LA PERCEZIONE DEI GIOVANI

Tornare sulla ricerca “I giovani italiani e il cinema” realizzata dall’Istituto Toniolo per la Fondazione Ente dello Spettacolo  è utile, ad oltre un mese di distanza dalla presentazione dei risultati, perché nei dati ci sono interessanti indicazioni di lavoro.

Tra le indicazioni da approfondire c’è, a mio avviso, quella concernente il prezzo del biglietto, considerato troppo alto da quasi la metà dei giovani intervistati: un dato significativo perché indica una percezione e non un fatto.
Se, infatti, in termini assoluti il costo del biglietto è rimasto praticamente invariato da oltre un decennio ed è tra i più bassi confrontato con altre forme di intrattenimento, è tuttavia comprensibile che venga percepito troppo alto in rapporto all’accresciuta varietà dell’offerta e, nello specifico, nel confronto con altre modalità di fruizione del film.

Che sia la maggior ricchezza dell’offerta a rendere meno competitivo il film in sala (non il costo in assoluto), lo conferma il fatto che (sempre scorrendo i dati della ricerca) il problema del prezzo sia più avvertito al nord (utenza più “ricca”) che al sud d’Italia.

Altre indicazioni prodotte dalla ricerca – oltre alla preferenza per il blockbuster americano, la prevalenza di fruizioni alternative alla sala, e, nel caso che sia pre- ferita la sala, la scelta di sale tecnologicamente più attrezzate, i social network quale fonte privilegiata d’informazione – esprimono una tendenza non nuova.
E’ una tendenza che conferma la predominanza del “mercato” quale “agenzia educativa”.

Considerato che la partenza e l’approdo della ricerca sono la fruizione giovanile del cinema in sala, le indicazioni portano alla necessità, da parte dell’istituzione e delle associazioni di categoria, di lavorare per recuperare almeno in parte questo ruolo guida ormai quasi completamente delegato al mercato.

Credo che sia necessario ma non sufficiente lavorare sui contenuti (i film) e sui contenitori (le sale), e che occorrerebbe agire con più determinazione sulla co- municazione – bene la politica dei prezzi se unita alla valorizzazione dell’unicità dello spettacolo in sala, pena l’appiattimento su altri prodotti merceologici – e sull’alfabetizzazione, sull’educazione alla fruizione del film.
Lavorare, cioè, sulla percezione che i giovani italiani hanno del cinema in sala.
Il mercato ci sussurra che tutto è più semplice, la conoscenza, al contrario, ci svela la complessità delle cose.

E’ per questo che abbiamo cercato di recuperare la densità del tema dedicando alla ricerca uno spazio di riflessione con interventi qualificati.
Disegnando un percorso che, dalla metodologia della ricerca (Rita Bichi), attraversa la sala (Luigi Cuciniello) si interroga sul valore del prodotto (Francesca Cima) richiama all’urgenza di azioni educative da parte delle istituzioni (Antonio Urrata), e individua possibili strategie di mercato (Bruno Zambardino).

Nella sezione: Editoriale