GIRARE IN CAMPANIA/Napoli svelata

Sono stati presentati 10 film made in Campania alla Mostra del Cinema di Venezia, a salutare la fine di un’estate vivacizzata da set nazionali e internazionali, e l’inizio di un autunno che si dimostra altrettanto denso di produzioni.
Moltissimi i registi partenopei impegnati sul set nel mese di settembre: Mario Martone con “Capri Batterie”, Vincenzo Salemme con “Una festa esagerata”, Antonio Capuano con “Achille Tarallo”, Lello Arena con “Finalmente sposi”. E mentre Gabriele Muccino ha portato a Ischia il set de “L’isola che non c’è”, la Costiera Amalfitana ospita Kevin Spacey, nei panni dello scrittore americano Gore Vidal nel suo rifugio d’elezione: Villa Rondinaia a Ravello. Dopo 15 anni di abbandono, la magnifica villa è tornata a nuova vita grazie a “Gore”, il film di Michael Hoffman prodotto per Netflix (attraverso Sympathetic Ink e con la produzione esecutiva di Mestiere Cinema):

“Un restauro scenografico, non strutturale, – spiega Enrico Ballarin di Mestiere Cinema, che abbiamo intervistato nel corso delle riprese – anche se molti degli interventi restano alla proprietà: abbiamo provveduto a dipingere gli ambienti utilizzati, alla riattivazione della piscina, dell’impianto idrico, elettrico, abbiamo fatto grandi opere di giardinaggio… il tutto utilizzando quasi esclusivamente imprese locali.”
Dopo una decina di giorni a Roma, il 30 agosto la troupe si è trasferita in Costiera Amalfitana.
A Cetara, “un borgo molto affascinante, ma più gestibile di Amalfi , che era indicato in sceneggiatura, poiché non altrettanto famosa.”
Tutta la Costiera in realtà è zona ad alta densità turistica, soprattutto nella stagione estiva: “Avevamo le date bloccate dal protagonista, Kevin Spacey, che in primavera era impegnato con le riprese di “House of Cards”. Per questo abbiamo dovuto contare sull’aiuto della Film Commission: non era facile trovare un alloggio ad una troupe che certi giorni sfiora anche le 130 persone.”
Un buon 30% sono maestranze locali: “La loro disponibilità non era scontata – aggiunge Ballarin – perché nel periodo che abbiamo scelto, la maggior parte era impegnata in un’altra grande produzione, quella della serie tv tratta dai libri di Elena Ferrante.” (“The Neapolitan Novels” di Saverio Costanzo, prodotta da Wildside e Fandango).
Il supporto di Film Commission ha riguardato poi i rapporti istituzionali con i vari comuni interessati dalle riprese (“Cetara, Ravello, Maiori, Capri, dove giriamo a Villa Jovis, Napoli, dove è prevista una giornata di riprese al Museo Archelogico), il Polo Museale della Campania (per Villa Jovis) e la direzione del MANN.
A parte l’affollamento turistico e produttivo, commenta Ballarin, “la lavorazione si svolge in un clima molto piacevole, l’accoglienza sul territorio è stata ottima. Anche i rapporti con Netflix sono ‘idilliaci’, è un partner prezioso, che lascia libertà assoluta” (Prima di “Gore” Netflix aveva già girato in Campania parte della serie “Sense 8” con la produzione esecutiva italiana di Italy Film Production Consultants .)
Anche se prodotto da un big come Netflix, il budget è quello di un film indipendente hollywoodiano “attorno agli 11 milioni di euro”.
La produzione ha fatto richiesta di finanziamento al nuovo fondo della Regione Campania: “un contributo determinante, -conclude Ballarin, – attendiamo duciosi perché il film, la cui lavorazione si è svolta per l’80% in Campania, ha le caratteristiche necessarie a ‘guadagnarsi’ il finanziamento, e produrrà un’importante ricaduta sul territorio.” [ndr il decreto con l’assegnazione del contributo di 200.000 euro a Gore è uscito lunedì 18 settembre]

