LA MIGLIORE OFFERTA AL MIPCOM

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Il film commission day – una delle novità per noi più interessanti del Mipcom 2014 – è per l’audiovisivo italiano un’occasione per presentarsi con la “cassetta degli attrezzi” più pesante: la metafora è di Bruno Zambardino, che nell’articolo pubblicato nelle pagine interne espone i più recenti strumenti offerti ai produttori stranieri che intendono girare in Italia.
Comincia dal tax credit, ora esteso all’intera filiera audiovisiva (non solo cinema ma anche prodotti per la tv e il web, documentari e animazione), sottolineando, opportunamente, che il limite di budget per poter accedere al credito d’imposta è stato raddoppiato (da 5 a 10 milioni di euro) a beneficio delle produzioni esecutive che stringono accordi con le produzioni straniere che scelgono di girare in Italia.
E conclude, Zambardino, con le Film Commission regionali, ottimi consulenti per orientare le scelte dei produttori cinematografici e televisivi in una terra molto apprezzata per godere la bellezza del paesaggio e la bontà del cibo e del vino, ma non abbastanza (finora) per girarci un film o una serie tv o uno spot pubblicitario.

Sempre all’interno del fascicolo, nel dar conto dei servizi e delle “missioni”delle principali film commission italiane, proponiamo una riflessione su quel che sta accadendo nella parte d’Italia che comprende Friuli Venezia Giulia, Trentino e Alto Adige, dove le rispettive film commission hanno iniziato, da un paio d’anni, a condividere alcuni dei progetti audiovisivi cui offrono i servizi, mostrando nella pratica una voglia di collaborazione difficilmente riscontrabile tra le altre regioni italiane.

Il fenomeno è interessante perché imprime contestualmente una spinta, verso nord e verso est, dentro la nuova Europa: questa energia centrifuga trova conferma nell’alto numero – alto rispetto alla media del resto d’Italia – di coproduzioni e produzioni europee che girano in queste terre.
Se, poi, si considera la propensione, sempre più visibile, a sviluppare forme di cooperazione transfrontaliera (è il caso di Re-ACT, accordo siglato recentemente tra Friuli Venezia Giulia, Slovenia e Croazia) l’ottimizzazione delle risorse, cercata dalle film commission di Alto Adige Trentino e Friuli Venezia Giulia, appare essere parte di un percorso che non si ferma all’obiettivo della “migliore offerta”.

Nella sezione: Editoriale