CINEMA IN SALA/Francesconi: subito un piano di promozione

La promozione del cinema in sala dovrà essere prioritaria nelle strategie dell’ANEC.
Ne è convinto Alberto Francesconi, da pochi giorni eletto alla guida dell’Associazione Nazionale degli Esercenti Cinema per i prossimi tre anni, subentrando a Luigi Cuciniello.
Imprenditore, esercente e profondo conoscitore del settore – dal ‘94 al ‘98 presidente ANEC Lazio,  dal 2000 al 2002 alla presidenza nazionale, e dal 2002 al 2010 presidente AGIS – Francesconi ritrova una realtà molto cambiata. In positivo “c’è finalmente  una legge di sistema” che riordina tutto il settore dello spettacolo e che per le sale  vuol dire, in termini di risorse, 84 milioni di euro l’anno , “ che gli esercenti non avevano mai visto prima”.

Dal ’98, nonostante la peggior crisi economica dal dopoguerra a oggi, il cinema ha mantenuto il suo zoccolo duro, sempre intorno ai cento milioni di spettatori. “Questa legge ci da la possibilità di aumentare il consumo di cinema in sala. Dobbiamo fare in modo che nei prossimi 5 anni si arrivi a 130 milioni di spettatori”.

Premettendo che la sua presidenza sarà ispirata al principio della collegialità, Francesconi auspica una maggiore collaborazione da parte dei distributori: “ far uscire 500 film l’anno crea un cannibalismo che impedisce ai film di esser visti: un quarto di questi potrebbe andare direttamente in televisione; abbiamo verificato che quando esce il prodotto giusto, il pubblico lo premia”.

Ma è essenziale una “promozione martellante”, rivolta prevalentemente ai giovani sia sui media tradizionali che sui social media. “Devono essere due tipi di comunicazione diversa, fatta da professionisti, e la campagna deve durare almeno tre anni”. Le risorse, 4 milioni e mezzo di euro l’anno per tre anni, si possono recuperare all’interno di quelle previste dalla legge. “E’ sufficiente che ognuna delle tre categorie – produttori, distributori,esercenti – rinunci  ad una piccola quota, circa 1 milione e mezzo di euro, per investirla in promozione”.

Su un altro problema irrisolto – il peso eccessivo di imposte come l’ IMU e la tassa sui rifiuti che zavorrano  i costi degli esercenti – il neo presidente ANEC ritiene che soluzioni, almeno parziali, debbano essere trovate.

Per quanto concerne l’IMU  “Le sale pagano una delle aliquote più alte e non  si tiene conto dell’eccezione culturale, del servizio che rendiamo alla collettività. Si potrebbe cominciare con l’abbassare le aliquote  oppure introducendo un meccanismo di detraibilità”.

Queste tasse, pesantissime per tutti i cinema, “sono devastanti per le sale di città”.

“La Legge prevede 30 milioni di euro per la rigenerazione dei cinema storici. E’ una grande occasione”.

Secondo Francesconi il sistema multiplex, è arrivato a saturazione: “ I cityplex sono il futuro”.

E  chiarisce:“Rigeneriamo quel che c’è invece di costruire ex novo. Bisogna riqualificare l’esistente, ridefinendo la sala, che non potrà più essere monoschermo, ma dovrà trasformarsi in multisala”.

Da imprenditore Francesconi riaprirà il cinema Paris, storica sala romana di sua proprietà chiusa dal 2001 .
“ La riapriremo grazie a questa legge: realizzeremo 4/5 schermi, un ristorante, e uno spazio di circa 200 metri quadrati a disposizione degli artisti romani che vorranno mostrare le loro opere. Questo cinema torna così alla sua antica vocazione”. Nel cinema Paris, infatti, realizzato a Roma nel quartiere  San Giovanni nel 1956 da Ernesto Francesconi, padre di Alberto, c’erano opere di grandi artisti contemporanei, da Cascella  a Turcato, a Severini, a Guttuso; non si proiettavano solo film, ma si tenevano anche convegni su musica, spettacolo, pittura.

Il cinema Paris sopravvisse ad un incendio –  fu bruciato in una notte del 1971, quando era in programmazione “Sacco e Vanzetti” –  ma non alle logiche del mercato. .

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