Un’altra villa di Ravello, Villa Cimbrone, è stata protagonista di “The Trip to Italy”, film girato da Michael Winterbottom nel 2013 e prodotto dalla sua Revolution Films per BBC. Protagonisti, i comici Steve Coogan and Rob Brydon, che Melissa Parmenter, produttrice del film, definisce “la versione inglese di Benigni e Troisi” che interpretano se stessi in giro per l’Italia a recensire ristoranti. Oltre al pernottamento a Villa Cimbrone e al passaggio in Costiera Amalfitana, i due hanno fatto sosta al ristorante Le Relais Blu a Massa Lubrense e poi a Pompei, al Cimitero delle Fontanelle di Napoli, “per l’accesso ai siti archeologici è stato fonda- mentale l’assistenza della Film Commission, e anche per il coordinamento con i vigili nelle scene ambientate nelle stradine strette di Napoli e della costiera dove i due attori giravano a bordo di una Mini Cooper”.
Oltre a “Gore” e “ e trip to Italy” sono tanti i film internazionali girati con il supporto della Film Commission dal 2005 ad oggi: blockbuster (“The Man from U.N.C.L.E.” di Guy Ritchie, “Eat Pray Love” di Ryan Murphy, “Angeli e demoni” di Ron Howard); film d’autore (“Apres Mai” di Olivier Assayas;, “Love is all you need” di Susan Bier, “Passione” di John Turturro), e alcune produzioni indiane (“Herogiri” di Ravi Kinagi, “Andhagadu” di Veligonda Srinivas e “Jaggu Dada” di Raghvendra Hegre).

Hanno lavorato molto in Campania anche alcuni dei registi italiani più celebri all’estero: il napoletano Paolo Sorrentino, forse il più noto e premiato a livello internazionale, ha girato qui i suoi primi film, e “L’amico di famiglia” e “Il Divo” con il supporto di FCRC; lo stesso vale per il già citato Mario Martone (ha girato qui anche “Il Giovane Favoloso” e “Noi credevamo”).

Gianni Amelio ha ambientato a Napoli “La Tenerezza” nel 2016, e Matteo Garrone, che ha girato quasi tutti i suoi lm in Campania, fra cui i più recenti “Gomorra” e “Reality”, inizierà a novembre le riprese del suo “Dogman”, prodotto da Archimede Film, mentre è in preparazione un altro film italiano di rilievo internazionale: “La Paranza dei Bambini” con cui Claudio Giovannesi adatta per il cinema il terzo romanzo di Roberto Saviano.

Molta acqua sotto i ponti (e molti film) sono passati dai primi passi del 2005 ad oggi. La produttrice Tilde Corsi, che assieme al socio (in R&C Produzioni) Gianni Romoli, è tornata a Napoli questa primavera dopo quattordici anni, vanta due primati: è stata fra i primi a girare a Scampia, quando la Film Commission era solo un’idea nella testa di Maurizio Gemma.
“Ho conosciuto Maurizio quando cercava di metter su la film commission nel 2003, e noi giravamo “Vento di Terra”, il secondo film di Vincenzo Marra, alle Vele” (luogo che poi è diventato celebre in tutto il mondo grazie a “Gomorra la Serie”, di cui quest’anno si è girata la terza stagione, di prossima uscita).
Il secondo primato rivendicato da Tilde Corsi è che il nuovo lm di Ozpetek, “Napoli Velata”, da lei prodotto, sarà il primo film che ha beneficiato del nuovo fondo di FCRC a uscire al cinema, il 28 dicembre, con Warner.
La Napoli che ha ritrovato è completamente diversa, non soltanto per le locations, che questa volta sono ben lontane dalle periferie.

