IL PUNTO DI VISTA ESTERNO

Questo numero apre con un argomento nuovo per Cinema & Video International: il branded content, tema al centro del convegno organizzato nel capoluogo piemontese da Film Commission Torino Piemonte nello scorso novembre.

Branded content è un contenuto – solitamente audiovisivo – attraverso cui le aziende (i brand) raccontano in prima persona. Rappresenta una evoluzione del product placement e disegna la tendenza più avanzata della comunicazione aziendale.

Il legame con il mondo del cinema è forte, perché a differenza di uno spot pubblicitario o di una sponsorizzazione, qui c’è da raccontare una storia, che è il mestiere di chi fa cinema.
La propensione delle aziende a utilizzare questo format, non direttamente finalizzato alla vendita ma pensato per comunicare i valori del brand, al momento è soprattutto un affare per grandi marche e per produzioni multinazionali.
Ma può diventare – questa è stata l’intuizione della Film Commission piemontese– un’ottima cerniera tra il tessuto produttivo del territorio e l’industria audiovisiva.

Il fenomeno è interessante. Provo a sintetizzarne le ragioni.
Una ragione è che questa tendenza favorisce l’afflusso di nuovi capitali sull’industria audiovisiva.
Un’altra ragione è che il branded content può aiutare a superare l’antica diffidenza tra il mondo dell’imprenditoria e il mondo del cinema, facilitare il dialogo, con la conseguente, positiva, ricaduta sulla creatività di entrambi i comparti.
Infine, non va sottovalutato il fatto che questo format, attualmente dominio di grosse produzioni, può rappresentare anche per i piccoli produttori e filmakers un’opportunità complementare o propedeutica al fare cinema, l’opportunità di (imparare a raccontare storie).

Il cinema al cinema torna ad essere protagonista a Sorrento, dove il 1° dicem- bre aprirà la 37° edizione delle Giornate Professionali di cinema.
Oltre ad anticipare i film che vedremo in sala nel 2015, le Giornate si troveranno a dover archiviare un altro anno con il segno meno, più marcato del 2013, sia in termini d’incassi che di pubblico.

Gli argomenti del confronto tra esercenti e distributori si trascinano da vecchi tormentoni come la qualità e quantità del prodotto e l’allungamento della stagione, a più nuove questioni, come la multiprogrammazione, passando per l’unanime e politicamente corretta preoccupazione per la vita difficile delle sale di città.

L’auspicio è che il neo eletto presidente ANEC, Luigi Cuciniello, possa portare nel confronto elementi di novità.
Fa ben sperare non tanto la sua conoscenza del mondo dell’esercizio, quanto la sua ultra decennale esperienza maturata nella Biennale di Venezia.

Il punto di vista esterno è molto spesso la chiave del cambiamento.

Nella sezione: Editoriale