Thomas Corbelli -. Stiamo pensando di portare le giornate del mercato a 4, volendo integrare tra loro pitching e screenings, sinergizzando mercato e incontri, e non separandoli come avevamo fatto l’anno passato. La crisi si sente dappertutto. Svolgere attività  come la nostra è molto utile al settore, ma non facile».


Per quanto riguarda l’aspetto più festivaliero, ovvero il pubblico, una novità  è già  stata definita.
Oltre alle solite location (Cinema Adriano, Auditorium della Conciliazione, mentre per quanto riguarda la Lumsa c’è ancora qualche punto interrogativo) quest’anno ci sarà  un «Villaggio della Fiction “” ci dice Misuraca -, che si distenderà  sul Lungotevere tra l’Auditorium e Castel Sant’Angelo già  una decina di giorni prima dell’avvio del festival: ci saranno incontri, concerti, stand in cui verranno mostrati all’opera i mestieri della fiction, i diversi aspetti produttivi di questo settore».


Per quanto riguarda il programma, tutto è ancora molto fluido.
Spiega il direttore artistico Steve Della Casa: «Abbiamo iniziato a trattare con Rai e Mediaset per le anteprime italiane, ma sono proprio le modalità  della programmazione televisiva “” in cui la messa in onda di una fiction si decide all’ultimo momento “” a rendere tutto indefinito. Tuttavia ci sono alcune produzioni che ci piacerebbe avere: “Le ragazze dello swing” di Zaccaro, “Le cose che restano” di Tavarelli, “Il peccato e la vergogna”, un progetto firmato da Samperi, “I Cesaroni” che da noi sono di casa. Di “Boris” ci piacerebbe tanto avere qualche anticipazione, ma il set del film apre a giugno, sarà  difficile che si possa vedere qualcosa. Magari un reel di scarti di girato delle serie passate”¦Â».
Sono desideri, non anticipazioni.
«Di certo c’è l’omaggio che vogliamo fare a tutta la carriera televisiva di Andrea Camilleri; da quando seguiva le produzioni in Rai negli anni 60 (“Maigret”, “Nero Wolfe”) in poi».
Sul fronte delle produzioni internazionali, determinanti saranno gli incontri di Cannes.
«Ma quasi sicuramente ci sarà  un omaggio importante a una major televisiva americana ».

Una novità  sarà  la suddivisione delle categorie del concorso, non più per “pezzatura” (tv movie, miniserie, lunga serialità ) ma per genere: drama, comedy e factual.
Per il resto non sono previste sostanziali differenze con l’edizione 2009, anche se il budget di previsione è stato definito quest’anno in 6,5 milioni di euro, di cui 5 circa perverranno dalla Fondazione Rossellini e il resto da sponsor privati e altri enti.
«Non è facile far quadrare il bilancio di una manifestazione come questa, ma il direttore artistico capisce benissimo le nostre esigenze», scherza Michele Misuraca, che ricorda come nel 2009 avesse avuto a disposizione 7.1 milioni di euro.
«Non si tratta di un taglio, quanto dell’effetto di una razionalizzazione delle voci. Per esempio: ci sarà  la novità  del Villaggio della Fiction, da cui però ci aspettiamo una pubblicità  indiretta a costo zero che ci permetta di diminuire il piano media. Inoltre quest’anno rinunceremo a portare in provincia il Festival: una spesa notevole e in questo momento superflua».

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