INTERNAZIONALIZZAZIONE2/Molti attori, una sola regia

Internazionalizzazione: parola molto lunga per un’attività tanto complessa quanto preziosa per il nostro audiovisivo, la cui salute non può ormai prescindere da un’adeguata presenza sui mercati internazionali. Di internazionalizzazione abbiamo parlato con Roberto Stabile, responsabile delle relazioni internazionali ANICA e coordinatore dei desk audiovisivi ICE nel mondo.
“Per l’attività internazionale dell’audiovisivo italiano – premette Stabile – si seguono, come approccio metodologico, le linee dettate dalla Cabina di Regia per l’ Internazionalizzazione, che è lo strumento operativo che coordina le politiche del Paese su questo tema: è co-presieduta dai Ministri di Esteri e Sviluppo Economico, e vi partecipano Ministri MiBAC, Economia e Finanze, Politiche Agricole e Forestali, e tutta una serie di altre entità interessate.
In questa sede vengono messe a sistema le iniziative per la promozione e penetrazione sui mercati esteri, concentrando le risorse finanziarie verso obiettivi condivisi e specifici

La “Regia” è un concetto familiare al settore. Quali sono le linee stra- tegiche messe a punto?
Tutta la attività di internazionalizzazione avviene secondo tre linee portanti:
 Vendita di prodotto italiano finito all’estero: organizzando stand nei mercati, favorendo la presenza dei venditori all’estero, promuovendo il Fondo per i distributori esteri;
 Sviluppo di coproduzione tra i nostri produttori e gli stranieri: promuovendo incontri di coproduzione, favorendo la presenza dei nostri produttori nei principali festival e mercati, creando negli stessi dei Focus dedicati all’Italia.
 Attrazione in Italia di produzioni straniere: favorendo la presentazione degli incentivi che lo Stato e le Regioni mettono in campo, promuovendo le bellezze del territorio e i servizi offerti dalla capillare ed efficace rete di Film Commission, la eccellenza delle nostre maestranze e il recupero e rilancio, da parte dello Stato, degli Studi di Cinecittà.

Quali azioni sono state sviluppate?
Tra le priorità evidenziate nell’ultima riunione della cabina di regia (11settembre 2018), vi è lo stimolo ad operare nei mercati dal grande potenziale, con particolare attenzione a Cina, India e Russia, ma anche ai mercati maturi, quali USA ed Europa.
Si è ribadita l’importanza della promozione integrata tra i vari settori della nostra produzione nazionale, sotto il Marchio Italia.
Inoltre abbiamo messo a punto tutta una serie di attività nei Paesi dell’ America Latina, alla luce dell’ingresso dell’ Italia nel Fondo di coproduzione Ibermedia, volte a rafforzare la presenza italiana in tutti i festival e mercati dei Paesi aderenti al Fondo stesso.
Si è infine ritenuto importantissimo dedicare una attenzione particolare alla Cina, impostando un vero e proprio progetto Cina, che si svolge su base pluriennale.

In base a cosa sono state definite le priorità?
Si è istituito un Tavolo di coordinamento della attività di internazionalizzazione, che vede riunite tutte le principali sigle rappresentative del settore audiovisivo italiano, dove vengono raccolte le istanze di tutte le componenti e definiti progetti di azione, sempre in linea con le indicazioni della Cabina di regia. Una volta definiti i programmi vengono individuate le risorse, messe in campo da MiSE e MiBAC.

Con quale criterio vengono stanziate le risorse?
La principale novità è che le risorse sorgono dalle necessità, al contrario del passato, quando si stabilivano prima le somme e dopo si decideva come spenderle. Altro importante fattore di innovazione ed efficientamento è che con il coordinamento si riesce meglio ad organizzare i programmi, evitando sprechi e duplicazioni: le sinergie create permettono infatti di evitare sovrapposizioni e sopratutto di presentarsi all’estero con un approccio più sistemico

Fare sistema: finora è stato un auspicio più che un fatto. E’ cambiato qualcosa?
Grazie alla grande intesa personale, oltre che alla competenza e dispo- nibilità dei Sottosegretari di riferimento, Borgonzoni per il MiBAC e Geraci per il MiSE, è sempre più facile elaborare progetti e trovarne le coperture finanziarie, in modo da portare il Sistema audiovisivo italiano ad importanti livelli in ambito internazionale, grazie poi al supporto di Istituto Luce e di ICE e con la collaborazione dei privati.

In cosa consiste la collaborazione dei privati?
Nella gestione dei Fondi il privato offre expertise ed agilità di movimento, oltre che know how e conoscenza dei mercati, mentre il pubblico garan- tisce trasparenza ed imparzialità nella gestione delle risorse pubbliche. Grazie poi ad ICE, si è potuta creare tutta una serie di Desk audiovisivi, in giro per il mondo, in tutte le sedi estere, dei Paesi in cui l’audiovisivo ha una certa rilevanza, mentre le Associazioni hanno delegato un proprio rappresentante che ha il compito di formare e gestire, coordinandone la attività al servizio di tutti gli operatori, i vari Desk.
Da ultimo, va sottolineata la sempre crescente importanza del MIA, il Mercato Internazionale dell’Audiovisivo organizzato da ANICA e APA, finanziato dal MiSE e in parte anche dal MiBAC, che è il mercato di riferimento italiano e sempre più piattaforma di commercializzazione dei prodotti Cinema, TV e Documentari. Ottimo esempio della collaborazione tra pubblico e privato .

Le realtà coinvolte sono sempre più numerose, non crede che occorra un’Agenzia ad hoc cui facciano capo tutte le attività?
Anche se l’Italia non ha ancora una Agenzia per la promozione dell’Audiovisivo italiano nel mondo, il Sistema funziona in modo sempre più unitario ed inizia ad attirare l’attenzione degli organismi esteri, che cominciano a guardarci con un certo “sospetto”, trovandoci ormai presenti in quasi tutti i mercati, protagonisti ovunque, e con mezzi sempre più consistenti e azioni sempre più incisive.
Per quanto concerne i soggetti coinvolti, posso aggiungerne altri due.
Da quest’ anno, nelle iniziative a Cannes, si è unito Enit, con cui sono allo studio iniziative di più ampio respiro per la promozione del Turismo attraverso l’audiovisivo.
Si stanno mettendo a punto, inoltre, collaborazioni con la Siae per coinvolgere anche il processo creativo, ovvero gli autori, nella promozione dell’industria audiovisiva italiana nel mondo.

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