LE ALI SU MARZABOTTO

“Questa è la storia di Edward Enderby, un uomo che, come tanti della sua generazione, fu coinvolto dagli straordinari eventi della Seconda Guerra Mondiale. E’ un uomo che ha sofferto un trauma terribile, perdendo prima il suo amico più caro, poi l’amore della sua vita, la donna con cui intendeva passare il resto dei suoi giorni. Come pilota di aereo da combattimento, aveva volato su Malta e sull’Italia, e in seguito aveva combattuto con i partigiani sugli Appennini. Alla fine della guerra, era un uomo devastato. E aveva solo ventitrè anni”.
Con queste parole James Holland descrive il protagonista del suo romanzo “A pair of silver wings”, ispirato a una storia vera, e del film che da quest’ultimo sarà tratto, e di cui ha scritto la sceneggiatura.
Film che inizia nel 1995, quando Edward, in occasione delle celebrazioni per il cinquantenario della fine della seconda guerra mondiale, torna sui luoghi del suo passato traumatico dove finalmente farà i conti con se stesso. Un viaggio a ritroso, dall’Inghilterra, a Malta, all’Italia, in Emilia Romagna, fra Marzabotto, Casaglia e Montesole.

“Ognuno dei tre capitoli in cui è diviso il film, ha un diverso senso del colore: il grigio dell’Inghilterra in inverno; il calore della terra bruciata di Malta, durante l’assedio in cui si pativa la fame e la sete, e le montagne verdi dell’Italia, rigogliose di fiori, che danno un senso di vita, fertilità, speranza. In Italia il velivolo di Edward viene abbattuto nel 1944. E’ qui che conosce Carla, la donna che decide di sposare e che, quando in seguito gli viene portata via, provoca quello che oggi si chiama disordine da stress post-traumatico”. Spiega Alec Mackenzie, che produce il film per Silver Wings Film Ltd, con un budget di 10 milioni di sterline: “ Il film sarà una co-produzione con Filming in Malta di Katryna Samut Tagliaferro che lavorerà con noi attraverso la società di service maltese 2013 Productions, e con partner produttivi italiani”.

“Prima di approdare in Emilia – Romagna – continua Mackenzie – ci siamo messi on line alla ricerca di professionisti che conoscessero i luoghi, e abbiamo trovato Simone Bachini: gli abbiamo chiesto di essere il nostro line producer, e nei prossimi mesi lavoreremo con lui per trovare il co-produttore italiano. Intendiamo presentare presto la domanda di contributo a Emilia Romagna Film Commission. Nel frattempo, con l’aiuto della Film Commission, abbiamo richiesto il permesso di girare a Marzabotto, abbiamo incontrato il vice sindaco e ottenuto un’approvazione di principio. Perché diventi effettiva, dobbiamo incontrare i discendenti delle vittime e spiegare loro cosa stiamo facendo, e come faremo onore alla memoria dei loro cari, rappresentandoli con rispetto  e dignità. Tutti comunque sono stati molto gentili e interessati al fatto che il film venga realizzato.”

L’obiettivo è aver pronto il film per il 2020, anno del 75esimo anniversario della fine della seconda guerra mondiale.
Nonostante si tratti di un film romantico, ci saranno sequenze d’azione (per circa il 15%).
“Abbiamo ambizioni molto alte per queste scene, – aggiunge Mackenzie- Abbiamo messo assieme un team dal talento straordinario, in grado di filmare scene d’azione aerea del secondo conflitto mondiale eccezionalmente vivide e realistiche, mai viste al cinema prima d’ora; mentre ‘a terra’ restituiremo con accurato dettaglio cinematografico il dramma, l’orrore e le conseguenze emozionali della guerra.”

Il regista, Steven Hall, è alla sua opera prima, ma certamente non è un principiante, con la sua vasta esperienza di 39 lungometraggi (fra cui alcune hit al box office degli ultimi 25 anni, quali “Gladiator”, “Star Wars” o “FURY”) dove ha lavorato come direttore della fotografia per la seconda unità, con una profonda conoscenza degli effetti speciali più all’avanguardia.”
“Sono entusiasta di dirigere questo come mio primo film. Ho esperienza nel girare con effetti speciali, e mi sento pronto per fare un film straordinario. –Spiega Steven Hall.- Edward Enderby è, per molto versi, il leitmotif di quell’incredibile generazione che ha sofferto così tanto e che, in gran parte, sopportò quell’esperienza con una modestia strabiliante. Il luogo reale, dove filmeremo alcune scene chiave, è immensamente bello, e allo stesso tempo conserva un’atmosfera spettrale, che è misteriosamente palpabile.”

“Vorremmo iniziare le riprese intorno al 25 marzo nel Regno Unito, poi spostarci in Italia verso la fine di aprile per tre o quattro settimane, e infine a Malta, per circa 6 settimane”, anticipa Mackenzie: “Abbiamo selezionato una casa di campagna a Monte Sole, in stato di abbandono, perfetta per le scene ambientate nel 1995. Poi la restaureremo per riportarla allo stato in cui era negli anni ’40. Vorremmo anche ricostruire il cimitero di Casaglia, visto che non possiamo usare la location vera e propria; il resto del set sarà sulle montagne, dove si nascondevano i partigiani. Per le scene più grandiose, con le battaglie dei partigiani sulle montagne, avremo bisogno di qualcosa come 100 attori, e per questo contiamo molto sul lavoro di Simone Bachini: ciò che ha fatto ne “L’uomo che verrà” era molto bello e ci piacerebbe ripetere qualcosa del genere.”

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