Racconta: “ho riscoperto una città moderna, che però ha conservato tutta la sua parte tradizionale, antica, sia nelle bellezze che nel calore delle persone. Napoli è una metropoli con lo stesso impatto professionale di Roma, c’è un’industria fatta di professionalità di lunga data, e si respira una grande voglia di fare e di esserci.”
Rincara la dose Rocco Messere, line producer del film: “qui c’è una tradizione di produzione decennale, penso alle produzioni Rai come “Un posto al sole”, ma anche ai film d’autore, da Marra, a Martone. Una città professionalmente matura e abituata al cinema, ma che non ha perso l’entusiasmo dell’accoglienza nei confronti dei set.”
Specialmente quello di Ferzan Ozpetek che con la città ha un rapporto molto intenso da quando, spiegano Corsi e Messere, ha curato la regia della Traviata al San Carlo “ è da qui che ha tratto l’ispirazione per questo film. Lui voleva una Napoli non cartolina, dove i luoghi simbolo non sono mai al centro della scena, ma si trovano nell’inquadratura in maniera quasi accidentale, fanno parte delle cose, della storia.”
Fra queste Messere cita la galleria Principe di Napoli, il Museo Archeologico, l’ex conservatorio di Santa Fede Liberata, uno spazio occupato e valorizzato dal comune come centro di aggregazione alternativa del quartiere, la cappella di San Severo, la Farmacia degli Incurabili, “dove abbiamo riallestito il sistema di illuminazione”.
E ancora il rione Sanità, piazza San Domenico Maggiore, Piazza del Gesù, piazza Bellini…“Luoghi che di solito non vengono concessi molto facilmente, ma dove non abbiamo avuto di coltà, sia per il grande amore che la città ha per Ferzan, sia per il continuo lavoro di mediazione della film commission, che ha seguito passo passo tutte le evoluzioni del piano di lavorazione e ci ha evitato intoppi. Napoli è un enorme vortice se lo guardi da fuori, un carrozzone che ti intimorisce, poi però, quando ti ci butti dentro, ci trovi un ordine meraviglioso.”
Il film ha beneficiato di 200 mila euro del fondo regionale: “il massimo, perché è interamente ambientato a Napoli, ha la città anche nel titolo, e molti attori di prima categoria napoletani, come Peppe Barra, Anna Bonaiuto, Lina Sastri, Luisa Ranieri. Abbiamo utilizzato, inoltre, 500 comparse, e oltre metà del cast tecnico era composto da professionisti locali.” Il film sarà presentato ai buyers internazionali all’American Film Market dal distributore internazionale, True Colours, che vende all’estero anche un altro film made in Campania: “Indivisibili” di Edoardo De Angelis (attualmente in distribuzione negli USA).

Oltre alla seconda serie de “I Bastardi di Pizzofalcone” di Alessandro D’Alatri (produzione Clemart con Rai Fiction), diverse produzioni televisive straniere hanno scelto la Campania: uno yacht ormeggiato al Molo Luisa a Mergellina è il set del celebre reality show americano “Below Deck”, di Bravo Network. Le riprese si concludono il 17 ottobre, e coinvolgono anche Capri, Ischia, Sorrento, Positano, Amal e Napoli.

“Ho fatto molto location scouting nel Mediterraneo negli ultimi anni, visto che ambientiamo ogni stagione in un luogo diverso,-spiega Dan Volpe, produttore dello show per 51 Minds Entertainment, – mi sono innamorato di Napoli e della Costiera, e già l’anno scorso avevo idea di girare qui. La Film Commission si è resa subito disponibile, presentandoci Massimo, il proprietario del Molo Luisa, un grande esperto di yacht, che ci ha aiutato molto a capire dove potevamo portare il nostro yatch, parcheggiarlo, quali sono le regole…
Poi abbiamo dovuto rimandare perché eravamo un po’ stretti con i tempi, e questo è un territorio forse più caotico degli altri, che ha bisogno di una maggiore organizzazione.
Ma lavorare qui è stata una sfida meravigliosa, grazie anche al prezioso aiuto di Panorama Films (la produzione esecutiva italiana n.d.r.): Napoli è una città elettrica, oltre a regalarci scorci mozzafiato è estremamente viva, piena di un’energia che ha contagiato tutta la troupe.”

Set campani anche per il film tv tedesco “Wenn Nicht, Dann Jetzt” diretto da Matthias Steurer (prod. Saxonia Media per Ard Degeto – prod. Esecutiva Pointmedia) che si gira ad ottobre a Castellabate, il celebre reality di MTV “Teen Mom OG” (da noi conosciuto come “Sedici anni e incinta”), e per il documentario BBC “Operation Vincent”.

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