LA PAROLA AI GIURATI

foto di Katja Goljat e Matjaz Rust

Il regista slovacco Peter Kerekes è tornato a WEMW come giurato due anni dopo la partecipazione al pitch del 2016 con il progetto “Whishing on a star” (realizzato dalla Videomante di Erica Barbiani e da lui co-prodotto con la sua Peter Kerekes Film insieme all’austriaca Mischief), che vinse quell’edizione: “Il mercato è cresciuto ancora, in professionalità e serietà, – commenta,- e sono felice di poter annunciare che il primo febbraio inizieremo le riprese del documentario.”


When East Meets West si è sempre distinto per l‘importanza, in termini di spazio e qualità, data ai documentari.
Lo ha notato Simon Ofenloch, anche lui in giuria e per la prima volta a WEMW. E’ curioso, perché Ofenloch per professione ha a che fare principalmente con i lungometraggi di finzione, essendo Commissioning Editor di ZDF/ARTE nel reparto fiction feature: “devo dire che mi ha colpito particolarmente la selezione dei progetti di documentario, per la rilevanza dei temi trattati e per la capacità degli autori di arrivare davvero vicino a certe situazioni, e a microcosmi che rappresentano problemi universali.”


Per la prima volta a When East Meets West anche Georges Goldenstern, di Cinéfondation, la sezione parallela del Festival di Cannes creata per supportare i giovani filmmakers: “Ho trovato una selezione di progetti particolarmente forte, e ho avuto la possibilità di incontrare moltissimi nuovi produttori. Credo che per il nostro lavoro di giurati sia fondamentale avere presenti i precedenti lavori degli autori di cui poi vedremo i pitching. Per questo ho guardato molto attentamente tutti i link che ci erano stati inviati: non tutti sono a proprio agio a fare una presentazione di fronte a una sala così piena di professionisti, ed è doveroso bilanciare la performance con il curriculum.”

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