INTERNAZIONALIZZAZIONE/Il Bel Canto sulla via della Seta

Hai He, the Soprano from the Silk Road”, documentario diretto da Niccolò Bruna e Andrea Prandstraller, attualmente in post-produzione, è un caso interessante perché ha provato a costruire “un ponte tra due culture”, tra Cina e Italia.
Lo sottolinea con orgoglio Agnese Fontana, oltre 20 anni di esperienza produttiva, co-produttrice, tra gli altri, di “Cesare deve morire” dei Fratelli Taviani, vincitore dell’Orso d’Oro alla Berlinale 2012, e attualmente Presidente dell’Associazione dei Documentaristi Italiani – Doc/it.
“Il progetto -racconta la produttrice- nasce da un precedente lavoro fatto all’Arena di Verona per la realizzazione del documentario “Magicarena”, nel 2013. Abbiamo incontrato una grande Soprano, Hui He, e con il mio socio Rosario Di Girolamo ci siamo appassionati alla sua storia. Ci interessava in particolare capire perché Hui He ha scelto di esprimersi in una disciplina artistica, l’Opera Lirica, che non appartiene alla sua cultura e che è parte della nostra identità culturale”.
Il film segue Hui He nei maggiori teatri d’opera del mondo, Pechino, Roma, Oslo, Parigi, Verona e Palermo e nel conservatorio di Xi’an, dove si è formata, alla ricerca di quel che unisce due sensibilità e culture apparentemente così diverse e distanti, in un percorso simile a quello della Via della Seta.

Una storia interessante è anche quella concernente la pratica produttiva: si tratta di una co-produzione paritetica (budget 645 mila euro) tra Agnese Fontana per Le Talee (IT) e Duan Peng per Sunnyway Culture Media Co. (CHN), ugualmente divise le giornate di ripresa tra Europa e Cina, così come la ripartizione dei territori per le vendite estere.
“Hui He, the Soprano from the Silk Road” ha avuto il sostegno del Mi- BACT, di Regione Sicilia e Regione Lazio ed ha usufruito del Tax Credit. Sarà pronto per l’estate, Agnese Fontana spera di presentarlo a Venezia o al Silk Road International Film Festival. “ Finger crossed!”, aggiunge.

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