Il Talento e le Idee

“Tir” di Alberto Fasulo ha conquistato il Marc’Aurelio d’Oro per il miglior film dell’ottava edizione del Festival internazionale del Film di roma.
E’ una grande soddisfazione per Cinema & Video international che ha colto in anticipo la portata del progetto, e nel numero dedicato al Festival di Roma ha dato a “Tir” la copertina e tutto il supporto informativo e promozionale che era nelle sue forze dare.

“Tir” è apparso a chi scrive un bell’esempio di cinema dove una condizione esistenziale, la separazione dagli affetti, cresce di senso all’interno di una condizione sociale che assimila l’umanità delle persone alla logica delle merci.
“Tir” è un film di respiro europeo, e non stupisce che il suo valore, sfuggito alla maggior parte dei critici nostrani, sia stato invece colto dalla stampa internazionale.

Ma forse è più interessante – lo è per i lettori di questa rivista – sottolineare che il film, per la qualità del lavoro di cui è frutto, è la punta di diamante di una nuova generazione di cineasti italiani. Quelli che – costretti a fare di necessità virtù – vanno a cercare i soldi dentro e fuori dell’italia in contesti dove le idee il rigore e la professionalità hanno il punteggio più alto.

Mentre prosegue il suo viaggio nei Festival (il prossimo sarà quello di Belfort in Francia, dove verrà presentato il 6 dicembre) il film di Alberto Fasulo si sta preparando ad affrontare la prova più ardua, quella della distribuzione in sala, che in italia è prevista tra gennaio e febbraio del prossimo anno ad opera di Tucker Film.
Va detto anche, per inciso, che quello degli autotrasportatori è un tema destinato a tornare di grande attualità: già alcuni servizi giornalistici sulla carta stampata e in tv hanno collega- to il film allo sciopero proclamato per il prossimo 9 dicembre dalle associazioni dei camionisti, che si preannuncia simile, per gli effetti, a quello che paralizzò l’italia nel 2007.
Credo che la forza del tema dovrebbe consentire a “Tir” di intercettare un pubblico che non è circoscrivibile a quello delle “sale Cinetel”, ma che appartiene a quella fetta crescente di società civile che fa sempre più domande e attende risposte, anche dal cinema.

E’ a buon punto, nella ricerca del nuovo pubblico, La Sarraz di Alessandro Borrelli, compagnia di produzione indipendente che per il film “ Dal profondo” di Valentina Pedicini, vincitore di prospettive DOC a roma, può contare su un circuito di una quarantina di sale in tutta italia pazientemente costruito puntando essenzialmente sull’attualità dei temi dei film e la loro aderenza al territorio.
Nel film “Dal profondo” ce ne sono in abbondanza: il lavoro, la crisi , la disoccupazione, e naturalmente la donna, protagonista nel documentario. Ne scriviamo all’interno del fascicolo.

Ma l’attualità, alla vigilia delle Giornate Professionali di Cinema, cui questo numero è dedicato, è dominata dal fenomeno “Zalone”, protagonista di “Sole a Catinelle”. La commedia ha polverizzato ogni record, piazzandosi come il film italiano di maggior incasso di tutti i tempi; cosa che, inevitabilmente, andrà a “drogare” la quota di mercato occupata quest’anno dal nostro cinema.
Non per rovinare la festa, ma per non rimuovere i tanti nodi irrisolti del cinema italiano. Li affronta, nelle pagine che seguono, l’analisi di Bruno Zambardino. Probabilmente anche di questo si parlerà a Sorrento, durante le Giornate, oltre che dei nuovi listni delle case di distribuzione, cui diamo ampio spazio all’interno di questo numero.

Nella sezione: Editoriale